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Governo Italiano

Dettaglio intervista

Data:

11/12/2009


Dettaglio intervista

Di fatto la missiva è pronta, già visionata tra l’altro dal presidente del Consiglio. «E’ giusto raccontare questi fatti, senza trarne valutazioni personali, ma semplicemente dando il quadro di quello che accade. Già molti colleghi mi hanno detto che nel loro Paese tutto quello che accade in Italia è inimmaginabile».

Ministro Frattini cosa scriverà in questa lettera?

«Racconterò solo i fatti. È bene spiegare delle realtà».

Tipo?

«Per esempio, che ci sono magistrati che vanno in piazza o che partecipano a talk show politici esprimendo pareri preventivi, condizionando il Parlamento su una legge che ancora non è stata adottata. A molti dei miei colleghi europei, che leggono in buona fede la stampa, manca il quadro completo. E questo è indispensabile».

Beh, anche l’intervento di Berlusconi ieri al congresso del Ppe, va in questa direzione...

«Guardi, quelle di Berlusconi sono dichiarazioni rese in una sede di partito, al nostro partito, che in Europa si chiama Partito popolare europeo. Ha espresso giudizi e critiche tutte politiche. Ma, voglio ricordare a chi si è scandalizzato, che il giudizio dato sulla Consulta, che ultimamente ha mostrato di essere un organo politico, l’aveva espressa l’esecutivo del Pdl due giorni dopo il Lodo Alfano. Quindi, in sostanza, Berlusconi ha ripetuto una valutazione politica già espressa pubblicamente da tutto il partito».

Il discorso di Berlusconi ha quasi il sapore di una risposta preventiva alle parole del pentito Spatuzza e a quello che potrebbe uscire domani da Graviano. E così?

«Una premessa: Graviano un mafioso, non pentito, né dissociato. Ed è la prima volta nella storia che un soggetto del genere accetti di fare delle dichiarazioni. Detto questo, credo che l’intervento del presidente Berlusconi a Bonn, sia la riaffermazione dell’esigenza di un equilibrio tra poteri, quello della magistratura (potere non eletto) e quello della politica (potere eletto). Se oggi (ieri ndr), nel segreto dell’urna, 50 parlamentari della sinistra hanno votato contro l’arresto di Cosentino, vuol dire che questa esigenza non la sentiamo solo noi».

Secondo lei, Napolitano è di parte?

«Il presidente Napolitano ha compiuto degli atti costituzionalmente corretti. E Berlusconi gliene ha sempre dato atto. Il premier a Bonn ha descritto un fatto storico riferendosi alla provenienza politica del presidente della Repubblica, non ha fatto commenti sulla parzialità dei suoi atteggiamenti».

E Fini, ancora una volta, prende le distanze da quella che è la posizione del governo...

«Francamente non so perché. Certamente è una politica dei distinguo a tutti i costi, che continua anche quando il presidente della Camera parla da cofondatore del Pdl. Quindi non gli dovrebbe sfuggire che il suo partito, con la presenza di coloro che sono a lui vicini politicamente, aveva definito pochi giorni fa la Corte Costituzionale un organo politico. Sono valutazioni che ora lasciamo a lui».

Ieri è stato molto netto a prendere le distanze da Berlusconi. Perché?

«È un interrogativo che in tanti nel Pdl si fanno. E nessuno ha una risposta».

Spostiamoci su un ex alleato, Pier Ferdinando Casini: c’è spazio di una ricucitura e su cosa?

«Il leader dell’Udc anche su Cosentino ha dimostrato che il grande tema delle riforme è un problema del Paese e non di Berlusconi. Credo che con Casini ci unisca molto più di quello che ci divide. Sarà così anche sulle regionali».

A proposito, a che punto siamo con i candidati?

«Noi abbiamo già definito la Lombardia, con Roberto Formigoni e la Calabria, con Giuseppe Scopelliti. C’è poi la forte ambizione della Lega su due Regioni, Veneto e Piemonte, su questo si deciderà all’ultimo momento. Nel Lazio, se alla fine si deciderà per la Polverini sarà un’ottima candidata».

E in Campania?

«È un punto su cui dovremo parlare nell’ufficio di Presidenza del Pdl il prossimo 16 dicembre».

Circolano diversi nomi per il post Bassolino, anche quello di Bertolaso...

«Non credo al toto candidati».

Torniamo alla Giustizia. Cosa ha dato più fastidio al presidente del Consiglio, le parole di Spatuzza o il parere del Csm sul processo breve?

«Berlusconi non è stato infastidito dalle parole di Spatuzza, un pluriomocida. Dalle azioni del Csm, invece, il premier è preoccupato. Se c’è una magistratura che pensa di assorbire con i suoi atti le azioni del Parlamento e del governo, allora Parlamento e governo hanno un istituzionale motivo per essere preoccupati. Ecco perché serve la riforma».

Alla fine si troverà la pace tra Berlusconi e Fini?

«Continuo a dire che Fini ha ancora un interesse e una convenienza a rafforzare il Pdl. Quindi...» .

E se ciò non dovesse accadere?

«Vedremo. Spero che essendo persona ragionevole, agisca con l’interesse e non il cuore».


Luogo:

Roma

Autore:

di Giancarla Rondinelli

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