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Governo Italiano

Dettaglio intervista

Data:

25/01/2010


Dettaglio intervista

Roma «Che manchi un livello adeguato di coordinamento è una cosa che abbiamo rimarcato sin dai primi giorni. Ma questo non significa che l'Italia abbia alcuna intenzione di criticare gli sforzi degli Stati Uniti, che la Farnesina ha già definito imponenti, figuriamoci. Né si può francamente pensare che il pur bravissimo Bertolaso sia andato ad Haiti con il ruolo di coordinatore del mondo. Sarebbe fare un torto a lui stesso innanzitutto...».

Franco Frattini è in partenza per Washington. Sui principali dossier internazionali, dall'Iran all'Afghanistan, avrà oggi colloqui con il segretario di Stato Hillary Cinton e il consigliere per la Sicurezza nazionale, il generale James Jones. Prima di rientrare in Europa terrà una lecture alla Johns Hopkins University sul ruolo dell'Italia di fronte alla sfide della sicurezza.

Ad ascoltare la lettura che in Italia si dà delle parole di Bertolaso la reazione del ministro degli Esteri è di sorpresa. Gli Stati Uniti «non hanno un partner migliore» del nostro Paese, ha detto pochi giorni fa l'ambasciatore americano a Roma, David Thorne.

Eppure Bertolaso ha definito la situazione «patetica» e criticato apertamente gli americani...

«Abbiamo deciso di inviare nell'isola una persona di eccezionale professionalità, in grado di coordinare non solo gli aiuti italiani ma anche di mettere a disposizione del governo locale, di quello che ne resta, e soprattutto delle Nazioni Unite, una straordinaria expertise, che può essere massimizzata proprio nel momento in cui si manifestano i problemi che il sottosegretario evidenzia».

E dunque?

«E dunque quelle fatte da Bertolaso sono valutazioni logiche e tecniche, non politiche, che non hanno altro intento se non quello di cercare di suggerire soluzioni per migliorare la situazione sul campo. Sono fondate sulla situazione empirica, è sbagliato leggerle contro qualcuno, tanto meno contro gli americani, che in queste ore stanno svolgendo un lavoro importantissimo».

Resta il quadro fatto da Bertolaso, in cui l'indice è puntato anche contro aiuti solo «mediatici»...

«Ma non è una lezione fatta agli altri, di certo criticare gli sforzi altrui non è assolutamente la posizione del nostro governo. Tutti stanno facendo del loro meglio, è evidente che di fronte a una catastrofe di queste dimensioni, che definire apocalittica non è esagerato, ogni sforzo può essere insufficiente».

Ieri per distribuire aiuti alimentari i caschi blu hanno dovuto sparare in aria, il capo della nostra Protezione civile rimarca anche quello che vedono tutti, molto vicino al caos.

«Ma non sono certo gli Stati Uniti i responsabili di una mancanza di coordinamento, il che non significa che l'enorme sforzo che insieme a tante altre Nazioni stanno dispiegando sia in grado di fronteggiare tutte le emergenze. C'è ancora gente che viene estratta viya dalle macerie, già solo questo descrive una situazione in bilico, in cui stenta a chiudersi la fase delle ricerche. La dimensione della tragedia amplifica problemi di un coordinamento comunque enormi».


Luogo:

Roma

Autore:

Marco Galluzzo

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