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Governo Italiano

Dettaglio intervista

Data:

27/01/2010


Dettaglio intervista

“Polemiche da bar dello sport”. Subito dopo l'incontro con Franco Frattini, il segretario di Stato Usa Hillary Clinton ha replicato così alle critiche del capo della Protezione civile, Guido Bertolaso, sulla gestione degli aiuti ad Haiti.

Ministro, il caso si può considerare definitivamente chiuso?

“Su questa vicenda il governo italiano non ha dato e non vuole dare lezioni a nessuno. E se ci sono state parole apparse come critiche non era nostra intenzione: credo che le dichiarazioni di Bertolaso siano state legate ad un elemento emotivo che in questi casi conta molto. Ci rimbocchiamo le maniche e lavoriamo, come abbiamo fatto e come faremo, insieme all'America e alle Nazioni Unite”.

Uno dei primi passi concreti sarà la cancellazione del debito?

“Il nostro governo, che è il secondo creditore di Haiti, si accinge a sottoscrivere l'accordo che sancirà la cancellazione del debito che ammonta a 40,43 milioni. Ci stiamo adoperando nell'ambito del Club di Parigi affinché gli altri Paesi creditori vengano invitati a seguire il nostro esempio”.

Cambiamo argomento. Nell'ultimo mese è tornato in primo piano il problema del terrorismo.

“Per l'Italia il pericolo viene dall'arco di instabilità che va dallo Yemen alla Somalia, al Corno d'Africa e all'Africa Subsahariana. Spero si possa convocare presto una conferenza africana che coinvolga tutti i Paesi interessati per analizzare la situazione e prendere le misure necessarie”.

Sui body scanner negli aeroporti non mancano le polemiche...

“A livello di Unione Europea è in corso una riflessione per valutare i rischi connessi alla loro introduzione e valuteremo con grande attenzione quanto emergerà dai lavori. In ogni caso il diritto alla sicurezza non può non essere privilegiato rispetto alla privacy.

Al momento la lotta al terrorismo sembra concentrarsi sullo Yemen.

“Lo Yemen attraversa una fase di crisi legata sia alle difficoltà che le forze governative incontrano nella gestione delle tensioni interne, sia a una situazione economico-sociale già fortemente critica. Non si può tacere, poi, il problema della pirateria e del flusso di clandestini attraverso gli stretti, fenomeno che lega lo Yemen alla Somalia e al Corno d'Africa”.

Lei ha propostola costituzione di un gruppo di Paesi “amici” .

“Mi auguro che la proposta di costituire un gruppo di Paesi “amici dello Yemen” possa concretizzarsi già nell'incontro di oggi a Londra. Si tratta di un'iniziativa di sostegno che vede al centro degli sforzi proprio il governo yemenita, opportunamente affiancato dai Paesi del Consiglio di Cooperazione del Golfo e da alcuni partners internazionali, ciascuno concretamente impegnato in uno specifico settore di intervento”.

Sugli italiani rapiti in Mauritania continuano le fughe di notizie...

“Le notizie che filtrano spesso non sono verificabili e l'esperienza insegna che il riserbo mediatico accelera la soluzione ditali vicende. Ma il rapimento è la prova che Al Qaeda rappresenta un pericolo anche nell'area del Maghreb”.

Dopo i fatti di Rosarno, sull'ltalia sono piovute accuse di razzismo.

“L'Italia non è e non è mai stato un Paese razzista anche perché non ha nel suo Dna il retaggio degli imperi coloniali. Il governo lavora da tempo per fare in modo che l'Ue eserciti un ruolo pi?? incisivo perché l'Europa, più degli altri continenti, è esposta ai pericoli di instabilità sistemica in Africa”.

Maroni ha puntato il dito contro l'eccessiva tolleranza nei confronti dell'immigrazione clandestina.

“L'immigrazione clandestina alimenta la criminalità e per troppo tempo si è chiuso un occhio. È evidente poi che vada messa in campo anche un'azione preventiva, che si sta attuando con la firma di accordi con i Paesi del Maghreb - tra cui spicca quello con la Libia - che hanno determinato una diminuzione del 90% dell'afflusso di clandestini su barconi”.

In questi giorni si è parlato molto della riabilitazione di Craxi.

“Il centrodestra legge anche nell'accanimento giudiziario unilaterale contro Craxi quasi il primo tempo della deriva giudiziaria contro Berlusconi. Mentre la sinistra riformista, senza Craxi, non ha nessun vero e sincero e autorevole riferimento. E oggi sembra cominciare a interrogarsi su una comune appartenenza”.


Luogo:

Roma

Autore:

Domenico Zaccaria

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