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Governo Italiano

Dettaglio articolo

Data:

05/02/2010


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L'Europa ci ha aiutato a crescere salvando il nostro Paese dal rischio della marginalizzazione, oggi dobbiamo sapere andare oltre. Partendo dal Mediterraneo. L'Italia può contribuire a promuovere una vera e propria comunità economica del Mediterraneo dove siano garantite le libertà economiche fondamentali, proprio secondo il modello della prima comunità economica europea. In una prima fase, alla attuazione di politiche condivise che dovranno caratterizzare il percorso di integrazione, si deve condizionare ed ancorare il pieno esercizio delle libertà economiche fondamentali. Libera circolazione di merci, capitali, persone e servizi per ragioni economiche saranno al servizio della crescita, la favoriranno. Ed a regime, come fu per la Comunità economica europea, l'integrazione economica porterà anche l'integrazione sul piano dei diritti umani e, specialmente, condizioni di stabilità. Si tratta dunque di costruire nel solco di una architettura vicina, anche per obbiettivi, a quella immaginata originariamente dai Padri fondatori della Comunità, le politiche economiche di “segno mediterraneo” per realizzare un mercato reale e quindi il funzionamento del principio del mutuo riconoscimento. Possiamo ora parlare il linguaggio dell'ottimismo e del fare anche perché, appunto, per l'Italia e gli altri Paesi del Mediterraneo è un nuovo inizio. La forte crescita del Sud-Est asiatico, di Cina ed India, del Golfo, ha creato nuovi mercati commerciali e nuovo fabbisogno di infrastrutture e di servizi per poter gestire gli imponenti flussi del trasporto marittimo. La piattaforma portuale e logistica mediterranea tallona ormai quella atlantica. Ha recuperato, dalla metà degli anni Novanta, circa dieci punti al Mare del Nord e, nello stesso periodo, ha aumentato il traffico containers in media di oltre il 10% l'anno, rispetto ad una media mondiale ferma al 6%. Oggi, il solo Canale di Suez inietta da solo più traffico verso l'Europa che tutto l'Oceano Atlantico. A questi grandi cambiamenti si aggiunge il crescente dinamismo economico e demografico della sponda sud del Mediterraneo, verso cui l'Italia ha consolidato la posizione di primo partner commerciale europeo e l'Ue ha confermato il ruolo di principale donatore. In questo contesto, la Conferenza di Trieste dell'Osservatorio del Mediterraneo rappresenta un'occasione importante per affrontare insieme lo sviluppo di politiche sempre più concertate nel campo delle infrastrutture e dei trasporti. Un progetto di sistema portuale-logistico per l'Alto Adriatico viene in questi giorni approfondito, in collaborazione con il Ministero degli Esteri e il Ministero delle Infrastrutture e Trasporti, assieme a rappresentanti ed esperti di 20 Paesi dell'area, il Commissario europeo ai Trasporti, il Presidente della Regione Friuli Venezia Giulia e numerosi Capi-azienda. E' un appuntamento particolarmente significativo per compiere insieme ai Paesi partner un salto qualitativo nella valorizzazione del Mediterraneo all'interno dell'economia globale. E l'occasione per offrire una nuova progettualità italiana all'ambizioso processo dell'Unione per il Mediterraneo. E' questo anche il compito di una tessitura diplomatica in favore dell'economia che il Presidente del Consiglio non si stanca di incoraggiare.


Luogo:

Rome

Autore:

Franco Frattini

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