Questo sito usa cookie per fornirti un'esperienza migliore. Proseguendo la navigazione accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra OK Approfondisci
Governo Italiano

articoloFrattiniLeanca

Data:

26/02/2010


articoloFrattiniLeanca

Mentre l’Europa a 27 si interroga sulla sua rilevanza a livello mondiale, la casa comune europea non si può dire del tutto compiuta. Vi sono ancora aree del Continente a est e a sud che dobbiamo ancorare più saldamente al cuore dell’Europa politica, economica e culturale. Guardiamo perciò con grande interesse al Partenariato Orientale - un nuovo meccanismo di cooperazione tra l’UE, i Paesi del Caucaso, Moldova, Ucraina e Bielorussia - che intende promuovere la sicurezza e la stabilità ai confini orientali, abbattere le barriere culturali e stabilire aree economiche dinamiche di libero scambio.

Italia e Moldova lo sostengono fortemente considerandolo come complementare e non contraddittorio con l’esigenza di un sempre più forte legame tra Europa e Russia. La Presidenza svedese dell’UE nel secondo semestre del 2009 ha dato un deciso impulso al Partenariato ed ha subito trovato nella Moldova un protagonista pronto a raccogliere la sfida e ad aprire i negoziati per il nuovo Accordo di Associazione con l’Unione Europea. E non è un caso. La collocazione geografica, la storia, la religione, la naturale vocazione europeistica della sua popolazione sono la prova della vocazione europea di questo paese.

Il governo dell’Alleanza per l’Integrazione Europea, uscito dalle elezioni del luglio dell’anno scorso e sostenuto da quattro partiti anticomunisti, ha intrapreso un processo di modernizzazione e un piano di riforme ambizioso per avvicinarsi speditamente agli standard europei e avviare il dialogo con le istituzioni dell’ UE. L’Europa deve a sua volta dimostrare di essere un partner indispensabile nel percorso di democratizzazione e modernizzazione. Guardare ad Occidente per Chisinau significa anche porre le premesse per la crescita e la diversificazione della sua economia, la stabilizzazione sociale. Siamo consapevoli che le ambizioni moldove si scontrano al momento con una realtà resa più complessa dalla crisi economica globale e dalla dipendenza energetica. L’emigrazione di una componente quantitativamente e qualitativamente rilevante di forza lavoro nonché l’obiettiva debolezza delle infrastrutture e dei sistemi scolastico e sanitario impongono un salto qualitativo che deve trovare una sponda importante nei partners europei.

Per l’Italia e l’Europa la Moldova può divenire un’importante piattaforma di opportunità per investimenti diretti, in una realtà in cui “c’è da fare” e “si può fare”: la manodopera è qualificata e a basso costo, e vi sono settori da sviluppare, dai servizi di base alle infrastrutture. Il 2010 si è aperto sotto buoni auspici: sono in corso negoziati per un nuovo Accordo rafforzato UE/ Moldova per scrivere le regole di un avvicinamento graduale ma costante allo spazio dell’UE. Auspichiamo che tale Accordo includa la creazione di un'area rafforzata di libero scambio che contenga un riferimento esplicito alla prospettiva europea della Moldova e, soprattutto, preveda un percorso concreto in materia di liberalizzazione dei visti a favore dei cittadini moldavi.

Il dialogo sempre più stretto con i Paesi europei deve servire anche di stimolo a normalizzare il rapporto con la Russia sbocco essenziale della produzione agricola moldova e, soprattutto, con la Romania per affrontare in primo luogo le problematiche commerciali e definire le frontiere.

L’Italia, che ospita 90 mila moldavi ed è il terzo Paese per investimenti in Moldova, sostiene fortemente la linea di apertura all’Europa del nuovo governo moldavo. I nostri Paesi hanno inaugurato una nuova fase di rapporti sempre più stretti: nel novembre 2009 è stata aperta a Chisinau la nuova Ambasciata italiana, abbiamo moltiplicato e reso periodiche le occasioni di nostri incontri e l’Italia ha aderito all’iniziativa denominata “Amici della Moldova” per sostenere Chisinau nel percorso europeo.

L’Italia ritiene prioritaria la stabilizzazione del quadrante sud-orientale del continente europeo ed intende essere al fianco degli amici moldavi. E’ un dovere che deriva non solo e non tanto dalle origini latine che accomunano i due Paesi, ma soprattutto dall’obbligo morale di fornire una prospettiva ad un Paese, cerniera tra Europa occidentale e orientale, alla ricerca di una nuova dignità che le istituzioni europee non possono negarle rinchiudendosi su se stesse.


Luogo:

Trieste

Autore:

di Franco Frattini e Iurie Leanca (Ministro degli Esteri di Moldova)

10082
 Valuta questo sito