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Governo Italiano

Dettaglio intervista

Data:

07/03/2010


Dettaglio intervista

Ministro Frattini, cosa succede se gli islandesi rifiutano di ripagare il debito con Gran Bretagna e Olanda?

«Le questioni bilaterali, come quelle di cui tratta nel referendum islandese, non possono influire sull'acquis comunitario. Questioni serie: è in gioco il debito che l'Islanda ha contratto con due Paesi Ue. Ma per aderire all'Unione europea questo non è un punto formale. C'è, piuttosto, un impatto sostanziale: ne terremo conto, ha detto il ministro degli esteri olandese».

Come dire che se vince il no il cammino dell'Islanda verso l’Ue si interrompe, almeno per volontà di Gran Bretagna e Olanda?

«Comunque vadano le cose, il processo di avvicinamento dell'Islanda all'Ue deve continuare. Altra cosa è - nel caso vinca il no - chiedersi se non vi sia una crisi di fiducia nei confronti di chi non rispetta gli impegni sul debito con Paesi comunitari».

Lei solleva il problema della fiducia, di certo non marginale. Come non tenerne conto, allora, nel caso al referendum vincano i no?

«Se ne dovrà tenere conto, certo, ma dobbiamo anche pensare che questo è un referendum. Nel momento in cui è il popolo sovrano a dire no, possiamo imputare questo no al governo? Anche questo sarebbe un principio pericoloso».


Luogo:

Roma

Autore:

Emanuele Novazio

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