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Governo Italiano

Dettaglio intervista

Data:

11/04/2010


Dettaglio intervista

«Mi attendo molto, in gesti simbolici e non simbolici, da Mosca. Mi auguro che il grande vicino russo capisca che questo è precisamente il momento nel quale la Polonia ha bisogno di una mano tesa. Più che una mossa geostrategica, sarebbe un gesto umano che farebbe capire che la Russia c'è, e che è interesse di tutti voltar pagina e lavorare assieme». Il ministro degli Esteri Franco Frattini è profondamente addolorato per la tragedia che ha colpito la Polonia. Ma nel porgere ai familiari delle vittime e all'intero popolo polacco le sue condoglianze, cerca di guardare avanti.

Ministro Frattini, qual è la portata di questo ennesima tragedia maturata tra le foreste di Katyn?

«Sicuramente è la tragedia più grande della storia polacca dopo la seconda guerra mondiale. Oggi tutto il Paese si stringe attorno a un presidente nel quale aveva visto un momento di svolta direi radicale rispetto a un passato, al comunismo, che molti volevano lasciarsi alle spalle».

Chi era Kaczynski?

«Kaczynski si era caratterizzato anche per una marcata posizione critica nei confronti della Russia. E con una intensa tragicità, che pare tratta da un testo letterario o teatrale, è scomparso proprio il giorno nel quale andava in pellegrinaggio nel luogo simbolo della tragedia polacca, a Katyn, laddove la Russia di Stalin trucidò un enorme quantità di soldati polacchi accusando poi i nazisti per coprirsi».

Questa morte è una vicenda solo polacca o ha implicazioni continentali? Che può fare l'Europa?

«E' una vicenda che ci segna tutti, umanamente. L'unica cosa che l'Europa

può fare, oltre a stringerci attorno alla Polonia, è attendere le elezioni presidenziali. Sono certo che la Polonia saprà dimostrare grande spirito di unità nazionale superando i contrasti che c'erano stati in questi mesi tra il partito del presidente e il partito del primo ministro Tusk, oltre che con l'opposizione socialdemocratica. Mi auguro che la tragedia possa far mettere dietro le spalle le divisioni e produrre una presidenza autorevole e accettata da tutti».

E se accadesse l'opposto, se fossero i radicalismi a prevalere?

«E' una domanda che non ha una risposta certa. Uno degli effetti possibili è, come la storia ci insegna, una sorta di spinta emozionale a votare per candidato più vicino al leader scomparso, o magari che ne riprenda ed estremizzi le posizioni. Ma credo che di qui a giugno il dibattito politico si sarà distanziato da questo aspetto»

Chi sostituirà Kaczynski proseguirà la strada di attenuazione delle tensioni con la Russia?

«Chiunque sarà, non potrà non fare ulteriori passi verso un avvicinamento che è nelle logiche delle cose e che è doveroso. Su questo non ho dubbi, il processo continuerà. Quello che vedemmo quando Kaczynski era presidente, e suo fratello primo ministro, era un atteggiamento che lo stesso Kaczynski ha poi moderato fortemente, riprendendo negli ultimi la strada del dialogo con Mosca e della collaborazione piena con l’Europa. Nessuno potrà ora tornare ad un muro contro muro contro la Russia».


Luogo:

Roma

Autore:

Alessandro Farruggia

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