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Governo Italiano

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Data:

10/04/2010


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Caro Direttore, la firma a Praga del Trattato per la Riduzione delle Armi Strategiche tra Stati Uniti e Russia, il Vertice di Washington sulla Sicurezza il 12 e 13 aprile prossimo a cui parteciperanno i leader di 47 Paesi tra cui l'Italia e, infine, l'apertura, il 3 maggio prossimo, della Conferenza di Riesame del Trattato di Non Proliferazione (Tnp), per il quale quest'anno ricorre il quarantesimo anniversario dell'entrata in vigore: tre eventi e scadenze legati tra loro e di cruciale importanza per la sicurezza dei nostri cittadini.

Il tutto sullo sfondo della appena pubblicata dottrina nucleare americana (Nuclear Posture Review) che rappresenta sui piano concettuale un vero e proprio punto di svolta, l'inizio di una nuova era: si prende infatti atto in essa, per la prima volta con chiarezza, che il pericolo principale alla nostra sicurezza è oggi rappresentato non pi dallo scontro massiccio nucleare tra Stati, bensì dalla proliferazione e dal terrorismo nucleari. Ilprincipio della deterrenza nucleare resta ovviamente valido, ma va circoscritto e adattato alla nuova e più complessa realtà internazionale, dove le principali minacce alla nostra sopravvivenza arrivano dagli attori non statali, individui e gruppi criminali e terroristici, o da quei regimi che vedono nell'arma nucleare una scorciatoia per sfidare l'ordine internazionale ed acquisire posizioni egemoniche regionali. E’ una lezione che abbiamo tragicamente appreso l'11 settembre del 2001, con gli attentati di Madrid, Londra, ed Istanbul, e, più di recente, anche a Mosca, con la corsa al nucleare di Paesi critici quali l'Iran e la Corea del Nord. In questa nuova realtà, anche da parte delle due principali potenze nucleari, come Stati Uniti e Russia, mantenere arsenali massicci è diventato, oltre che economicamente insostenibile, inutile. E venuto meno quel rapporto direttamente proporzionale tra le dimensioni dell'arsenale nucleare e la sicurezza che vigeva ai tempi della Guerra Fredda: è al contrario evidente che maggiore è il numero di testate nucleari presenti nel pianeta (ne esistono oggi ancora circa 23mila), maggiore è anche il rischio che in un contesto globale sempre pi interconnesso, ma allo stesso tempo anche centripeto e sempre meno controllabile i materiali finiscano nelle mani di gruppi terroristi che avrebbero il potere di ricattare i nostri Paesi, prendere in ostaggio le nostre città, la nostra vita quotidiana. E proprio per ridurre questi rischi che il presidente Obama aveva annunciato l'anno scorso a Praga la sua visione di «un mondo senza armi nucleari», una visione che l'Italia ha sin dall'inizio pienamente sostenuto, che i leader del G8 avevano condiviso l'anno scorso al Vertice dell'Aquila e alla cui realizzazione il nuovo Trattato Start firmato a Praga ha dato un primo importante contributo.

Occorre adesso costruire sui successo di questo primo passo in avanti sul disarmo per compiere paralleli progressi anche sul fronte della non proliferazione. Come? In due modi. Innanzitutto serrando le fila all'interno della comunità internazionale per una soluzione del problema iraniano, per indurre quanto prima un cambio di comportamento in chiave cooperativa da parte delle autorità di Teheran attraverso la condivisione di misure di pressione rafforzate, ma mirate e reversibili, che lascino aperta la strada del negoziato. In secondo luogo, coagulando il necessario consenso internazionale per rafforzare la sicurezza nucleare ed il regime internazionale sulla non proliferazione in occasione della Conferenza di Revisione del Thp, in particolare rendendo obbligatoria l'adozione del Protocollo Aggiuntivo del Trattato da parte dei Paesi membri e prevedendo nuovi meccanismi che elevino il costo politico della eventuale decisione di uno Stato di recedere unilateralmente dal Trattato, onde evitare altri casi come quello della Corea del Nord. Per ottenere risultati nel campo della sicurezza nucleare e della non proliferazione c'è bisogno ancor prima di ogni altra cosa, di un senso di «responsabilità diffusa» da parte dei membri della comunità internazionale. Stati Uniti e Russia hanno offerto a Praga un esempio di leadership responsabile» che auspichiamo possa aprire la strada ad un più stabile rapporto di Mosca con l'Occidente nel suo insieme inclusa la Nato. Le altre potenze principali nucleari, le potenze emergenti nucleari e non ed ovviamente l'Europa, hanno un ruolo ed una responsabilità particolari da far valere per sensibilizzare ovunque governi ed opinioni pubbliche. La sicurezza non è solo nell'interesse dell'Occidente, ma è un bene di tutti.


Luogo:

Roma

Autore:

Franco Frattini

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