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Data:

13/04/2010


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Sono trascorsi dieci anni da quando a Zagabria, nel 2000, dopo un decennio di guerra e instabilità, l'Unione europea affermò per la prima volta senza ambiguità la vocazione europea dei Balcani Occidentali.

Dieci anni dopo, in occasione del Ventottesimo vertice franco-italiano appena conclusosi, riaffermiamo il nostro pieno sostegno a questa prospettiva. Dobbiamo portare a compimento il lavoro iniziato al Summit di Zagabria. Ciascun Paese dei Balcani Occidentali ha la vocazione ad entrare in Europa, pur, ovviamente, secondo i propri meriti e attraverso un rigoroso processo di riforme interne. Ne va della nostra pace e della nostra stabilità, ma soprattutto della pace e della stabilità delle generazioni future.

Il 2010 può rappresentare un anno decisivo per i Balcani Occidentali se riusciremo ad imprimere un nuovo e rinnovato impulso per superare i veri problemi che ancora incombono: l'indifferenza e la negligenza. Vogliamo rafforzare la nostra azione comune in questa regione vicina proprio perché crediamo che l'Europa ha bisogno dei Balcani e che i Balcani hanno bisogno dell'Europa.

Per andare avanti occorre innanzitutto far progredire la causa europea. Questa azione non può prescindere da una politica in materia dei visti. Nel breve periodo, auspichiamo che l'Albania e la Bosnia-Erzegovina potranno beneficiare della liberalizzazione, nello Spazio Schengen, del regime dei visti a breve termine. I requisiti tecnici dovranno ovviamente essere rispettati: ma dobbiamo evitare che possa radicarsi la convinzione secondo cui i musulmani dei Balcani verranno discriminati e si impedirà loro di beneficiare delle misure di cui già godono, a giusto titolo, i serbi o i montenegrini dalla fine dell'anno passato. La libertà di circolazione nell'Ue è fondamentale per consentire ai popoli dei Balcani Occidentali di sentirsi membri a pieno titolo della famiglia europea.

I progressi della causa europea giungeranno anche dall'avanzamento dei negoziati di adesione all'Unione europea. Quelli portati avanti con la Croazia stanno per essere ultimati. Nuove candidature di altri Paesi dell'area sono state recentemente depositate e dovranno essere esaminate con speditezza.

Anche da parte dei Paesi balcanici, dovranno compiersi sforzi analoghi. I Balcani Occidentali dovranno voltare pagina: da un passato doloroso verso il loro futuro europeo. Pensiamo in maniera particolare alla Serbia e al Kossovo, che possiedono la stessa vocazione a entrare nell'Unione europea ma che devono ancora definire i termini della loro coesistenza pacifica. E’ questa una necessità ineludibile: chi non pratica il buon vicinato non può appartenere ad una medesima Unione. La Francia e l'Italia condividono pienamente questo approccio. Bernard Kouchner lo ha affermato a Pristina e Belgrado il 10 e 2 marzo scorsi.

La Bosnia Erzegovina è un altro esempio della difficoltà e del bisogno di cambiar pagina. Franco Frattini si recherà nel Paese oggi, 13 aprile, e chiederà che le diverse comunità lavorino maggiormente insieme e superino le loro differenze. Le elezioni che si svolgeranno in autunno dovranno porre il destino europeo della Bosnia Erzegovina al centro del dibattito. L'Europa è il futuro di questo Paese e la dirigenza bosniaca deve dimostrare di essere all' altezza di questa prospettiva storica. Dovrà difendere delle riforme difficili ma necessarie se vorrà che il proprio Paese cessi definitivamente di essere un protettorato e diventi uno Stato pienamente sovrano, indipendente e membro dell'Unione europea.

L'Ue e gli Stati Uniti condividono la stessa idea sul futuro della Bosnia Erzegovina. il recente viaggio a Sarajevo di Moratinos e del vice Segretario di Stato Steinbergh ha dimostrato, ancora una volta, la volontà degli Europei e degli Americani di agire insieme in favore di questi Paesi e il pieno impegno della Presidenza europea a tal fine. Su iniziativa dell'Italia e della presidenza spagnola, si terrà nel mese di giugno a Sarajevo una riunione ministeriale allargata Ue Paesi dei Balcani Occidentali per rilanciare il disegno europeo.

I Balcani sono nel cuore dell'Europa. Il loro destino è europeo, nessuno ne dubita. La nostra responsabilità è di rendere questa convinzione inconfutabile una realtà.


Luogo:

Roma

Autore:

di Franco Frattini e Bernard Kouchner

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