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Governo Italiano

Dettaglio intervista

Data:

19/04/2010


Dettaglio intervista

Liberi i tre operatori sanitari di Emergency. Matteo Dell'Aira, Marco Garatti e Matteo Pagani arrestati in Afghanistan nove giorni fa, sono stati rilasciati dalle autorità di Kabul. Contro di loro non sono state dimostrate le accuse di aver complottato con i talebani.

Il rilascio dei tre di Emergency arriva a 48 ore da un'altra liberazione: quella dei coniugi Cicala sequestrati da Al Qaeda in Mali.

Ministro Frattini ha vinto due derby in due giorni come ha detto Gianni Letta?

«Certamente sì. Quello che ha prevalso è stata la chiara determinazione di lavorare in silenzio guardando al risultato. Nonostante certi politici che, senza essere autorizzati da Emergency, hanno cercato di strumentalizzare la vicenda. Devo dare atto al Pd di ayer mantenuto un atteggiamento sobrio e prudente».

Quale è stata la mossa vincente?

«Aver lavorato nel rispetto della sovranità dell'Afghanistan. Non avere avuto un approccio colonialista come invece certa sinistra, paladina dei diritti dei popoli, avrebbe voluto. Abbiamo chiesto la verità e, visto che le accuse non sono state provate, i tre italiani sono stati liberati».

Che opinione si è fatta di questa vicenda?

«Sicuramente da parte dei talebani esiste una strategia per screditare qualsiasi attività degli occidentali. Per loro non esistono amici. La democrazia e la cooperazione rappresentano un pericolo per la loro ideologia. I medici non sono quindi al riparo dai talebani. I talebani, gli in-sorgenti, hanno infiltrati ovunque, quindi sono in grado di determinare quanto è accaduto nell'ospedale di Emergency. E infatti servizi segreti afghani hanno escluso, chiaramente, il coinvolgimento degli italiani. Lo stesso Karzai ha avuto modo di esprimere apprezzamento al lavoro di Emergency».

Pace fatta con Emergency?

«Gino Strada ha detto che mi regalerà una maglietta dell'organizzazione che accetterò volentieri. Non l'ho accettata da chi, parlamentare, la indossava impropriamente. I rapporti sono sempre stati corretti. Ieri mattina mi sono preso il rischio di avvisare con largo anticipo i familiari dei tre operatori e la signora Cecilia Strada dell'imminente liberazione. La notizia non era ancora pubblica, ma ho voluto dare qualche ora di serenità in più ai familiari».

Soddisfazione anche per la liberazione dei coniugi Cicala...

«Abbiamo usato la stessa strategia. A gennaio sono andato a incontrare i presidenti del Mali e della Mauritania. Li ho chiamati spesso. La nostra intelligence ha operato con grande capacità. In quella regione andiamo a ridare la luce ai bambini che soffrono di cataratta. L'Italia porta aiuti concreti non merita certi attacchi».

Esclude che sia stato pagato un riscatto?

«Non abbiamo pagato. Non diamo soldi ai terroristi. La nostra cooperazione aiuta la popolazione civile non i criminali».


Luogo:

Roma

Autore:

Maurizio Piccirilli

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