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Governo Italiano

Dettaglio intervista

Data:

11/05/2010


Dettaglio intervista

«Ora che l'emergenza è stata affrontata, bisogna continuare sulla strada del rigore dei conti pubblici ma anche sull'impulso allo sviluppo. Non solo. Vanno mese in campo misure antispeculazione e attuata una riforma della regolamentazione delle agenzie di rating. Il ministro Tremonti lo aveva già detto e penso che porterà avanti questa tematica a livello europeo». Il ministro degli Esteri Franco Frattini è soddisfatto per l'accordo raggiunto sul maxipiano di aiuti concordato dai Paesi europei. Frattini è stato tra i primi ministri europei a credere fermamente nella necessità di un'azione comune a sostegno della Grecia e per arginare la marea speculativa.

Mentre la Germania era riottosa a sostenere la Grecia e la Francia tardava a pronunciarsi l'Italia spingeva per una decisione immediata. È soddisfatto del risultato, è un piano sufficiente?

«C'è stato un risultato positivo, un buon lavoro di squadra. E soprattutto è stato decisivo il contributo del ministro Tremonti e del presidente del Consiglio Berlusconi che hanno portato avanti idee poi recepite nel maxipiano. Berlusconi è stato a contatto diretto con il presidente Sarkozy, il Cancelliere Merkel e le istituzioni europee. Il ruolo dell'Italia è stato largamente apprezzato».

Quali indicazioni date dall'Italia sono poi confluite nel maxipiano?

«Il governo ha spinto sull'idea che occorreva una solidarietà europea non verso la Grecia in particolare ma per la salvaguardia della casa comune dell'euro. Berlusconi ha detto che era necessario uscire dagli impegni generici e adottare misure idonee a bloccare gli speculatori. Di qui il deterrente rappresentato dai 750 miliardi. I mercati ci hanno creduto come dimostra l'andamento dei listini».

Eppure nella travagliata notte delle decisioni la Germania fino alla fine ha resistito...

«La Germania sin dall'inizio non ha mai fatto mistero dei suoi dubbi sugli interventi per Atene che avrebbero impegnato Berlino in maniera proporzionalmente più pesante. Poi il Cancelliere Angela Merkel ha riconosciuto che non poteva tirarsi fuori e ha accettato anche con le elezioni alle porte. Nelle tardissime ore della notte la Merkel ha sciolto la sua riserva. Il risultato politico ha premiato il coraggio dei grandi leader europei e ha confermato che la Germania è sulla nave dell'Europa».

Risolta l'emergenza ora come si va avanti?

«A queste misure va accompagnata l'attenzione al rigore dei conti pubblici. Spagna e Portogallo hanno già annunciato misure rigorose. Non credo che ci saranno contagi».

L'Italia non è tra i Paesi a rischio contagio. Possiamo tirare un sospiro di sollievo?

«La stabilità dei conti pubblici ci ha messo al riparo dagli attacchi speculativi. Una settimana fa, il Tesoro aveva messo in vendita titoli pubblici per alcuni miliardi, ne sono stati richiesti quasi il doppio. Il successo dell'asta dimostra l'affidabilità dei titoli italiani. Siamo fuori da ogni warning».

Questo vuol dire che la cura per il risanamento dei conti pubblici è quella giusta?

«Bisogna continuare con il rigore dei conti pubblici e con le misure per lo sviluppo».

Quale è il ruolo della Casa Bianca in questo delicato momento?

«Washington ha incoraggiato misure importanti. Le regole antispeculazioni vanno rafforzate. Tremonti lo ha detto molte volte come pure ha sottolineato che occorrono nuove regole per le agenzie di rating».


Luogo:

Roma

Autore:

Laura Della Pasqua

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