Questo sito usa cookie per fornirti un'esperienza migliore. Proseguendo la navigazione accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra OK Approfondisci
Governo Italiano

Dettaglio articolo

Data:

21/07/2010


Dettaglio articolo

Nell’attuale scenario internazionale, le dinamiche di sviluppo seguono schemi nuovi, che hanno portato all’affermazione di soggetti come le grandi economie emergenti, gli attori non statali e in particolare la società civile. Ma la crescita è tuttora caratterizzata da forti squilibri nella redistribuzione della ricchezza, sia all’interno degli stati che tra aree regionali.

Gli obiettivi di sviluppo che la comunità internazionale si è data e a cui sono dedicati i lavori alle Nazioni Unite nel vertice del prossimo settembre, sono sempre pienamente validi, ma stanno mutando gli strumenti di cui disponiamo per realizzarli. Un approccio inclusivo dei diversi fattori che operano per lo sviluppo è stato elaborato dall’Italia con la strategia Whole of country – Whole of government, acquisita a livello internazionale, in particolare in sede G8 e Ocse e progressivamente G20. Governi e attori non statali ricercano con urgenza un’aggiornata condivisione di principi e un migliore coordinamento di azioni: in linea con tale impostazione, la Ministeriale Ocse del 27-28 maggio scorsi, presieduta dall’Italia tramite il presidente del consiglio Silvio Berlusconi e il ministro dell’economia Giulio Tremonti, ha evidenziato l’importanza di una organica, responsabile e inclusiva governance e ha approvato, su nostra proposta, una Dichiarazione sui principi di correttezza, integrità e trasparenza nell’attività economica.

Un settore in cui lavoriamo con approcci innovativi è quello delle rimesse degli immigrati. Le rimesse sono denaro privato che il settore pubblico deve sostenere con politiche per la riduzione dei costi di invio e con la valorizzazione a fini di crescita, secondo le scelte individuali. Nel 2008 le rimesse mondiali ai paesi in via di sviluppo hanno raggiunto 338 miliardi di dollari USA e nel 2009 si stimano in 316 miliardi: in una fase di crisi, una tenuta molto superiore rispetto ad altri flussi privati.

L’Italia, su iniziativa del Ministero degli Affari Esteri, ha lanciato l’iniziativa per la riduzione dei costi medi globali di invio delle rimesse, dall’attuale 10% al 5% in cinque anni (il cosiddetto “5x5”), adottata nel 2009 al vertice dell’Aquila, principale impegno internazionale in materia. Il raggiungimento di tale obiettivo può generare un aumento netto all’anno delle disponibilità finanziarie degli immigrati, stimato dalla Banca Mondiale in circa 15 miliardi di dollari.

Il ruolo dei siti internet

Questa iniziativa parte dalla considerazione dell’enorme impatto economico del fenomeno e persegue anche finalità sociali di integrazione e di lotta alla povertà.

L’obiettivo “5x5” è ambizioso, ma alla nostra portata se i diversi soggetti interessati (governi, banche, money transfer operator, società civile) concorreranno al suo raggiungimento. Sono interessati tutti i paesi, quelli avanzati che hanno comunità di immigrati importanti, le grandi piazze finanziarie e i paesi beneficiari delle rimesse, chiamati anch’essi a contribuire in tema di facilitazione e regolamentazione.

Gli intermediari finanziari stanno dimostrando una crescente attenzione all’iniziativa, in quanto opportunità in termini di responsabilità sociale d’impresa. Ma la natura e la portata del “5x5” rende determinante la partecipazione dei soggetti della società civile che, per vocazione e mandato, hanno un rapporto quotidiano e diretto con i beneficiari, cioè gli immigrati.

Uno degli strumenti per realizzare l’obiettivo del “5x5”, individuati dalla Rome Road map for Remittances, che è stata elaborata assieme alla Banca Mondiale, sono i siti web sul costo di invio delle rimesse, consultabili direttamente dagli utenti, il ministero degli affari esteri ha cofinanziato, con la nostra Cooperazione allo sviluppo, la realizzazione del sito italiano sui costi delle rimesse (www.mandasoldiscasa.it), promosso dal Cespi e dalla società civile, sostenuto dall’organizzazione internazionale per le migrazioni. Il sito è stato il primo a essere riconosciuto conforme agli standard della Banca Mondiale. Il sostegno che può fornire Caritas italiana, in questo contesto, è evidente. La collaborazione fra ministero e Caritas può consentire all’iniziativa di misurarsi con la realtà sul terreno, raccogliendo il riscontro dei diretti interessati.

L’obiettivo di riduzione del costo di invio delle rimesse è sorto in ambito G8, ma viene perseguito in partnership da tutta la comunità internazionale; perno operativo è ora una struttura ad hoc del gruppo Banca Mondiale, risultato fondamentale, colto a Roma a novembre. Poi, ad aprile, nella riunione a Washington presso la Banca Mondiale, co-presieduta dalla Farnesina, cui hanno partecipato – su proposta italiana – anche dei rappresentanti della Santa Sede e degli esperti di Caritas Internazionalis, i vari stakeholder pubblici e privati di diverse aree regionali hanno valutato in modo incoraggiante i progressi dell’iniziativa. Fra l’altro l’Italia segna un lusinghiero risultato, con costi medi dei trasferimenti delle rimesse già ora sotto il 10% e in via di riduzione: si è passati dal 10,3% del 2008 all’8,11% a inizio 2010.


Luogo:

Roma

Autore:

Franco Frattini

10607
 Valuta questo sito