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Governo Italiano

Dettaglio intervista

Data:

11/04/2011


Dettaglio intervista

L'immigrazione è un problema politico europeo, non ha dubbi il ministro degli Esteri Franco Frattini che risponde anche a Fini che ha definito "improvvisata" la politica sui flussi migratori.

Perché l'immigrazione è una questione politica europea?

«Perché riguarda il fondamento dell'integrazione europea. Abbiamo voluto uno spazio Schengen di libera circolazione, abbiamo voluto l'agenzia Frontex per gestire le frontiere esterne dell'Ue, stiamo lavorando a una futura guardia costiera europea, facciamo i pattugliamenti insieme sul Mediterraneo, è chiaro che nei grandi dossier politici dell'Europa c'è anche l'immigrazione».

Sta di fatto però che finora l'Italia è rimasta sola...

«Non siamo soli perché abbiamo il Portogallo, la Spagna, la Grecia, Malta, Cipro e la Slovenia che sono comunque con noi. Ci sono alcuni Paesi del Nord Europa che nella storia degli ultimi 30 anni hanno subito flussi migratori da Est, in primis la Germania, e ora dicono perché dovremo condividere il peso con gli altri? Sbagliano perché c'è stato un salto di qualità epocale. Ora l'immigrazione è materia europea per cui o diciamo che l'Europa si è fermata, ne prendiamo atto con tristezza e lavoriamo perché riparta. Oppure se l'Europa, come io credo, non si è fermata dobbiamo accettarne le regole».

L'Italia ha appena firmato un accordo sull'immigrazione con la Tunisia. Eppure gli scafisti continuano il loro lavoro. Ma è così difficile individuarli, è impensabile militarizzare le coste?

«E' molto difficile. Non ci possiamo riempire la bocca con la primavera araba e poi non capirne l'impatto. Ci sono governi in fase di transizione. Militarizzare è quello che faceva il dittatore. Plaudiamo forse a Ben Ali? Al suo tempo c'era uno stato di polizia. Vogliamo tornare a quel sistema? Democrazia e diritti portano anche questo, portano che la polizia e l'esercito non sono oggi in grado di militarizzare le coste se non con una reazione che certamente sarebbe una reazione non auspicabile per un governo di transizione che va aiutato».

E l'Italia come pensa di aiutarlo?

«Noi abbiamo accompagnato la richiesta di rimpatri e di blocco alla fonte con un vasto pacchetto di aiuti in termini di equipaggiamenti delle forze di polizia ad esempio».

Ma quattro scafisti non è poi così difficile catturarli...

«E' vero. E per questo l'Italia ha detto che d'ora in poi tutti quelli che arrivano dalla Tunisia saranno rimpatriati. Forniremo poi 150 vetture per pattugliare le spiagge, 4 moto- vedette, equipaggiamenti per la visione notturna. Ora questi accordi devono essere pienamente applicati».


Luogo:

Trieste

Autore:

m.m.

11595
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