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Governo Italiano

Dettaglio intervista

Data:

06/06/2011


Dettaglio intervista

Il governo italiano sta raccogliendo le prove per denunciare Gheddafi al Tribunale penale internazionale. Il sospetto è che i profughi centrafricani siano spinti sui barconi con la forza. Il ministro degli Esteri Franco Frattini «condivide in pieno» il contenuto della lettera inviata al Corriere dal presidente Giorgio Napolitano. E annuncia quali sono le iniziative allo studio del governo.

Perché i naufragi dei migranti vengono archiviati rapidamente un po' da tutti, governi e opinione pubblica?

«Purtroppo, spesso, in tutta Europa si considerano queste tragedie solo come una questione di numeri e non di diritti delle persone. Il governo italiano ha dato ordini di intervenire sempre e comunque, anche se i migranti si trovano in acque lontane dalle nostre. Mentre abbiamo dovuto denunciare il grave comportamento di Malta che in molti casi è rimasta a guardare».

Da troppo tempo, però, manca un'iniziativa politica forte...

«Certo, un'iniziativa che deve essere europea. E si può fare. Sono stato commissario a Bruxelles per 3 anni e mezzo, con una competenza anche sull'immigrazione. Ricordo che quando la Spagna si trovò in difficoltà con le Canarie prese d'assalto dai barconi, convinsi il Paesi a partecipare al pattugliamento sotto il coordinamento dell'agenzia europea Frontex. Oggi, invece, quanti Paesi sorvegliano il Mediterraneo centrale? Due: l'Italia e Malta».

A quanto sembra, qui opera una rete di trafficanti transnazionale: libici, tunisini e, forse anche italiani. Che cosa le risulta?

«Stiamo raccogliendo le prove che questi profughi siano spinti sulle barche anche a forza dal regime libico. Molte persone che sono arrivate a Lampedusa raccontano che sono stati obbligati a partire e comunque non hanno pagato nulla. Segno che Tripoli sta usando la tratta come strumento di rappresaglia. Secondo me c'è materia per un intervento del Procuratore del Tribunale penale internazionale, perché siamo di fronte a un crimine contro l'umanità».

Notizie di eventuali complicità italiane?

«Come ministero degli Esteri non ci stiamo occupando di questo. In passato abbiamo verificato che per i trafficanti è essenziale avere una sponda anche nei punti di approdo. E ci sono stati casi di navi più grandi che hanno scaricato gli immigrati su battelli più piccoli in acque italiane».


Luogo:

Milano

Autore:

di Giuseppe Sarcina

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