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Governo Italiano

Bonino: «Un nuovo slancio nei rapporti tra Roma e Berna» (Corriere del Ticino)

Data:

11/09/2013


Bonino: «Un nuovo slancio nei rapporti tra Roma e Berna» (Corriere del Ticino)

In occasione della visita ufficiale odierna a Berna del ministro degli Esteri italiano Emma Bonino, le abbiamo rivolto alcune domande per tastare il polso alle relazioni italo-svizzere.

Come valuta gli attuali rapporti tra Roma e Berna?

«Italia e Svizzera oltre a condividere un confine e secoli di storia mantengono relazioni ottime che vanno nella direzione di un rafforzamento del nostro partenariato privilegiato. La mia visita in Svizzera è il segnale che si vuole imprimere un nuovo slancio a questa "partnership" e si inserisce in un contesto di numerosi momenti di cooperazione. Ad esempio lo scorso 18-19 gennaio è nato il Foro per il dialogo delle società civili italiana e svizzera che intende favorire ogni anno l`incontro e lo scambio di idee tra personalità del mondo politico, economico finanziario, culturale e scientifico dei due Paesi.

Alle eccellenti relazioni contribuisce una collettività di 565.000 italiani residenti in Svizzera, mentre si moltiplicano le iniziative in lingua italiana che è parlata dal 6,5% dei cittadini svizzeri».

Eppure sul tavolo ci sono sempre alcune questioni come quella fiscale o quella che riguarda i frontalieri che secondo alcuni, soprattutto in Ticino, sono troppi e tolgono lavoro agli autoctoni anche perché costano meno.

«I frontalieri italiani sono oltre 55.000 e sono in costante aumento negli ultimi anni. L`importanza del loro ruolo nell`economia svizzera è riconosciuto dalle stesse autorità elvetiche. Tutte le questioni relative ai lavoratori frontalieri sono discusse e approfondite a livello bilaterale nelle annuali sessioni del Dialogo italo-svizzero sulla cooperazione transfrontaliera, cui partecipano le autorità locali confinanti svizzere e italiane. L`ultima sessione ha avuto luogo a Roma il 13 giugno scorso. Sappiamo che il dossier fiscale rimane spinoso, ma lo scorso anno abbiamo avviato un negoziato e costituito un tavolo tecnico cui siedono alti funzionari dei due Ministeri delle finanze che stanno individuando possibili soluzioni per le questioni aperte».

Negli ultimi mesi l`arresto dei lavori nella tratta italiana della costruzione della linea ferroviaria internazionale Arcisate-Stabio ha creato dei dissapori soprattutto nella Confederazione nel timore che l`importante snodo non sia pronto nemmeno per Expo 2015.

«Il Governo italiano intende realizzare anche in vista dell`Expo 2015 - la linea ferroviaria Mendrisio-Varese. Siamo a conoscenza delle difficoltà incontrate nella tratta Arcisate-Stabio, ma siamo determinati a portare a termine il progetto. Esiste un organismo bilaterale, il Comitato Direttivo Trasporti italo-svizzero, che si riunisce ogni anno e nel dicembre 2012 è stata sottoscritta a Berna dai nostri due Paesi un`apposita Dichiarazione di Intenti sulla cooperazione bilaterale nel settore ferroviario».

La grande esposizione di Milano rappresenta un`opportunità dal punto di vista economico anche per la Svizzera che proprio su Expo ha scommesso molto sin dall`inizio. Ritiene che questo progetto possa essere visto come l`esempio della buona collaborazione tra i due Paesi?

«A riprova dell`impegno delle autorità elvetiche, ricordo che la Svizzera è stato il primo Paese a confermare ufficialmente la propria presenza a Expo Milano 2015 ed a firmare il contratto di partecipazione. Berna avrà il secondo lotto più ampio all`interno del sito espositivo, che sarà posizionato in modo da assicurarsi una notevole capacità di richiamo. Abbiamo inoltre costituito un Gruppo di lavoro congiunto per la promozione dell`Esposizione Universale e la realizzazione di azioni nel settore turistico. Esiste poi forte collaborazione nel coinvolgimento del settore privato ed uno stretto coordinamento per rendere più efficienti i trasporti verso il sito espositivo. La collaborazione tra i nostri due Paesi resta cruciale anche nel settore economico. L`Italia è il secondo partner commerciale della Svizzera dopo la Germania, con un interscambio nel 2012 di quasi 34 miliardi di euro ed un aumento delle esportazioni del 10,8 per cento nell`ultimo anno che conferma la dinamica espansiva riscontrata negli anni più recenti».


Luogo:

Berna

Autore:

Michele Novaga

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