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Governo Italiano

Alfano: «Tripoli paghi i suoi debiti Ong, chiarezza sui conti» (Il Messaggero)

Data:

07/05/2017


Alfano: «Tripoli paghi i suoi debiti Ong, chiarezza sui conti» (Il Messaggero)

Governare i flussi migratori e stabilizzare la Libia», questo l'obiettivo della missione ieri a Tripoli del ministro degli Esteri, Angelino Alfano appena rientrato in Italia per andare poi in Argentina. «L'Unhcr, Alto Commissariato per i rifugiati dell'Onu potrà registrarli direttamente nei campi dice il ministro - intervenendo sulla dimensione dei flussi alla partenza e sul rispetto del diritto dei migranti». Le navi delle Ong davanti alle coste libiche «salvino le vite umane secondo la legge del mare ma rispettino le regole del diritto internazionale». In Libia «non c'è ancora accordo tra Est e Ovest», tra il generale Haftar e il premier Al-Sarraj, ma «la porta è aperta, il dialogo avviato». Intanto il governo libico si attrezzi per «restituire alle imprese italiane 200 milioni di euro di crediti pregressi».

Ministro Alfano, l'Italia contribuirà alla sicurezza delle elezioni, se ci saranno, nel marzo 2018 in Libia?

«La vera pacificazione in Libia la potranno fare i libici. Le elezioni sono la conclusione di un processo negoziale. Prima bisogna chiudere l'accordo che porti a quel voto . Noi ragioniamo con la logica dell'aiuto che ci viene richiesto, perché il confine tra l'aiuto caloroso e l'interferenza negli affari di un altro Stato è sempre labile. Siamo pronti a facilitare ogni azione che porti alla stabilità in Libia, perché questa si traduce in sicurezza e in lotta ai trafficanti di esseri umani e stop ai flussi migratori».

È a rischio l'accordo sui migranti con Italia e Ue?

«Lavoriamo per rafforzarlo, rendendolo capace di contrastare i trafficanti su tutto il territorio libico. L'accordo sui flussi nasce prima che partano le imbarcazioni. Bisogna lavorare con efficacia su tutte le frontiere».

L'Italia darà 10 milioni di euro all'Unhcr che sta per rientrare in Libia dopo la cacciata nel 2010. Che ruolo avrà l'Onu?

«Un ruolo strategico essenziale a conciliare la dimensione della sicurezza con quella dei diritti umani. La sua presenza può certamente rappresentare un punto chiave di una strategia generale. All'Alto Commissario, che fra l'altro è l'italiano Filippo Grandi, ho detto che sosterremo il Piano con 10 milioni come segnale di fortissimo incoraggiamento. Il Piano riguarderà in parte gli sfollati libici, in parte i profughi».

I migranti saranno registrati prima di partire?

«Questa è l'ambizione che stiamo coltivando e per questo appoggiamo il Piano. Impossibile, altrimenti, immaginare un progetto che veda la Libia come luogo nel quale si possano svolgere una serie di procedure evitando che si continuino a svolgere in Europa e in Italia. Sicurezza e diritti sono la chiave».

Il presidente della Commissione Ue, Juncker, ha elogiato l'Italia.

«Il presidente Juncker ha detto una cosa importante che noi sapevamo già e che abbiamo sempre rivendicato, ossia che l'Italia ha salvato l'onore dell'Europa sui migranti. Ora, però, occorre che l'Europa, sebbene con grande ritardo, rispetti gli impegni sul ricollocamento».

Le ong che operano con le loro navi nel Mediterraneo sono tutte uguali o su qualcuna è bene fare approfondimenti?

«Nessuno può disconoscere
il ruolo fondamentale delle ong nel mondo e in Italia. Altra cosa è ciò che ha detto il procuratore di Catania Zuccaro, che certo non ha generalizzato ma affermato l'esigenza di approfondimenti per rispondere a determinati quesiti, giudiziari e di buon senso, tanto da interrogare larghi settori dell'opinione pubblica».

Quali approfondimenti?

«Quest'attività non compete a me ma alla magistratura da una parte e, sul piano politico, alla Commissione Difesa del Senato attraverso un'indagine conoscitiva. Se si salvano vite umane siamo contenti, noi siamo campioni del mondo di solidarietà e diritti umani. Tutti però devono agire secondo le regole, dalle istituzioni pubbliche a quelle private, perché non c'è nessuno che non vi sia soggetto e tutti devono rispettarle sul diritto internazionale, la legge del mare, la trasparenza riguardo a finanziamenti e finanziatori, e ovviamente sulla non connessione coi mercanti di esseri umani».

La vicenda delle ong ha creato divisioni nel governo, per esempio fra lei e il ministro della Giustizia Orlando. Divisioni superate?

«Mi pare che tutto vada nella direzione che avevo indicato una settimana fa: sostegno alla procura di Catania, accertamento della verità, nessuna generalizzazione sulle ong. Con calma ci sono arrivati tutti».

Tunisia e Malta sembrano restie a accogliere i naufraghi.

«La giovane democrazia tunisina pur affrontando il processo di transizione sta lavorando bene sull'immigrazione, tanto che il problema oggi riguarda la Libia. Malta ha l'oggettivo problema delle sue dimensioni, ma i funerali del 2015 dopo la strage nel Mediterraneo si tennero proprio a Malta».

Qual è la situazione della sicurezza in Libia?

«Non potevamo attenderci accoglienza migliore e più riconoscenza. Ma la situazione è fragile e c'è ancora parecchio da lavorare».

Gli italiani quando potranno tornare a lavorare in Libia?

«Vogliamo costruire immediatamente, in Sicilia, un'occasione di incontro bilaterale tra gli italiani che vogliono investire in Libia e il governo libico. In questa missione ho chiesto che vengano saldati i debiti pregressi, circa 200 milioni di euro, che la Libia ha con molte nostre imprese».

Il terrorismo è sconfitto?

«I libici hanno pagato col sangue le vittorie su Daesh (Isis) sul proprio territorio, come sforzo nazionale contro i terroristi. Il sangue lo hanno versato anche le milizie di Misurata. Tutti hanno contribuito.»

È pensabile che le milizie si sciolgano?

«È auspicabile un esercito a guida unica e questo non può che rientrare nell'accordo tra Est e Ovest in Libia per il quale l'Italia ha svolto un lavoro molto importante a Roma, mettendo in contatto il presidente della Camera di Tobruk e il presidente del Consiglio di Stato di Tripoli e questo ha accelerato anche altri processi negoziali. Ma siamo appena all'inizio».


Testata:

Il Messaggero

Autore:

Marco Ventura

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