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Governo Italiano

Intervista

Data:

06/11/2003


Intervista

Si è conclusa ieri sera a Beirut con un pranzo nell’ambasciata italiana e alla presenza degli ambasciatori dell’Unione Europea, la missione in Siria e Libano del sottosegretario agli Esteri Alfredo Mantica, che nei due Paesi mediorientali ha avuto incontri al massimo livello governativo. Da Beirut, il sottosegretario Mantica ha espresso grande soddisfazione per l’esito della missione e per il consolidamento dei rapporti con l’Italia.

D. Senatore che bilancio si può fare della sua missione?

R. "Posso affermare di essere molto soddisfatto dei risultati conseguiti e dei rapporti instaurati. Come è noto la nostra visita è giunta in un momento cruciale per il governo di Damasco, sia per le questioni irachena e palestinese, sia per i rapporti con Washington. Il governo italiano, e in particolare la Farnesina, ha voluto con questa missione testimoniare la grande attenzione con cui Roma e l’Unione europea guardano a Damasco, come interlocutore prezioso in quella tormentata area del pianeta."

D. Che opinione hanno i siriani della questione mediorientale?

R. "Come è logico, e come dissero coerentemente sin dall’inizio, non sono degli entusiasti della Road map", tuttavia hanno in qualche modo convenuto con noi, che glielo abbiamo rappresentato con forza, che essa rimane l’unica alternativa in questo momento. Damasco ha anche convenuto con la Ue, in particolare in questo momento di presidenza italiana, sia l’unico soggetto in grado di fare efficacemente da mediatore tra le parti. D’altra parte noi non abbiamo avuto esitazioni nel dire loro che ir ecenti segnali di apertura che il premier israeliano Ariel Sharon ha annunciato a Mosca, non vadano sottovalutati, e che anzi essi appaiano piuttosto incoraggianti. Abbiamo anche confermato il sostegno italiano ed europeo al difficile compito del premier palestinese Abu Ala.

D. E sull’Iraq?

R. "Lo stesso discorso: la Siria aveva manifestato contrarietà all’intervento armato della coalizione, ma adesso concorda con noi sugli obiettivi comuni: ossia unità dell’Iraq, la formazione quanto prima di un governo iracheno autonomo, e un ruolo significativo per le Nazioni Unite."

D. E sul piano bilaterale?

R. "Ah, da questo punto di vista non potrebbe andare meglio: oltre alla grande cordialità nei rapporti e nei dialoghi l’Italia si conferma, sia per la Siria sia per il Libano, il primo partner commerciale e, ho percepito nel corso di questa missione, anche un interlocutore politicamente valido e affidabile per entrambi i Paesi: e questo non può che farci ben sperare per il futuro. Tra l’altro, volevo aggiungere che l’Italia , anche a nome della comunità europea, ha espresso a Damasco apprezzamento e gratitudine per la fermezza con la quale ha saputo e voluto limitare la presenza degli uffici di Hamas e della Jihad sul proprio territorio."

D. Cosa dicono in Libano degli Hezbollah?

R. "Qui la questione è più spinosa: come è noto, il Libano è ancora formalmente: non avendo adottato la risoluzione 425 dell’Onu, non riconosce la "linea blu" delle Nazioni Unite, e quindi considera il movimento Hezbollah legittimamente autorizzato a difendere il territorio libanese dalle incursioni israeliane. Infine, a Beirut, abbiamo stabilito comunemente l’istituzione di una commissione mista italo-libanese per intensificare sia gli scambi commerciali sia quelli culturali. E la collaborazione reciproca è comunque al massimo livello da molti anni a questa parte."

D. Prossimo appuntamento?

R. "Ovviamente il 2 e 3 dicembre prossimi a Napoli, alla Conferenza euro-mediterranea, per la quale ci è stata confermata la presenza dei ministri degli esteri. Si tratterà di un segnale politico molto forte, che metterà l’Italia in una posizione-chiave per la mediazione con tutta l’area economico-culturale dei Paesi che si affacciano sul mediterraneo. Anche Israele è stato da noi invitato a partecipare. In agenda appuntamenti e realizzazioni molto importanti, per i quali abbiamo ricevuto garanzie di collaborazione piena."


Luogo:

Roma

Autore:

Antonio Pannullo

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