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Governo Italiano

Intervista

Data:

15/10/2002


Intervista

"Siamo palesemente di fronte ad un’escalation della strategia del terrore guidata da Osama Bin Laden che rende il quadro del terrorismo internazionale ancor più drammatico e complesso". A pochi giorni dalla terribile strage di Bali, il sottosegretario agli Esteri, Margherita Boniver, ha tracciato un quadro del terrorismo mondiale convinta che a questo punto non è più possibile abbassare la guardia perché l’attentato ad una nazione come l’Indonesia, da sempre alleata degli Usa ma molto periferica, conferma che si è aperta una fase dell’estremismo islamico che va oltre l’attacco ai simboli e agli interessi americani e che la moltiplicazione delle azioni terroristiche, prevista da tutti gli esperti, non avrà più confini.

D. Perché proprio l’Indonesia?

R. "Perché si tratta di una realtà strategicamente rilevante la cui situazione geopolitica è tra le più complesse del pianeta. La permanenza di conflitti etnici e religiosi insieme al perdurare di una crisi econocmico-finanziaria dal ‘97 fa dell’Indonesia un paese molto esposto alle destabilizzazioni. La scelta di Bali è emblematica perché l’isola rappresenta da sempre un simbolo della convivenza civile e religiosa. La perfidia di questo attentato sta anche nell’aver voluto dare una lezione alla minoranza induista portatrice di questo ideale di convivenza. La situazione, poi, è peggiorata dal fatto che la presidente dell’Indonesia è una donna, Megawati Sukarnoputri, insediata nel maggio dell’anno scorso, naturalmente invisa alla popolazione mussulmana e soprattutto stretta tra le pressioni dei militari che spingono per un potere più forte e le sfide terribili degli estremisti islamici".

D. Ritiene che la determinazione con cui il fronte dei pacifisti condannano l’attacco all’Iraq verrà incrinata dopo questo ultimo attentato a Bali?

R. "Non so se quanto avvenuto a Bali convincerà i più titubanti sulla necessità di rafforzare il fronte comune contro l’estremismo religioso. Ma c’era bisogno di attendere questa spaventosa strage perché si arrivasse a comprendere quanto sia mortale la sfida lanciata alla civiltà occidentale? E per convincere tutti del fatto che, dopo l’11 settembre, quando si parla di fronte comune non si intende l’arroccamento di parte dell’occidente contro il resto del mondo ma l’unione di paesi, anche diversi tra loro, per la difesa della libertà contro il terrore. Perché è palese che dietro la nuova ondata di attentati ci sia l’ultimo proclama di Osama Bin Laden, un avvertimento preciso cui sono seguite una serie di azioni sanguinose terribili culminate, per ora, nell’attentato di Kuta".

D. Cosa comporta questo cambiamento nella mappatura dei possibili attentati terroristici?

R. Il pericolo concreto è che questo attacco, lanciato in una zona del mondo dilaniata da mille contraddizioni e rivendicazioni, dia linfa vitale ai movimenti irredentisti ed estremisti che dalle Filippine al Brunei minacciano la stabilità di quest’area strategicamente importante da tutti i punti di vista. E che si concretizzi una saldatura tra il terrorismo islamico internazionale direttamente collegato ad Osama e i focolai locali. Ma eravamo stati avvertiti".


Luogo:

Roma

Autore:

Barbara Alessandrini

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