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Governo Italiano

Intervista

Data:

01/10/2002


Intervista

Il sottosegretario agli Esteri, Margherita Boniver, è da ieri per la terza volta in missione di Stato in Afghanistan e Pakistan (e a breve anche in Iran) dove avrà importanti incontri con esponenti politici e delle organizzazioni internazionali dei paesi che nel futuro rivestiranno certamente un ruolo di grande rilievo nella stabilizzazione e ricostruzione dell'Afghanistan.

D. onorevole Boniver, politica e imprenditoria al centro della sua missione. Sta prendendo corpo il progetto di un ministero degli Esteri più dinamico che è a cuore del premier Berlusconi?

R. "Certamente ci muoviamo su una linea di maggiore attivismo in diverse aree geografiche, e il mio ritorno, per la terza volta, nella Regione lo testimonia. In particolare, in Afghanistan dove l'Italia ha guadagnato una posizione di assoluto prestigio nel processo di pace e di ricostruzione di questo Paese. Per la ricostruzione in Afghanistan lo stanziamento da parte dell'Italia di 47 milioni di euro annunciato alla Conferenza di Tokyo è stato già erogato per la metà, mentre siamo responsabili del coordinamento che guiderà la riforma della giustizia, la cui prossima tappa è la conferenza di Roma del 7 e 8 novembre prossimi".

D. Lei ha incontrato alla vigilia del viaggio esponenti della Confindustria. L'Afghanistan può offrire concrete occasioni di investimento per i nostri imprenditori?

R. "Personalmente ho cercato di sensibilizzare l'interesse dell'Azienda Italia fin dal marzo scorso, incontrando gli imprenditori del nostro Paese. In Afghanistan l'impegno dell'Italia sul piano politico e umanitario è largamente apprezzato. Ciò può aprire strade interessanti per le nostre industrie e il mio viaggio dei prossimi giorni intende lavorare proprio a questo obiettivo. In Afghanistan bisogna ricostruire quasi tutto, dalla rete di comunicazioni alle strade, dai ponti alle dighe, dagli impianti elettrici a quelli di irrigazione. Il governo italiano assicurerà assistenza e contatti in loco al mondo industriale, intervenendo anche finanziariamente ove necessario. A tal proposito, siamo rappresentati stabilmente nell'Afghanistan Assistance Coordination Authority, che gestisce l'utilizzo degli aiuti internazionali. Inoltre, non bisogna dimenticare che la Conferenza di Tokyo ha messo a disposizione della Banca Mondiale 4,5 miliardi di dollari a favore della ricostruzione".

D. L'Italia si appresta a mandare un contingente di alpini in Afghanistan. Anche questa decisione rientra nei progetti di sviluppo delle relazioni politico-economiche con i Paesi dell'area?

R. "La missione se approvata dal voto del Parlamento, rientra negli accordi internazionali che prevedono un ricambio periodico delle truppe in campo in Afghanistan. I nostri alpini stanno già bene operando in Bosnia e Mozambico. La loro preparazione specifica si rivelerà di grande importanza sulle montagne afghane, larghi settori delle quali sono ancora da bonificare dalla presenza di sacche di affiliati di Al Qaeda. Dal 12 settembre scorso, inoltre, è proprio un ufficiale degli alpini a comandare il nostro contingente in Afghanistan".

D. La sua visita anche in Iran e Pakistan riflette una particolare attenzione dell'Italia per i Paesi di un'area geografica in molti punti calda, ma da più parti considerata vitale per gli equilibri geo-politici?

R. "Con l'Iran e il Pakistan intratteniamo buoni rapporti, che con il mio viaggio intendiamo confermare e rinsaldare. Certo i venti di guerra che soffiano in direzione dell'Iraq e l'intervento militare in Afghanistan per debellare il terrorismo internazionale hanno accresciuto l'importanza politica e strategica di un'area islamica, dal Kazakistan al Pakistan, che ha influenza diretta sui mari caldi del Golfo Persico e dell'Oceano indiano e che dopo la dissoluzione dell'impero sovietico ha assunto un ruolo nuovo. Dopo quanto accaduto l'11 settembre del 2001, sarebbe un errore trascurare quest'area vasta e vitale, in vista del consolidamento della pace e convivenza dei popoli. L'Italia da questo punto di vista non vuole essere in secondo piano".


Luogo:

Roma

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