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Governo Italiano

Intervista

Data:

06/11/2003


Intervista

"Non ci potrà essere sviluppo del Mezzogiorno senza una maggiore internazionalizzazione. L'internazionalizzazione non è più soltanto un'opportunità, ma diviene sempre più spesso una condizione essenziale per restare sul mercato e crescere. Ciò vale per la rete delle imprese, ma anche per i territori. Il ruolo dello stato, e oggi anche delle regioni, è quello di promuovere e sostenere il ´sistema Italia' perché sappia inserirsi al meglio nelle reti di scambio e possa cogliere tutte le occasioni esistenti. Per fare questo vi deve essere una forte sinergia istituzionale."

Per il sottosegretario al ministero degli affari esteri, Roberto Antonione, l'attuale congiuntura può favorire la crescita competitiva del nostro Mezzogiorno se istituzioni e società civile sapranno utilizzare le molte opportunità offerte dall'Unione europea mettendo a frutto la collaborazione tra stato e regioni.

"Si tratta di creare le condizioni affinché il Mezzogiorno possa progressivamente allinearsi al Centronord anche nella propria capacità di promozione internazionale. I dati evidenziano l'esistenza di un gap che va colmato: meno dell'1% delle piccole e medie imprese collocate nelle regioni meridionali ha una propensione internazionale, contro il 9% del Centronord"

E il sottosegretario ricorda come "il contributo del ministero degli esteri si è fatto, dall'anno scorso, più intenso e mirato grazie al progetto ´Italia Internazionale. Sei Regioni per Cinque Continenti". Per la prima volta sono state stanziate risorse dei fondi strutturali comunitari per sostenere lo sviluppo internazionale del nostro Sud. In questo modo abbiamo lanciato un messaggio chiaro alle regioni: lo stato c'è e svolgerà pienamente il suo ruolo di affiancamento, nel pieno rispetto delle autonomie costituzionali.

D. Quali iniziative sono state avviate e realizzate?

R. "In collaborazione con il ministero delle attività produttive, e in particolare con il viceministro Urso, la Farnesina sta attuando un programma vasto e capillare. L'apporto più rilevante è la messa in campo di una continua attività di assistenza tecnica di alto livello che sta producendo risultati su diversi fronti. Abbiamo completato la mappa delle potenzialità d'internazionalizzazione economico-culturali per ogni regione Obiettivo 1, mettendo a disposizione delle regioni e dei sistemi imprenditoriali una mole di informazioni preziose per costruire le strategie migliori tenendo conto delle specifiche realtà locali. Come ministero degli esteri l'impegno maggiore è rivolto ad affiancare le amministrazioni regionali nella costruzione di percorsi istituzionali e procedurali efficaci a valorizzare le opportunità di finanziamento nazionale e internazionale."

D. Quali risultati state ottenendo?

R. "Al primo posto metterei la stretta collaborazione istituzionale che si è andata realizzando con le regioni, che per il ministero degli esteri è un fatto molto importante, in quanto in questo modo stiamo realizzando l'obiettivo di collocarci in modo propositivo e operativo all'interno del cambiamento istituzionale che vede le regioni come soggetti autonomi di politiche d'internazionalizzazione. Il nostro ruolo è quello di accompagnare le regioni nella costruzione di un percorso istituzionale che consenta la dotazione di strumenti di programmazione integrata, accompagnata da una forte condivisione con la società civile e con le forze economiche locali. I risultati che stiamo ottenendo, soprattutto in Basilicata, ci confortano che la strada intrapresa è quella giusta. Puntiamo molto a trasferire la nostra esperienza di ´diplomatici' nel senso più alto del termine, cioè di sensibilizzare le amministrazioni a costruire un dialogo, aprirsi al mondo per promuovere le potenzialità, per valorizzare le risorse, per instaurare un confronto e uno scambio che è, prima che economico, culturale. Parleremo di questo a Matera il 12 novembre in un convegno dal titolo ´Sud e internazionalizzazione', promosso dalla regione con la nostra piena collaborazione."

D. Come si svilupperà nei prossimi mesi il progetto Italia Internazionale. Sei Regioni per Cinque Continenti?

R. "Intensificheremo il nostro impegno soprattutto in vista delle ridefinizione delle risorse all'interno dei documenti regionali di programmazione finanziaria per il triennio 2004-2006, collaborando con le regioni. Seguendo la metodologia dell'ultimo anno, il ministero degli affari esteri continuerà ad affiancare le amministrazioni del Mezzogiorno per individuare gli strumenti normativi e tecnici e nel valutare le opportunità finanziarie esistenti. In secondo luogo stiamo supportando iniziative specifiche di dibattito, di studio e di riflessione. In questo senso Matera è una tappa all'interno di un percorso articolato che proseguirà per tutto il 2004 e oltre. Un aspetto importante, al quale tutti gli strumenti di programmazione regionale per l'internazionalizzazione dedicano uno spazio significativo, riguarda la formazione dei funzionari regionali. È un passaggio delicato ed essenziale che attueremo per il tramite del nostro Istituto diplomatico: intorno alla formazione e alla sua capacità di essere strumento di crescita culturale e istituzionale si giocano molte delle possibilità di successo di tutto il progetto."


Luogo:

Roma

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