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Governo Italiano

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Autore
Trezza Carlo

Titolo
Il disarmo e la non proliferazione

Data pubblicazione

Editore
AISPE

Scheda illustrativa
La non proliferazione nucleare, la rinuncia cioè alle armi nucleari da parte dei Paesi non militarmente nucleari, e l’impegno degli Stati legittimamente dotati di tali armi (Stati Uniti, Russia, Cina, Francia e Regno Unito) a non trasferirle, è strettamente legata al concetto di disarmo nucleare e cioè alla riduzione e alla eliminazione di tali armi. Il principio del disarmo nucleare è sancito dall’articolo VI del Trattato di Non Proliferazione (TNP) che prevede che “ognuna delle Parti al Trattato si impegna a perseguire quanto prima negoziati in buona fede sulle misure effettive sulla cessazione della corsa agli armamenti nucleari e il disarmo nucleare, e per un Trattato sul disarmo generale e completo sotto controllo internazionale rigoroso ed effettivo”. Le armi nucleari, a differenza di quelle chimiche e biologiche, non sono espressamente proibite dalla normativa internazionale, anzi il TNP consente a cinque Stati di detenerle, sia pure a termine. Sussiste, però, il citato impegno al disarmo previsto dall’articolo VI del Trattato, che è giuridicamente vincolante. Difficilmente, gli Stati militarmente non nucleari avrebbero accettato di rinunciare all’arma nucleare senza ricevere in contropartita tale impegno. Gran parte di questi Stati (in particolare i Paesi appartenenti al movimento dei non allineati) lamenta, a 35 anni dal l’entrata in vigore del TNP, gli scarsi progressi che si sono raggiunti in tale campo. Più di recente, essi hanno manifestato la loro frustrazione per il fatto che gli impegni assunti ultimamente nel campo del disarmo siano stati in parte disattesi.

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Autore:

Trezza Carlo

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