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Governo Italiano

IIC Stoccolma: "Togetherness", viaggio nel design italiano

Data:

25/06/2020


IIC Stoccolma:

Ideato dall’Istituto Italiano di Cultura di Stoccolma e curato dalla giornalista Paola Carimati, “Togetherness: building alliances through Italian design” è un viaggio lungo tutta la nostra penisola, alla scoperta delle declinazioni del design contemporaneo nelle varie territorialità locali. 

Può il design italiano suggerire la via per immaginare nuovi scenari post-Covid? La recente pandemia ha obbligato a mettere in discussione il rapporto con risorse materiali, con i gesti, le interazioni sociali e la libertà di movimento. Questo ambizioso progetto promosso dall'Istituto Italiano di Cultura di Stoccolma ci fa viaggiare attraverso la migliore Italia creativa, con le storie di nove designer italiani. Tra talento, esperienza e legame con il territorio. 

Mentre molti punti di riferimento culturali sono al momento forzatamente fermi, il settore del design italiano sembra dinamizzare vitalità in grado di indicare nuovi panorami sociali e produttivi. La capacità innovativa del design, disciplina che ha visto nascere il suo primato proprio nell'Italia del secondo dopoguerra, si è attivata grazie alla crisi epocale che stiamo vivendo. Con il progetto Togetherness si vuole raccontare delle moltissime identità italiane oggi impegnate alla costruzione di una relazione diversa con gli oggetti, di una produzione spesso artigianale, vicina ai luoghi e alle persone. 

Togetherness nasce da una riflessione su come questo lungo periodo di isolamento abbia inciso sul modo di fare progetto nel mondo del design e su come raccontare la capacità tutta italiana di coltivare relazioni e costruire alleanze per il bene comune. 

Un racconto costituito da nove voci diverse, nove protagonisti della scena culturale contemporanea chiamati a rappresentare nove tematiche attraverso il proprio lavoro. Il risultato sono nove brevi video, pubblicati da oggi al 23 luglio, ogni giovedì e sabato sui canali social dell’Istituto (FacebookInstagram e YouTube).

 

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L’itinerario tra le eccellenze creative italiane inizia da Firenze e dal tema della rigenerazione con Duccio Maria Gambi, artista e designer, che presenta la Manifattura Tabacchi, polo emblema della rigenerazione creativa della città. Il percorso di formazione di Gambi si rivela quanto mai eterogeneo: dal Politecnico di Milano a Parigi, fino alla sua città di origine – Firenze – per consolidare il suo background teorico, fortemente radicato nell'ambiente del Movimento Radicale. Gambi si muove con disinvoltura nel mondo artigianale e industriale, con i quali ha messo a punto un processo di produzione creativa fortemente influenzata dall’esperienza maturata presso l'Atelier Van Lieshout a Rotterdam.

Da Firenze risaliamo verso nord alla volta di Venezia, dove troviamo la designer italiana Eugenia Morpurgo per parlare insieme a lei di agricoltura. Eugenia Mopurgo lavora come designer indipendente a progetti di ricerca e social design, studiando l'impatto dei processi produttivi sulla società, con particolare attenzione alla creazione di prototipi di prodotti alternativi. Dopo una laurea in Industrial Design presso l'Università IUAV di Venezia nel 2009, si trasferisce in Olanda per frequentare il Master in Social Design presso la Design Academy di Eindhoven, presso cui si laurea nel 2011. 

A Siracusa incontriamo i Moncada Rangel, ovvero Francesco Moncada e Mafalda Rangel, coppia italo-portoghese di architetti, ma anche urban thinkers, interior e product designers, art directors, insegnanti. I Moncada Rangel mirano a rendere meno nitidi i confini tra interno ed esterno, forma e informalità, autenticità e globalizzazione, brutalità e delicatezza, progettualità e casualità, originalità e copia, unicità e standard. Dopo aver lavorato e vissuto in diversi paesi come Italia, Spagna, Portogallo, Regno Unito, Paesi Bassi, Norvegia, Dubai e Svezia, nel 2012 hanno fondato a Rotterdam il loro studio, che oggi ha sede a Siracusa, in Sicilia. Attualmente sono i direttori del programma di architettura del MADE di Siracusa e sono co-curatori del programma educativo estivo di MADE LABS insieme a Formafantasma e il loro contributo per Togetherness affronta proprio il tema de “La scuola”. 

Insieme a Davide Pippo, Salvatore Lento e Alessandro Gallo di Luce Narrante, risaliamo fino a Bologna, per parlare di impegno. Filmmaker e scrittori lavorano su progetti di formazione per studenti delle scuole superiori e progetti di teatro comunitario, Davide, Salvatore e Alessandro rincorrono la verità del mondo che ci circonda, inseguono pezzi mancanti sparsi ovunque, fuori e dentro di noi. Così come il cinema, anche loro propongono una luce diversa, sempre nuova, fatta di immagini. Quelle immagini sono il loro pane, il loro mezzo di sostentamento. Con questa necessità danno vita ai loro lavori, creano immagini in movimento. Ma sotto una luce nuova, una forma inedita di comunicazione, un ibrido visivo. Così trascorrono le ore, i giorni, le settimane, a curare nei dettagli i soggetti, le sceneggiature, i piani di lavorazione, le produzioni video. 

 

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A Lecce, Francesco Maggiore, direttore creativo di Kiasmo, società che lavora nel campo dell'arte, del design, della moda e dell'architettura, ci parla di territorio. Ingegnere, laureato al Politecnico di Bari e PhD in Architettura e Fenomenologia urbana presso l'Università degli Studi della Basilicata, Francesco Maggiore è professore di Storia del paesaggio e insegna Storia dell'architettura contemporanea presso l'Università degli Studi della Repubblica di San Marino. Dal 2015 è Presidente della Fondazione Gianfranco Dioguardi, con cui collabora dal 2010 curando iniziative di ricerca culturale, editoriale e scientifica. Dal 2016 è direttore artistico del programma "Cantiere Evento", mentre dal 2000 è responsabile del Fondo Francesco Moschini e membro del Consiglio Direttivo di A.A.M. Architettura Arte Moderna dal 2005. 

In dialogo da Olbia con Roberta Di Cosmo a Eindhoven, Marino Secco affronta invece il valore della tradizione. Cresciuto nell’azienda di famiglia, un laboratorio di tappezzeria avviato nello stesso anno della sua nascita, Marino Secco passa la vita a stretto contatto con l’artigianato, fatto che, inevitabilmente, segna il suo destino. Il fascino per il design, tuttavia, arriva solo molto tempo dopo. Abbandonata l’università, è l’incontro in laboratorio con un architetto che lo convince a iscriversi alla LABA – Libera Accademia di Belle Arti di Firenze, dove si laurea nel 2017. “La Sardegna? è quasi impossibile sbarazzarsene una volta che ti entra nel cuore”. 

Con Sara Ricciardi, originaria di Benevento ma ormai trasferitasi a Milano, affrontiamo il tema della condivisione. Sara Ricciardi è una designer poliedrica, con alle spalle una carriera di studi conseguita tra Milano, Istanbul e New York, che la porta a laurearsi nel 2015 alla Naba – Nuova Accademia di Belle Arti. Sara Ricciardi progetta prodotti per aziende, pezzi unici per gallerie, interni, performance e installazioni. Il suo approccio è caratterizzato da una profonda esplorazione narrativa: ogni estetica è frutto di una precisa storia in cui la forma segue il messaggio. Grande ricerca poetica e formale alla base del suo metodo. Materiali e lavorazioni vengono definiti ogni volta con l’ausilio di grandi maestri dell’artigianato italiano. Nel 2019 ha inaugurato il suo primo concept store chiamato Eden e diventa art director del progetto La Grande Bellezza_ The dream factory per il gruppo Starhotels. Fa parte del collettivo The Ladies’ Room insieme alle progettiste Agustina Bottoni, Ilaria Bianchi e Astrid Luglio con le quali crea progetti sensoriali. 

Valeria Prete è una imprenditrice campana di seconda generazione dell’azienda Tekla, leader nella produzione di infissi e facciate in Italia e all’Estero, e responsabile del settore Ricerca e Sviluppo, nomina che la porta ad occuparsi di vari progetti di ricerca per lo sviluppo del design circolare nel comparto edilizio. Presidente del Gruppo Design Tessile Sistema casa di Confindustria Salerno nel 2015, fonda il suo mandato sul lavoro in Team e sul networking territoriale attraverso vari progetti tra cui Young Factory Design, ormai alla 4° edizione, Salerno Do Design, Aperitivo con il Designer. Quale voce migliore, dunque, per parlare di “squadra”. 

Alessandra Covini e Giovanni Bellotti partecipano al progetto per parlare di coesistenza da Rotterdam, dove ha sede Studio Ossidiana, uno studio pluripremiato in architettura, design e ricerca da loro fondato nel 2015. Sempre alla ricerca di nuove espressioni materiali per tradurre visioni in spazi e oggetti coinvolgenti, Alessandra e Giovanni rendono il gioco, la tattilità e l’inclusività elementi centrali nei loro progetti: gli oggetti prendono vita attraverso materiali e spazi che richiedono azione, scoperta e meraviglia. Lavorando su più scale, Studio Ossidiana rende labile il confine tra architettura, design, arte, paesaggio e strategia urbana. Lo Studio Ossidiana collabora con un team internazionale di architetti, designer e ricercatori ed è attivamente coinvolto a livello locale e globale con progetti in Olanda, Italia, Turchia e Stati Uniti. 

PROGRAMMA

 

CREATIVE REGENERATION – Duccio Maria Gambi, Firenze: 25 giugno 2020 

AGRICOLTURE – Eugenia Morpurgo, Venezia: 27 giugno 2020

TRAINING – Moncada Rangel, Siracusa: 2 luglio 2020 

ENGAGEMENT – Luce Narrante + Alessandro Gallo, Bologna: 4 luglio 2020

ENVIROMENT – Francesco Maggiore, Lecce: 9 luglio 2020 

HERITAGE – Marino Secco + Roberta Di Cosmo, Olbia: 11 luglio 2020 

SHARING – Sara Ricciardi, Milano: 16 luglio 2020

TEAM BUILDING – Valeria Prete, Salerno: 18 luglio 2020 

COEXISTENCE – Studio Ossidiana, Rotterdam: 23 luglio 2020 


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