Il concorso, per titoli ed esami, di ammissione alla carriera diplomatica si articola in:
- prova attitudinale
- prove d’esame scritte
- prove d’esame orali, ed eventuali prove facoltative
- valutazione dei titoli
Prova attitudinale
La prova attitudinale è volta ad accertare la capacità del candidato di svolgere l’attività diplomatica, con particolare riferimento alla conoscenza delle materie oggetto di concorso, inclusa la lingua inglese e alla capacità di logicità del ragionamento. La prova attitudinale non concorre alla formazione del voto finale di merito.
La prova attitudinale consiste in un questionario a risposta multipla della durata di un’ora. Il numero delle domande che compongono il questionario è determinato dal bando di concorso. Per ogni risposta corretta è attribuito 1 punto. Per ogni risposta errata sono sottratti 0,25 punti.
Sono ammessi alle successive prove scritte d’esame, i candidati che abbiano conseguito un punteggio non inferiore al 60% del punteggio massimo conseguibile nella prova.
Prove scritte
Le prove scritte sono dirette ad accertare le capacità di analisi, sintesi e di risoluzione dei problemi, la cultura, le conoscenze accademiche e la preparazione linguistica dei candidati. Le prove scritte possono essere svolte mediante strumenti informatici e procedure digitali. Il bando può prevedere che una medesima prova accerti la conoscenza di più materie.
Le prove scritte vertono sulle seguenti materie:
- storia delle relazioni internazionali a partire dal Congresso di Vienna;
- diritto internazionale pubblico e dell’Unione europea;
- economia politica, politica economica, economia internazionale e finanziaria, commercio internazionale;
- lingua inglese;
- altra lingua straniera scelta dal candidato tra le seguenti: francese, spagnolo e tedesco.
Prova orale
La prova d’esame orale verte sulle materie che hanno formato oggetto delle prove scritte e sulle seguenti materie:
- diritto pubblico italiano (costituzionale e amministrativo);
- contabilità di Stato;
- nozioni istituzionali di diritto civile e di diritto internazionale privato;
- diritto consolare e ordinamento del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale;
- una materia a scelta del candidato tra:
a) elementi di informatica, con particolare riferimento alla sicurezza cibernetica nazionale e internazionale, all’utilizzo dell’intelligenza artificiale e delle nuove tecnologie;
b) elementi di storia della cultura italiana dal 1800 ad oggi e di promozione all’estero della cultura e della lingua italiana;
c) elementi di cooperazione internazionale allo sviluppo;
d) elementi di disciplina sportiva e di organizzazione e gestione di grandi eventi;
e) elementi di comunicazione istituzionale pubblica, di psicologia della comunicazione e di social media management; - geografia politica ed economica;
Per l’edizione del 2026, la prova orale di cui al punto 5 è facoltativa.
Nell’ambito della prova d’esame orale, il candidato è chiamato a esprimere le proprie valutazioni su un tema dell’attualità internazionale, indicato dal presidente della commissione, al fine di accertare le sue attitudini a esprimersi in maniera chiara e sintetica, ad argomentare in modo persuasivo il proprio punto di vista e a parlare in pubblico. La prova orale comprende anche una prova pratica di informatica ed è oggetto di una valutazione unica.
Prove facoltative orali
I candidati possono chiedere nella domanda di ammissione al concorso di sostenere prove facoltative orali in una o più lingue ufficiali dei Paesi europei (fatta eccezione per la lingua inglese e per la lingua prescelta per la prova scritta) o extraeuropei. I candidati sostengono una conversazione su tematiche di attualità internazionale.
Valutazione dei titoli
La commissione esaminatrice, dopo la prova orale, assegna ai candidati che abbiano superato la stessa i punteggi previsti dal bando di concorso per i titoli dichiarati nella domanda di partecipazione:
a) abilitazioni professionali, titoli universitari post-laurea anche stranieri, master universitari di primo e di secondo livello;
b) attività lavorativa a livello di funzionario nelle organizzazioni internazionali per almeno due anni.