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Italia-Germania, un partenariato industriale strategico per il rilancio dell’Europa

Italia Germania un partenariato industriale
Italia Germania un partenariato industriale

L’Italia e la Germania riaffermano il loro ruolo di motori industriali del continente, inaugurando così una stagione di rinnovata cooperazione volta a trasformare le sfide globali in opportunità concrete di sviluppo. L’obiettivo è rafforzare la competitività industriale e favorire l’equilibrio dei mercati. In quest’ottica, la collaborazione punta a garantire crescita e autonomia strategica all’intera Unione Europea. Questo è il messaggio centrale emerso dal Forum imprenditoriale Italia-Germania svoltosi a Roma il 23 gennaio, presso l’Hotel Parco dei Principi, a cui hanno partecipato oltre 500 imprese. L’incontro è stato organizzato a margine del vertice intergovernativo tra i due Paesi e ha coinvolto quasi tutti i dicasteri dei due esecutivi per celebrare il 75° anniversario delle relazioni diplomatiche bilaterali in un clima di profonda sintonia politica ed economica, testimoniando un’integrazione che il Vicepresidente del Consiglio e Ministro degli Esteri Antonio Tajani ha definito “proiettata verso il futuro”.

 

I numeri di un’interdipendenza record

I dati economici riflettono la solidità di una relazione senza precedenti. Nel 2024 l’interscambio commerciale ha raggiunto il valore di 153,7 miliardi di euro. La Germania si conferma così il primo partner commerciale assoluto per l’Italia, collocandosi come nostro primo cliente e primo fornitore. Le esportazioni italiane verso il mercato tedesco sono state pari a 70,5 miliardi di euro, a fronte di 83,2 miliardi di importazioni. Nel 2025, inoltre, si registra un trend di crescita dell’interscambio che riflette un aumento sia delle importazioni che delle esportazioni, coerentemente con la prospettata ripresa dell’economia tedesca.

Questa interconnessione non è solo commerciale, ma strutturale: oltre 2.000 imprese italiane operano stabilmente in Germania, generando un fatturato di circa 90 miliardi di euro e sostenendo decine di migliaia di posti di lavoro. Come sottolineato dal Ministro Tajani, la Germania rappresenta un mercato imprescindibile nella strategia della “Diplomazia della Crescita”, pilastro fondamentale per raggiungere l’obiettivo nazionale di 700 miliardi di export entro la fine del 2027.

 

Una rotta condivisa per l’industria e la competitività

Al centro dei lavori del Forum è emersa la necessità di riformare la politica economica e industriale europea per rispondere alle sfide del disordine globale. Il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha indicato il 2026 come l’anno delle grandi riforme, sottolineando l’importanza di difendere la neutralità tecnologica nel pacchetto automotive per permettere a imprese e famiglie di scegliere le soluzioni più convenienti, includendo biocarburanti e idrogeno. Una visione condivisa dalla Ministra federale per l’Economia e l’Energia, Katherina Reiche, che ha richiamato la necessità di ridurre la burocrazia e rafforzare le piccole e medie imprese a gestione familiare, ossatura comune dei due sistemi produttivi. Italia e Germania hanno inoltre sottoscritto due intese cruciali: una dichiarazione congiunta per la cooperazione strutturata nel settore delle materie prime critiche e una per favorire l’innovazione e lo sviluppo delle start-up. Questi accordi mirano a creare “campioni europei” capaci di competere con forza sui mercati globali.

 

Difesa, energia e infrastrutture: i pilastri della resilienza

Il rafforzamento del pilastro europeo della NATO e la sicurezza energetica sono stati temi trasversali di tutto il vertice. Il Ministro degli Esteri tedesco, Johann Wadephul, ha ricordato come l’unità europea sia oggi una “necessità per tutti”, fondamentale per proteggere le democrazie e dare peso alla voce del continente nel mondo. Sul piano operativo, la cooperazione nel settore della difesa è stata sancita da un accordo politico volto a rafforzare la sicurezza e la resilienza industriale. Parallelamente, sul fronte energetico, i due Paesi promuovono il progetto del Corridoio meridionale dell’idrogeno per ridurre la dipendenza strategica. In ambito infrastrutturale, è stata siglata una dichiarazione d’intenti sul trasporto combinato, mentre l’Italia candida il porto di Trieste come hub logistico naturale per le merci tedesche dirette verso l’Indo-Pacifico.

 

Una nuova stagione di cooperazione

A suggello della giornata, il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il Cancelliere Friedrich Merz hanno sottoscritto un documento congiunto sulla competitività. “La forza della nostra produzione risiede nella riconoscibilità dei marchi Made in Italy e Made in Germany come garanzia di alta qualità”, ha dichiarato la Premier Meloni, sottolineando l’importanza di una politica commerciale aperta ma fondata sulla reciprocità. Il piano funge da vero manifesto per il rilancio del mercato unico europeo, prevedendo il sostegno a filiere strategiche come la siderurgia e la farmaceutica. Tra le numerose intese scambiate figurano l’aggiornamento del Piano d’azione bilaterale del 2023, oltre ad accordi sullo sviluppo del settore delle alghe, sulla ricerca universitaria e sulla valorizzazione culturale della “Via di Goethe in Italia”. Nel complesso, le intese delineano una cooperazione profonda e multidisciplinare: un’architettura di relazioni solida, capace di garantire al sistema produttivo italo-tedesco la stabilità necessaria per navigare con ottimismo e determinazione nello scenario internazionale.

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