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Dichiarazione ministeriale congiunta relativa alle operazioni umanitarie e alla protezione dei civili in Sudan

Esprimiamo profonda preoccupazione per il protrarsi di attacchi mortali e illegali contro i civili, le infrastrutture civili e le operazioni umanitarie, mentre continuano intensi combattimenti negli Stati del Kordofan e del Darfur. La recente grave escalation di attacchi con droni e bombardamenti aerei, compresi quelli che hanno colpito civili sfollati, strutture sanitarie, convogli alimentari e aree adiacenti a complessi umanitari, ha provocato un numero significativo di morti e feriti tra la popolazione civile e sta ulteriormente ostacolando l’accesso umanitario e le linee di approvvigionamento.

Nelle ultime settimane, attacchi con droni e razzi contro camion e magazzini del Programma Alimentare Mondiale, nonché contro strutture sanitarie, hanno causato morti e gravi ferimenti tra civili e operatori umanitari, oltre alla distruzione di forniture e infrastrutture umanitarie di urgente necessità. Gli attacchi intenzionali contro il personale umanitario, i veicoli o le forniture, così come l’ostacolare deliberatamente l’arrivo degli aiuti, sono contrari al diritto internazionale umanitario e possono costituire crimini di guerra.

Gli Stati del Darfur e del Kordofan restano l’epicentro della più grave crisi umanitaria e di protezione al mondo. La violenza sessuale e di genere è dilagante, la carestia è stata confermata e la grave insicurezza alimentare continua a diffondersi. Negli ultimi mesi, nei soli Stati del Kordofan, fino a 100,000 persone sono state sfollate. Secondo l’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, Volker Türk, le violazioni e gli abusi commessi dalle Rapid Support Forces (RSF) e dalle milizie loro alleate a El Fasher e nelle aree circostanti lo scorso ottobre rischiano di ripetersi nella regione del Kordofan. Ribadiamo con urgenza il nostro appello alle Rapid Support Forces (RSF), alle Forze Armate Sudanesi (SAF) e alle milizie loro alleate affinché cessino immediatamente le ostilità.

Condanniamo con la massima fermezza l’orrenda violenza contro i civili, in particolare contro donne e bambini, e tutte le gravi violazioni del diritto internazionale umanitario. Tali violazioni possono configurare crimini di guerra o crimini contro l’umanità e devono essere oggetto di indagini tempestive e imparziali, assicurando alla giustizia i responsabili di crimini internazionali.

Tutte le parti devono rispettare il diritto internazionale umanitario, che include l’obbligo di consentire e facilitare un accesso rapido, sicuro e senza ostacoli a cibo, medicinali e altri beni essenziali per i civili in stato di bisogno.  I civili, compreso il personale umanitario, devono essere protetti in ogni momento, in particolare donne e ragazze, che restano esposte al rischio di violenza sessuale e di genere. A coloro che fuggono deve essere garantito un passaggio sicuro.

Siamo al fianco del popolo sudanese e delle organizzazioni umanitarie — locali e internazionali — che operano instancabilmente e in condizioni estremamente difficili per prestare assistenza.

 

 

La Dichiarazione è stata firmata da:

Johann Wadephul, Ministro federale degli Affari esteri della Germania

Anita Anand, Ministra degli Affari esteri del Canada

Antonio Tajani, Vice Presidente del Consiglio e Ministro degli Affari esteri e della cooperazione internazionale dell’Italia

Baiba Braže, Ministra degli Affari esteri della Lettonia

Beate Meinl-Reisinger, Ministra federale per gli Affari europei e internazionali dell’Austria

Constantinos Kombos, Ministro degli Affari esteri della Repubblica di Cipro

David van Weel, Ministro degli Affari esteri dei Paesi Bassi

Elina Valtonen, Ministra degli Affari esteri della Finlandia

Espen Barth Eide, Ministro degli Affari esteri della Norvegia

Hadja Lahbib, Commissaria europea per la parità, la preparazione e la gestione delle crisi

Helen McEntee, Ministra degli Affari esteri e del Commercio dell’Irlanda

Jean-Noël Barrot, Ministro per l’Europa e gli Affari esteri della Francia

José Manuel Albares Bueno, Ministro degli Affari esteri, dell’Unione europea e della Cooperazione del Regno di Spagna

Juraj Blanár, Ministro degli Affari esteri ed europei della Repubblica slovacca

Kęstutis Budrys, Ministro degli Affari esteri della Repubblica di Lituania

Margus Tsahkna, Ministro degli Affari esteri della Repubblica di Estonia

Maria Malmer Stenergard, Ministra degli Affari esteri della Svezia

Maxime Prévot, Vice Primo Ministro e Ministro degli Affari esteri, degli Affari europei e della Cooperazione allo sviluppo del Belgio

Oana Țoiu, Ministra degli Affari esteri della Romania

Winston Peters, Ministro degli Affari esteri della Nuova Zelanda

Yvette Cooper, Segretaria di Stato per gli Affari esteri del Regno Unito

Penny Wong, Ministra degli Affari esteri dell’Australia

Tanja Fajon, Vice Primo Ministro e Ministra degli Affari esteri ed europei della Slovenia

Þorgerður Katrín Gunnarsdóttir, Ministra degli Affari esteri dell’Islanda

Xavier Bettel, Vice Primo Ministro, Ministro degli Affari esteri e del Commercio estero e Ministro per la Cooperazione allo sviluppo e gli Affari umanitari del Lussemburgo

Ana Isabel Xavier, Segretaria di Stato per gli Affari esteri e la Cooperazione del Portogallo

Elsebeth Søndergaard Krone, Segretaria di Stato per la politica di sviluppo presso il Ministero degli Affari esteri della Danimarca

Ian Borg, Vice Primo Ministro e Ministro degli Affari esteri e del Turismo di Malta

Jiří Brodský, Primo Vice Ministro degli Affari esteri della Repubblica ceca

Polonia

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