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Intervento del Ministro Antonio Tajani in apertura della Conferenza per il Trentennale del Segretariato InCE

Saluto la Ministra degli Esteri di Romania, Oana Ţoiu, Presidente di turno dell’InCE.

Saluto i rappresentanti degli Stati membri e delle Organizzazioni internazionali presenti.

Saluto e ringrazio il Segretario Generale, l’amico Franco Dal Mas, per lo straordinario lavoro che sta portando avanti per l’InCE.

Rivolgo un cordiale saluto alla Presidente Craxi, ai membri dei nostri Parlamenti, al Presidente della Regione Friuli Venezia Giulia Fedriga, alle imprese e a tutti gli ospiti presenti.

Ringrazio l’Ambasciatore Valensise e l’Istituto Affari Internazionali per il contributo all’organizzazione di questo appuntamento.

Sono particolarmente lieto di darvi il benvenuto, nella Giornata dell’Unità Nazionale, a Trieste. Una splendida città, un tempo simbolo di divisioni e oggi crocevia di pace, dialogo e crescita. Una città al centro di un territorio che esprime un tessuto produttivo dinamico e innovativo, ben integrato nell’economia centro-Europea e dell’area adriatico balcanica. Una regione che il Governo vuole mettere sempre più al centro del proprio impegno per la crescita e la competitività. Perché se anche il mondo in questo momento è concentrato sulla grave crisi nel Golfo e in Iran, non dobbiamo perdere di vista il futuro della nostra Europa, a partire proprio dal percorso di allargamento o riunificazione, come mi piace chiamarlo.

Sono molto lieto di annunciare che l’Italia intende aderire come Partner Strategico all’Iniziativa dei Tre Mari che renderà Trieste e la Regione Friuli-Venezia Giulia sempre più protagonista e ponte di dialogo tra l’Adriatico, il Mar Nero e il Mar Baltico.

Quello di oggi è un anniversario importante, i primi trent’anni del Segretariato dell’InCE. Un percorso che dimostra il valore di un’Organizzazione che, nel tempo, ha saputo diventare un punto di riferimento in Europa.

Alla fine degli Anni ’80 si chiudeva finalmente una lunga stagione di contrapposizione ideologica, e si apriva una fase nuova, ricca di sfide e di opportunità. In quel contesto l’Italia fece una scelta politica chiara: superare le divisioni e creare uno spazio di cooperazione tra i Paesi dell’Europa centrale, orientale e dei Balcani occidentali. Regioni che avevano, e hanno ancora di più oggi, un’importanza strategica prioritaria per l’Italia e per l’Europa. Fu un investimento nel dialogo, nella cooperazione e nella costruzione di ponti tra Paesi che uscivano da storie e sistemi diversi. Quella scelta si è rivelata giusta. Oggi circa la metà dei Paesi membri dell’Iniziativa fa parte dell’Unione Europea. È questa la miglior prova del grande successo politico dell’InCE.

Oggi guardiamo avanti ai prossimi trent’anni con ambizione.

Gli anniversari non sono traguardi, ma un nuovo inizio.

In uno scenario internazionale segnato da instabilità e conflitti, vogliamo un InCE sempre più forte, capace di promuovere dialogo e crescita per i nostri cittadini e le nostre imprese. Una grande piattaforma politica di collaborazione regionale, che contribuisca alla costruzione di un’Europa motore di crescita e competitività. Un foro di dialogo che metta sempre più insieme territori, società civili e Parlamenti per promuovere valori e principi condivisi.

In questo impegno, è cruciale partire dal processo di riunificazione dei Balcani alla storia Europea, una priorità strategica assoluta per il Governo.

È il più grande investimento strategico europeo.

Il 2026 è un anno cruciale. Dobbiamo accelerare il processo di integrazione e l’InCE è chiamata a dare un contributo fondamentale.

L’InCE è l’unico foro che riunisce tutti i principali Paesi candidati all’Unione Europea: Balcani occidentali, Ucraina e Moldova.

Anche per questo ho voluto che il Segretario Generale Dal Mas partecipasse alle riunioni del Gruppo Amici dei Balcani occidentali dello scorso anno.

Il videomessaggio che il Ministro Sybiha ha voluto inviarci oggi testimonia l’importanza di InCE anche per il futuro dell’Ucraina. L’InCE ha già ha saputo dimostrare con concretezza il suo impegno al fianco di Kiev.  Lo ha fatto sospendendo la Bielorussia nel 2022 e partecipando alla conferenza di Roma sulla ricostruzione dell’Ucraina a luglio dello scorso anno. Il Segretario Generale Dal Mas è stato a novembre a Kiev per portare un messaggio di sostegno e solidarietà. Ma l’obiettivo è fare sempre di più. L’InCE può mettere a disposizione il suo saper fare e la sua rete regionale per la ricostruzione e il futuro dell’Ucraina, favorendo progetti comuni e scambi di esperienze.  È una sfida che richiederà impegno e determinazione che vedrà l’Italia saldamente al fianco dell’InCE. Voglio condividere con voi il sogno che nel 2027 l’Ucraina possa assumere la Presidenza dell’InCE!

L’InCe sarà sempre più chiamata a giocare un ruolo da protagonista anche nello sviluppo della connettività regionale. Investire in connettività vuol dire rafforzare i legami tra Paesi, e creare nuove opportunità di crescita per territori e imprese. L’Italia ha messo a disposizione il Fondo InCE-BERS. Sosteniamo progetti infrastrutturali capaci di collegare i Paesi candidati al mercato unico europeo. Penso al Corridoio VIII, alla linea ferroviaria Trieste-Belgrado e al cavo elettrico che collega l’Italia al Montenegro, che puntiamo a raddoppiare. Proprio oggi presiederò un Conferenza sul corridoio economico e logistico IMEC. Un progetto strategico a cui stiamo lavorando con l’India e con altri partner per collegare l’Europa e i Balcani con i grandi e dinamici mercati dell’Asia. In questo progetto di crescita, la regione adriatica e balcanica, con i suoi porti e le sue imprese, avranno un ruolo di protagonisti.

Nell’arco temporale che va dalla caduta del muro di Berlino ai giorni nostri, l’InCE si è affermata come piattaforma di dialogo, cooperazione e crescita per le nostre imprese.

Oggi InCE ha molte nuove sfide davanti a sé. È un percorso ricco di sfide, a partire dall’allargamento, l’impegno per una connettività nuova e al passo con le esigenze di questi tempi complessi, il sostegno alla ricostruzione dell’Ucraina.

È un percorso che vogliamo fare insieme. L’Italia continuerà a fare la sua parte, con convinzione e spirito di squadra, per costruire un’Europa più forte, più unita e più competitiva.

Auguri InCe e buon lavoro!

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