Il settore siderurgico, uno dei fiori all’occhiello dell’industria tedesca, sta affrontando una serie di problemi dovuti ai prezzi elevati dell’energia, alle importazioni a basso costo dalla Cina e al costo della transizione verde. Inoltre, le aziende del settore risentono della debole domanda interna da parte di altri settori chiave quali l’edilizia, la meccanica e l’automotive. Un rapporto pubblicato dalla Federazione Tedesca dell’Acciaio rileva che, nel 2024, la produzione di acciaio aveva generato un fatturato in calo di 5,3 miliardi di euro rispetto all’anno precedente, mentre nella prima metà del 2025, la produzione nazionale è diminuita del 12%, attestandosi a 17,1 milioni di tonnellate. Complessivamente è la terza volta consecutiva che la quantità di acciaio grezzo prodotta è rimasta al di sotto della soglia dei 40 milioni di tonnellate, attestandosi quindi a livelli di recessione.
Secondo i dati diffusi dalla World Steel Association, le aziende siderurgiche tedesche rischiano di svolgere un ruolo marginale sul mercato globale, già dominato dall’Asia con ben sei compagnie cinesi tra le prime dieci. In questa classifica, l’azienda tedesca leader del settore Thyssenkrupp Steel si posiziona solamente al 42° posto. A fronte di questa situazione, le imprese tedesche hanno avviato piani di risparmio, e in particolare la riduzione dei posti di lavoro; la stessa Thyssenkrupp ha annunciato tagli che dovrebbero portare il numero di dipendenti dalle attuali ventisettemila a sedicimila unità entro il 2030.
Nei mesi scorsi un incontro di alto livello ha riunito le più alte cariche istituzionali tedesche e i principali attori del settore siderurgico per fare il punto sulle recenti difficoltà e sulle soluzioni per la ripresa. La conferenza stampa che ha chiuso il vertice ha ribadito l’urgenza di una strategia nazionale che contribuisca al rilancio e alla crescita del settore. Tra le priorità individuate figurano il miglioramento della competitività, per aumentare la produzione e mantenere gli impianti di produzione in Germania e, in parallelo, la necessità di garantire un’efficace protezione del settore rispetto alle congiunture globali, dai dazi statunitensi alle pratiche cinesi di dumping.
Pertanto, il Governo tedesco ha ribadito il proprio sostegno a tutte le iniziative della Commissione Europea che vanno in questa direzione, come il Sistema CBAM (meccanismo che prevede l’applicazione di dazi per i produttori che non rispettano gli obiettivi di riduzione di CO2), e ha inoltre espresso soddisfazione per il nuovo strumento proposto dalla Commissione lo scorso ottobre, che sostituirà le misure di difesa esistenti per il settore siderurgico.
Un altro punto centrale è quello relativo alla questione energetica, sulla quale anche le rappresentanze aziendali e sindacali hanno attirato l’attenzione. Il Governo ha sottolineato l’importanza di abbattere i costi dell’energia e ha citato provvedimenti come il contributo per lo stoccaggio del gas e i prossimi interventi per estendere la compensazione del prezzo dell’energia elettrica.
A ulteriore sostegno del rafforzamento del settore, le Autorità tedesche hanno formulato l’invito a utilizzare solo acciaio europeo di alta qualità nella filiera produttiva di settori strategici quali la difesa, le infrastrutture e l’automotive, affermando che anche “le aziende hanno il dovere di contribuire al successo del settore”.
Dall’urgenza di agire per contrastare la crisi del settore alla necessità di garantire un canale preferenziale per l’acciaio prodotto in Europa negli appalti pubblici e negli investimenti infrastrutturali, le posizioni governative hanno trovato consenso da parte dei rappresentanti aziendali e dei sindacati. Particolarmente accorato è stato l’appello delle associazioni di categoria sul tema della produzione in Germania e in Europa e sull’importanza di applicare misure di protezione a tutela dell’industria siderurgica nazionale, sottolineando in particolare l’evenienza, da scongiurare, di dipendenze pericolose per l’economia tedesca. Ha riscosso apprezzamento anche la linea tracciata dal Governo sulla questione relativa alla riduzione dei costi energetici.