La sicurezza energetica torna a occupare il centro della scena globale, spinta da un contesto geopolitico sempre più fragile che eleva l’energia a questione prioritaria di sicurezza nazionale ed economica. Il World Energy Outlook 2025 (WEO-2025) dell’Agenzia Internazionale dell’Energia (AIE) descrive uno scenario in cui i rischi tradizionali legati all’approvvigionamento di combustibili si intrecciano con nuove vulnerabilità, in particolare quelle relative alle catene di fornitura dei minerali critici e alla resilienza dei sistemi elettrici. Le decisioni che i responsabili politici prenderanno in questo frangente saranno determinanti, dovendo operare in un quadro complesso dove l’instabilità dei conflitti convive con un surplus di offerta petrolifera e prezzi contenuti.
Un elemento di estrema rilevanza per il tessuto industriale è la concentrazione del mercato dei minerali strategici. L’analisi dell’AIE evidenzia come un singolo Paese, la Cina, domini la raffinazione di 19 dei 20 minerali strategici legati all’energia, detenendo una quota di mercato media che si aggira intorno al 70%. Si tratta di materie prime indispensabili non solo per batterie e veicoli elettrici, ma anche per reti elettriche, chip per l’intelligenza artificiale e sistemi di difesa. La vulnerabilità è aggravata dal fatto che, a novembre 2025, oltre la metà di questi minerali strategici risulta soggetta a forme di controllo sulle esportazioni, rendendo urgente per le economie importatrici un’azione politica concertata per diversificare le catene di approvvigionamento, poiché le sole forze di mercato non appaiono sufficienti a correggere tale squilibrio.
Parallelamente alle questioni minerarie, il rapporto certifica l’ingresso definitivo nell'”Era dell’Elettricità”, con una domanda che cresce a ritmi molto più sostenuti rispetto al consumo energetico complessivo in tutti gli scenari previsti. Si stima un aumento della richiesta elettrica globale di circa il 40% entro il 2035 negli scenari basati sulle politiche attuali e dichiarate. Questo incremento è trainato da settori ad alta tecnologia e dall’industria leggera, ma anche dalla mobilità elettrica e, in modo sempre più significativo, dai data center e dai servizi legati all’intelligenza artificiale. Un dato finanziario fotografa questa transizione: nel 2025 gli investimenti globali nei data center dovrebbero raggiungere i 580 miliardi di dollari, superando i 540 miliardi destinati all’offerta di petrolio. Tuttavia, la rapidità di questa espansione mette sotto pressione le infrastrutture, evidenziando come gli investimenti nelle reti elettriche stiano crescendo a meno della metà della velocità rispetto a quelli nella generazione, creando congestionamenti e ritardi nelle connessioni.
Sotto il profilo degli idrocarburi, il mercato del gas naturale liquefatto (GNL) si appresta a vivere una trasformazione profonda. Si prevede l’entrata in operatività di una capacità di esportazione aggiuntiva senza precedenti, pari a 300 miliardi di metri cubi l’anno entro il 2030, che corrisponde a un aumento del 50% dell’offerta globale disponibile. Circa la metà di questa nuova capacità è in costruzione negli Stati Uniti, a cui segue dal Qatar. Questo eccesso di offerta promette di rimodellare il commercio globale del gas, offrendo prezzi internazionali più bassi e rafforzando la sicurezza energetica europea dopo il taglio delle forniture via tubo dalla Russia. Tuttavia, resta l’incognita su dove verranno assorbiti questi volumi: mentre Europa e Cina hanno guidato la domanda nell’ultimo decennio, il futuro mercato sembra spostarsi verso l’India e il Sud-est asiatico, dove la sensibilità al prezzo è maggiore.
Un indicatore chiaro di questo trend è il mercato automobilistico: tra oggi e il 2035, metà della crescita della flotta globale di auto proverrà dalle economie emergenti e in via di sviluppo al di fuori della Cina. Anche il settore nucleare segna un ritorno, con oltre 40 Paesi che lo includono nelle proprie strategie e più di 70 GW di nuova capacità attualmente in costruzione, il livello più alto degli ultimi trent’anni, supportato anche dall’interesse delle aziende tecnologiche per i piccoli reattori modulari.
Questa evoluzione del panorama energetico rappresenta un fatto di primaria importanza per il sistema economico italiano, in quanto ridefinisce le geografie dell’export e delle partnership strategiche. L’abbondanza di GNL offre all’Italia l’opportunità di consolidare il proprio ruolo di hub gasiero nel Mediterraneo, sfruttando prezzi più competitivi per l’industria manifatturiera. Contemporaneamente, il massiccio fabbisogno di aggiornamento delle reti elettriche globali e la domanda di tecnologie per l’efficienza energetica e le rinnovabili nei mercati emergenti aprono spazi significativi per le aziende italiane leader nell’impiantistica, nella componentistica elettrica e nelle tecnologie per la transizione, mentre la concentrazione della raffinazione dei minerali impone una rapida diversificazione delle fonti di approvvigionamento per salvaguardare la filiera automotive e tecnologica nazionale.