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India e Italia, un partenariato più promettente che mai

India e Italia, un partenariato più promettente che mai
India e Italia, un partenariato più promettente che mai

Nel corso della terza Conferenza Nazionale dell’Export e dell’Internazionalizzazione delle Imprese, uno spazio è stato riservato a un video messaggio del Ministro del Commercio e dell’Industria indiano Piyush Vedprakash Goyal. Sottolineando come il partenariato tra Italia e India sia in un momento più positivo e promettente che mai, il Ministro ha aggiunto che i due Paesi non sono in competizione tra loro: «Ci completiamo a vicenda. Il nostro rapporto affonda le sue radici in secoli di storia e si è evoluto in un partenariato strategico, con il nostro interscambio commerciale bilaterale che oggi vale 14 miliardi di dollari». Un livello che secondo il Ministro indiano mantiene margini per un ulteriore salto di qualità «data la portata e la magnitudine delle opportunità offerte da questa partnership, nell’ambito del Piano di azione strategico Italia-India 2025-2029 che vede i due Paesi impegnati a cooperare «nei settori dell’energia pulita, della difesa, dell’intelligenza artificiale e della mobilità sostenibile».

Il video messaggio ha quindi fatto riferimento al Business Forum che si è tenuto a New Delhi e Mumbai il 10 e 11 dicembre 2025. A Mumbai, proprio con «l’amico e Ministro dell’Industria Piyush Goyal», il Ministro Tajani aveva aperto il terzo Forum imprenditoriale italo-indiano. «In India già operano 700 imprese italiane – aveva detto il Ministro Tajani – vogliamo accogliere più investimenti, creare sinergie tra aziende e facilitare gli scambi anche attraverso la creazione di un hub per l’innovazione in India, per far lavorare sempre di più i nostri ecosistemi. L’obiettivo comune è raggiungere i 20 miliardi di interscambio entro il 2029».

 

L’Asia per diversificare

«Oltre il 50% dell’export manifatturiero italiano è rappresentato da micro, piccole e medie imprese, un elemento che favorisce la flessibilità e la resilienza del tessuto imprenditoriale». Così l’Amministratore Delegato di Cassa Depositi e Prestiti (CDP), Dario Scannapieco, intervenendo al panel intitolato “Il ruolo delle grandi imprese per sostenere le filiere delle Pmi” nel corso della Conferenza Nazionale dell’export e dell’internazionalizzazione delle imprese dello scorso dicembre. «Oggi i mercati target sono principalmente quelli dell’Europa e degli Stati Uniti, ma dobbiamo diversificare sempre più verso altre economie» ha aggiunto Scannapieco. «Ad esempio quelle asiatiche come l’India, nelle quali possiamo avere un ruolo di riferimento. È a questo sistema di aziende che CDP rivolge la sua attenzione come dimostra il roadshow attraverso l’Italia che abbiamo promosso assieme a Confindustria per illustrare cosa può fare Cassa Depositi e Prestiti a favore delle Pmi che vogliono andare all’estero».

 

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Il Business Forum in India, due giornate di networking

Riequilibrio dell’interscambio, investimenti reciproci, ricerca e innovazione. Sono stati questi i temi centrali affrontati dal Vice Presidente del Consiglio e Ministro degli Esteri, Antonio Tajani, durante la visita in India: prima in una colazione di lavoro a Delhi il 10 dicembre con i consiglieri economici del Primo Ministro Narendra Modi, poi l’11 dicembre a Mumbai nell’incontro bilaterale con il Ministro dell’Industria e del Commercio Piyush Goyal.

I due Paesi, hanno sottolineato entrambe le parti, sono complementari: da una parte tecnologia e manifattura avanzata, dall’altra manodopera qualificata. Questa complementarietà si riflette in tre grandi aree: nei settori tradizionali italiani – design, moda, agricoltura di precisione, packaging e farmaceutico – nei cosiddetti “sunk sectors” ad alto potenziale – nell’industria, come spazio e sport, e nei servizi, come turismo, cultura e industrie creative – e infine nei comparti ad alta tecnologia – tra cui data center e intelligenza artificiale.

La necessità che il sistema finanziario accompagni lo sviluppo del partenariato economico è stato un concetto ripetuto dal Primo Ministro Modi, su cui c’è stata piena condivisione da parte di Tajani. Tra i temi dell’incontro: la quotazione di imprese indiane a Borsa Milano e di aziende italiane a Mumbai, la convenienza dei titoli italiani – tra i più sicuri in Europa – e la solidità del risparmio privato italiano, da canalizzare verso i settori ad alto rendimento.

Il terzo grande tema è stato l’innovazione e l’intelligenza artificiale. L’India ha la grande opportunità di costruire in contemporanea le infrastrutture fisiche e digitali. Ogni cittadino indiano ha un’identità digitale, il che ha permesso la moltiplicazione dei conti correnti, ormai legati quasi esclusivamente ai telefoni: l’India conta un miliardo di utenti WhatsApp.

Al Business Forum Italia-India di Mumbai, il terzo in otto mesi, erano presenti 50 aziende italiane e 150 aziende indiane che si sono confrontate in incontri B2B e in diversi momenti di networking. Il forum è stato dedicato a settori ad alto potenziale di collaborazione, in linea con il Piano d’Azione Strategico Congiunto adottato nel novembre 2024 dai Premier Giorgia Meloni e Narendra Modi: componenti auto, tecnologie dello sport, agroalimentare e waste to energy/rinnovabili.

 

La giornata del 10 dicembre

Il 10 dicembre sono stati organizzati quattro tavoli settoriali per permettere alle aziende italiane di interagire con rappresentanti delle associazioni indiane, conoscere le principali opportunità del mercato locale e visitare importanti imprese indiane.

Nel settore dello sport, dopo una presentazione di Sport Advisory della Grant Thornton Bharat, le aziende italiane hanno visitato l’Indian Institute of Sports Management e incontrato realtà indiane di punta specializzate in articoli sportivi, attrezzature, palestre e abbigliamento sportivo.

Nel settore componenti auto, l’associazione ACMA (Automotive Component Manufacturers Association) ha illustrato le opportunità del comparto, seguita da una presentazione di Greaves Cotton – azienda che produce motopropulsori a tecnologia pulita – e dalla visita presso Ashok Leyland, secondo produttore di veicoli commerciali in India. Qui le aziende italiane hanno potuto interagire con diverse divisioni del gruppo Hinduja, importante conglomerato indiano presente in undici settori, tra cui quello automobilistico.

Il CII ITC Center of Excellence on Sustainable Development ha illustrato le opportunità nel settore energia e rinnovabili. Successivamente le imprese italiane hanno visitato ION Exchange, azienda leader nella gestione delle risorse idriche e ambientali, con un dibattito concentrato sulla promozione di tecnologie sostenibili per favorire la transizione dell’India verso un futuro a zero emissioni.

Nel settore agrifood, dopo una presentazione del comparto, la delegazione ha visitato Godrej Agrivet, uno dei principali operatori nell’agro-business integrato, e ADF Foods, attiva nella trasformazione di prodotti alimentari confezionati.

Al termine delle visite, Deependra Kushwah, Development Commissioner Industries del Maharashtra, ha evidenziato le opportunità del territorio per le aziende straniere, seguito dalla presentazione del parco industriale SBIA (Shendra Bidkin Industrial Area), un cluster su larga scala con servizi infrastrutturali di ampio respiro.

 

La giornata dell’11 dicembre

L’11 dicembre, il Business Forum si è aperto con sessioni di presentazione per i quattro settori, seguite da una conferenza plenaria. Le imprese italiane, selezionate anche grazie al contributo del Sistema Italia e della Camera di Commercio, sono state coinvolte in altrettanti tavoli tematici.

Il tavolo sull’agroalimentare ha visto la partecipazione di Preet Pal Singh, Joint Secretary del Ministry of Food Processing Industries, oltre a una selezionata rappresentanza di aziende e operatori indiani. La tavola rotonda ha registrato una presenza ampia e qualificata di imprese italiane attive lungo l’intera catena del valore agroalimentare, confermando la centralità strategica del settore per il Sistema Italia.

Di particolare interesse la presentazione di Enrico Carraro, Presidente del Gruppo Carraro, giunto in India oltre trent’anni fa. Carraro ha sottolineato come la quota principale degli investimenti del gruppo – con un fatturato complessivo di circa 800 milioni di euro – sia oggi concentrata proprio in India, dove impiega circa 2.000 addetti, e ha ricordato che circa il 25% del capitale è detenuto da investitori indiani, a seguito della quotazione alla Borsa di Mumbai nel dicembre 2024. Contributi di rilievo sono venuti anche da Clevertech, gruppo specializzato in soluzioni avanzate di automazione e packaging, e da Maschio Gaspardo, produttore di macchine e attrezzature per l’agricoltura.

Tre i messaggi centrali emersi: il forte interesse condiviso per l’espansione della cooperazione nelle tecnologie di trasformazione alimentare e nella creazione di valore lungo la filiera; la centralità di partnership industriali con una solida presenza locale fondate su joint venture, trasferimento tecnologico e sviluppo delle competenze; la priorità trasversale attribuita a sostenibilità, standard di qualità ed efficienza.

Nel tavolo waste to energy/rinnovabili, il dibattito si è concentrato sulla collaborazione nella gestione di rifiuti e scarti, nella produzione e trasformazione di energia, e sull’impatto delle tecniche di riciclo. Il contributo fornito dalle aziende italiane presenti – tra cui Gruppo Cavagna, Coesa, RMB, Teknofanghi, Walter Tosto, Maire e RINA Consulting – ha evidenziato non solo la loro expertise tecnica ma anche la capacità di coprire diversi segmenti dei processi settoriali riguardanti l’energia. Si è confermato il ruolo di leadership italiana a livello internazionale nel riciclo dei rifiuti, nella tecnologia impiegata e nel recupero energetico, mantenendo elevati standard qualitativi e grande attenzione alla sostenibilità. Il confronto ha evidenziato le opportunità che il mercato indiano è in grado di offrire, sia per i numeri che per l’interesse locale verso gestione, innovazione e transizione energetica.

Nel tavolo sport si sono discusse possibilità di collaborazione tra Italia e India, anche in vista dei Giochi del Commonwealth 2030. Da parte italiana erano presenti aziende specializzate in diversi ambiti, dalle competizioni alle costruzioni, dalle attrezzature alle gare. Hanno partecipato rappresentanti governativi degli Stati del Maharashtra e del Gujarat, che hanno confermato il sostegno governativo alle ambizioni indiane e lanciato spunti per future joint venture in ambito sportivo. Il dialogo ha evidenziato un interesse concreto verso soluzioni integrate che combinino infrastrutture di qualità, tecnologie per la performance e digitalizzazione degli eventi sportivi.

Al tavolo sulle componenti auto hanno presenziato diverse aziende italiane di medie dimensioni. Molte, già presenti sui mercati internazionali, hanno manifestato l’intenzione di spostare la produzione dalla Cina all’India, in considerazione delle grandi opportunità offerte dal settore. Rappresentanti dello Stato del Gujarat hanno manifestato piena disponibilità e supporto, anche finanziario, nei confronti delle aziende italiane intenzionate a stabilirsi in India.

 

I messaggi della plenaria e del bilaterale

Nel suo intervento in plenaria, il Ministro Tajani ha sottolineato il momento particolarmente positivo della partnership tra Italia e India, sia a livello istituzionale che a livello di imprese. Il Vice Presidente del Consiglio ha illustrato alcune delle priorità: il Corridoio Economico India-Medio Oriente-Europa (IMEC), con il summit di Trieste del 17 marzo 2026, la collaborazione bilaterale in campo innovazione, ricerca ed educazione, e i settori in cui si possono intensificare i rapporti, dallo sport all’automotive, dalla difesa allo spazio, dalla cultura al turismo. Particolare attenzione è stata posta alle materie prime, il cui costo continua ad aumentare.

Il Ministro del Commercio e dell’Industria indiano, Piyush Goyal, ha sottolineato che con nessun altro Paese l’India ha avuto tre Business Forum in così poco tempo e che vi è un serio interesse reciproco su investimenti, commercio, joint venture, ricerca e sviluppo, tecnologia, innovazione, tessile, sport, difesa, spazio e agroalimentare. Lo sport in particolare, ha commentato, è un settore interessante anche considerando i Giochi del Commonwealth che si terranno ad Ahmedabad nel 2030 e l’ambizione indiana di ospitare le Olimpiadi nel 2036.

Durante l’incontro bilaterale i due Ministri hanno passato in rassegna i principali dossier: business forum, FTA, IMEC, innovazione e investimenti. Tajani ha sottolineato come non sia scontato organizzare tre business forum di così alto livello in pochi mesi e ha invitato sin da subito Goyal per una quarta edizione da tenersi in Italia. Per quanto riguarda gli investimenti, ha ribadito la determinazione ad attrarre più investimenti stranieri – e soprattutto indiani – investimenti di qualità, tesi a creare occupazione e sviluppo. Ha inoltre sottolineato l’importanza di possibili triangolazioni, in particolare con l’Africa.

Sul tema della connettività tra Italia e India, Goyal ha espresso grande apprezzamento per l’impegno italiano nel dare forma e concretezza a IMEC. Sul progetto Innovit ha accolto con entusiasmo l’iniziativa, riconoscendone la fondamentale importanza e il grande potenziale, al punto da proporre di valutare anche altre possibili location insieme a Delhi e Bangalore: una sulla costa occidentale (Mumbai o GIFT City) e una a est (Assam).

 

L’incontro con gli unicorni indiani

I Ministri hanno anche incontrato una rappresentanza di unicorni indiani – startup che raggiungono una valutazione di mercato superiore a un miliardo di dollari – alla presenza dei rappresentanti del Sistema Italia. Grazie a un’età media della popolazione intorno ai 28 anni e a un’ampia base di utenti di smartphone (oltre 900 milioni), fattori che favoriscono l’adozione di soluzioni tecnologiche innovative, l’India è il terzo Paese al mondo dopo Stati Uniti e Cina per numero di unicorni. Secondo l’ultimo Global Startup Ecosystem Report, Bangalore, Delhi e Mumbai si piazzano rispettivamente al 14°, 29° e 40° posto mondiale per dinamicità dell’ecosistema di startup.

L’incontro si è rivelato un’importante occasione di confronto anche ai fini del lancio dell’iniziativa Innovit, che avrà tra i volet principali quello relativo a programmi di accelerazione per startup e sviluppo di connessioni tra gli ecosistemi innovativi italiano e indiano. Tra gli unicorni presenti: Pharmeasy/AllHome, OneCard, Paytm, Pristyn Care, Ease My Trip, StarAgri, boAt, Razorpay, Billdesk, Purplle, Infra.Market, Miko, BatX Energies, Agnikul e Meesho.

 

Annunci e accordi

Nel corso del Business Forum sono stati siglati e annunciati diversi accordi: memorandum d’intesa tra SIMEST e la Camera di Commercio indiana (ICC) per intensificare la collaborazione economica tra i due Paesi e favorire nuove opportunità di investimento bilaterale; Cavagna Group e Ace Brass hanno dato vita alla società Cavagna Group Ace Brass Tech Private Limited, con una quota del 51% per Cavagna e un investimento italiano nel settore della produzione di apparecchiature e componenti per il controllo, la regolazione e la misurazione di gas; Steel Authority of India Limited (SAIL), la più grande società siderurgica statale indiana, e Danieli, produttore di impianti e tecnologie per la produzione di acciaio, hanno firmato un’intesa per tre grandi progetti del valore totale di 500 milioni di euro; nel campo della moda, Prada si è accordata con i partner locali Lidcom e Lidkar per la produzione di sandali Kolhapuri nello Stato del Maharashtra; Carpisa ha firmato un accordo con Neopolis Brands per l’apertura di punti vendita in India, con l’obiettivo di arrivare fino a cento negozi.

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