Portare l’export italiano a quota 700 miliardi di euro entro il 2027 è una sfida ambiziosa che impone al Sistema Paese un cambio di passo. È l’obiettivo che ha sottolineato il Vice Presidente del Consiglio e Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Antonio Tajani, aprendo la terza Conferenza Nazionale dell’Export e dell’Internazionalizzazione delle Imprese che si è tenuta a Milano a metà dicembre nell’ambito della XVIII Conferenza delle Ambasciatrici e degli Ambasciatori d’Italia.
Per raggiungere questo obiettivo il Ministero si è rinnovato, ha detto il Ministro Tajani, facendo riferimento alla riforma che dal 1° gennaio ha dato vita alla nuova Direzione Generale per la Crescita e la Promozione delle Esportazioni.
Numerosa e di alto livello la presenza agli eventi di Milano con oltre 2.000 partecipanti registrati: numeri quasi raddoppiati rispetto all’anno precedente, che confermano il crescente interesse per l’azione che la rete diplomatica può svolgere a sostegno delle imprese italiane.
Gli incontri con gli Ambasciatori hanno sfiorato le 5.500 richieste. Nel pomeriggio, la Farnesina ha lavorato per assicurare circa 1.700 incontri, più del doppio di quelli organizzati nell’edizione precedente, coinvolgendo, insieme agli Ambasciatori, anche i Direttori ICE e gli esperti di SACE, SIMEST e CDP.
2025: un anno intenso
La Conferenza è stato il momento conclusivo di un anno denso di iniziative. A marzo 2025 il Ministro degli Esteri ha lanciato il Piano d’Azione per l’Export Italiano nei Mercati extra-UE ad alto potenziale, che delinea la strategia del Ministero degli Esteri per promuovere l’export e l’internazionalizzazione delle imprese. In quella occasione sono state annunciate una serie di missioni imprenditoriali a guida politica in tutti i continenti, portando all’organizzazione di oltre 50 grandi forum imprenditoriali che hanno coinvolto circa 7.500 imprese, e la realizzazione di oltre 5.000 incontri B2B. La Conferenza di dicembre è stata l’opportunità per trarre un bilancio dei risultati ottenuti durante l’anno e delineare i settori e le aree che guideranno l’azione diplomatica e di Governo nei mesi a venire.
Tra le iniziative del 2025, alcune meritano una menzione particolare.
Con l’India, uno dei più grandi mercati al mondo, sono stati realizzati tre business forum: il primo a New Delhi in occasione della visita dello scorso aprile del Vice Presidente del Consiglio Tajani, con la partecipazione di quasi 500 imprese italiane e indiane; il secondo a Brescia, in occasione della visita del Ministro dell’Industria e del Commercio Pyush Goyal, a inizio giugno, con oltre 400 aziende partecipanti; il terzo, tenutosi a Mumbai, è stato realizzato a dicembre, pochi giorni prima della Conferenza, a cui hanno partecipato circa 200 aziende.
In Arabia Saudita, a Riad, si sono svolti a novembre il più grande Forum Imprenditoriale mai organizzato nel Paese, con oltre 1.000 imprese partecipanti, e l’anteprima del Salone del Mobile 2026, a conferma della crescita a doppia cifra dell’interscambio bilaterale.
In Africa, a ottobre, le missioni del Ministro Tajani in Mauritania, Senegal e Niger hanno rafforzato la presenza economica italiana, con il Forum Imprenditoriale Italia-Senegal e la prima Riunione d’Area degli Ambasciatori italiani e degli esperti di sicurezza in Africa, entrambi a Dakar. Per dieci paesi dell’Africa subsahariana inoltre, sono state raddoppiate le borse di studio e promossi canali di immigrazione qualificata.
In Asia, l’Italia è stata protagonista con il Padiglione Italiano all’EXPO di Osaka, premiato come miglior padiglione, mentre sono già in corso i preparativi per l’EXPO 2030 di Riad. La strategia italiana include anche il rafforzamento dell’azione nei Paesi ASEAN, con i quali sono stati realizzati due importanti business forum a settembre – con Vietnam e Corea del Sud – e nelle maggiori economie asiatiche, come Cina e Giappone.
Nel continente americano, gli Stati Uniti – principale mercato di sbocco extra-UE – hanno registrato una crescita dell’export del 7,2% (per un valore di quasi 70 miliardi), un dato straordinario alla luce delle tensioni commerciali che hanno caratterizzato l’anno. Per il 2026 è stata approvata una misura SIMEST da 300 milioni dedicata proprio al mercato statunitense, mentre a Miami è programmato un Business Forum in occasione del G20. Tra gli altri mercati di particolare interesse figurano il Messico, con cui è stato realizzato un business forum aperto dal Ministro Tajani lo scorso maggio, e i Paesi del Mercosur.
Infine, in Europa, che assorbe oltre il 65% dell’export italiano, particolare attenzione è rivolta ai Balcani e al partenariato con la Germania. L’Italia punta inoltre a rafforzare la propria presenza in altre aree strategiche, dall’Asia Centrale al Golfo, con diversi forum economici e incontri in programma, nel quadro di una strategia volta a sostenere l’internazionalizzazione delle imprese italiane.
Diversificazione: una necessità strategica
Durante la Conferenza di Milano è stato sottolineato a più riprese come le imprese debbano confrontarsi con uno scenario globale sempre più complesso. In questo contesto, la diversificazione dei mercati diventa una necessità strategica.
Si tratta di uno sforzo che richiede un forte sostegno istituzionale ed è in questa direzione che si colloca la riorganizzazione del Ministero degli Affari Esteri annunciata dal Ministro Tajani
“Dal 1° gennaio – ha spiegato – nel Ministero opererà una testa economica equivalente a quella politica, con l’obiettivo di rendere il commercio internazionale e la diplomazia della crescita parti essenziali e inscindibili della politica estera italiana”. La riforma si concretizza nella nascita della Direzione Generale per la Crescita e la Promozione delle Esportazioni, pensata come punto di riferimento operativo per gli imprenditori e come strumento di coordinamento delle sedi diplomatiche, chiamate ad agire come veri e propri trampolini di lancio per le aziende italiane all’estero. Per il Ministro degli Esteri, l’obiettivo è chiaro: fare in modo che nessun imprenditore italiano attivo fuori dai confini nazionali si senta isolato o privo del supporto delle istituzioni.
A questo si affianca la creazione, a Firenze, del Centro di eccellenza per la formazione e la cooperazione internazionale, ospitato nell’ex Istituto Agronomico per l’Oltremare. Il Centro sarà dedicato al sostegno dell’internazionalizzazione delle imprese, specialmente PMI, al rafforzamento della cooperazione allo sviluppo e alla formazione di manodopera qualificata, in collegamento con i progetti del Piano Mattei per l’Africa e con i canali di migrazione regolare funzionali alle esigenze del sistema produttivo.
Gioco di squadra
Il raggiungimento del traguardo dei 700 miliardi di export richiede uno sforzo corale. Matteo Zoppas, Presidente di Agenzia ICE, ha sottolineato come il Sistema Italia disponga ancora di un potenziale inespresso stimato in 80 miliardi di euro e l’importanza di strumenti innovativi per mappare le opportunità residue. Per Zoppas, “fare sistema” e utilizzare la rete delle Ambasciate come avamposti economici è ormai indispensabile in un contesto geopolitico frammentato.
Dal mondo industriale è arrivato un sostegno convinto. Il Presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, ha ribadito che il Made in Italy resta un valore riconosciuto a livello globale e ha sottolineato come la competitività dipenda dalla capacità di attrarre talenti, garantire investimenti e offrire condizioni stabili alla produzione.
Export da record: 643 miliardi di euro nel 2025
Anche nel 2025, l’export è stato una delle principali leve della crescita dell’economia italiana, facendo segnare un +3,3% e raggiungendo la cifra record di 643 miliardi di euro. “Dietro questi numeri – ha detto il Ministro Tajani – c’è la forza del nostro tessuto produttivo, della seconda manifattura in Europa,” con oltre quattro milioni di piccole e medie imprese e un export che da solo vale circa un terzo del PIL.
Il Ministro ha poi ricordato il successo del riconoscimento della cucina italiana come Patrimonio Immateriale dell’Umanità UNESCO, che è un riconoscimento all’intera filiera dell’agroalimentare; l’attenzione dedicata alla diplomazia dello sport, volano per la valorizzazione dei territori e dei prodotti italiani; e l’attrattività degli investimenti in Italia che è un’altra priorità.