A conclusione delle celebrazioni per il 55° anniversario delle relazioni diplomatiche tra Italia e Cina, l’Ambasciata d’Italia a Pechino e l’Istituto Italiano di Cultura di Pechino hanno organizzato la prima grande mostra mai realizzata in Asia dedicata all’architettura di Andrea Palladio.
La mostra “Geometria, armonia e vita. L’architettura di Andrea Palladio dall’Antico al Classico” (aperta fino al 15 maggio 2026 al Museo Nazionale della Cina) introduce l’opera architettonica di Palladio attraverso un progetto scientifico guidato da alcune istituzioni culturali e accademiche italiane: il Centro Internazionale di Studi di Architettura Andrea Palladio / Palladio Museum di Vicenza e l’Istituto della Enciclopedia Italiana Treccani con la collaborazione del Politecnico di Torino. In occasione di questo progetto, è stato finalizzato anche un primo accordo di cooperazione con l’Associazione Dimore Storiche Italiane (ADSI).
Il progetto offre uno sguardo inedito su Palladio come architetto nel suo tempo e presenta disegni e modelli delle opere affiancati da ponti, mappe antiche, schizzi, strumenti agricoli e immagini della vita urbana e rurale. Oltre al Palladio Museum, tra gli enti prestatori figurano i Musei Civici e la Biblioteca Bertoliana di Vicenza, i Musei Civici di Bassano del Grappa, il Complesso Monumentale della Pilotta di Parma – con il celebre Capriccio con edifici palladiani di Canaletto – e la Biblioteca Nazionale della Cina.
Le opere delle collezioni del Museo Nazionale della Cina arricchiscono il percorso espositivo, rivelando significative affinità tra il pensiero architettonico orientale e occidentale. In questo dialogo simbolico, lo Yingzao Fashi (“Norme per le costruzioni”) è idealmente accostato al celebre trattato di Palladio “I quattro libri dell’architettura”, pubblicato a Venezia nel 1570. In via eccezionale, la mostra presenta la copia dei Quattro Libri portata in Cina da Matteo Ricci all’inizio del Seicento e da allora conservata alla Biblioteca Nazionale a Pechino.