L’Egitto metterà a gara la gestione di diversi aeroporti nazionali con l’obiettivo di attrarre capitali e competenze internazionali, migliorare la qualità dei servizi e, al tempo stesso, generare un flusso regolare di entrate in valuta forte per lo Stato. Il modello scelto è quello che prevede concessioni sulla base di partenariati pubblico-privati (PPP). Per elaborare l’iniziativa, il Ministero dell’Aviazione Civile egiziano sta lavorando insieme alla International Finance Corporation (IFC), il braccio finanziario del Gruppo Banca Mondiale, come consulente strategico.
La strategia si concentrerà inizialmente su alcuni aeroporti minori situati vicino a località turistiche, giudicati asset attrattivi per il mercato, sia perché possono contare su flussi di traffico regolari e affidabili, sia perché le loro dimensioni limitate li rendono strutture relativamente facili da gestire. Il primo progetto pilota del programma riguarda l’Aeroporto internazionale di Hurghada, una delle principali porte di accesso turistiche del Paese. Sono previste la progettazione e la costruzione di un terzo terminal, con una capacità stimata tra i 10 e i 15 milioni di passeggeri l’anno, oltre alla gestione dei Terminal 1 e 2 già esistenti. Insieme, i due terminal attuali coprono un’area di circa 120.000 metri quadrati e offrono una capacità complessiva annua di oltre 13 milioni di passeggeri (7,5 milioni per il T1, 5.5 milioni per il T2).
Il Governo egiziano prevede in seguito di estendere il modello di concessione ad altri scali nazionali, con l’Aeroporto di Sharm el-Sheikh candidato a essere il prossimo progetto in pipeline. Anche in questo caso, si prevede una procedura di gara internazionale, con l’obiettivo di replicare lo schema di collaborazione pubblico-privata già sperimentato con il progetto di Hurghada.