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«L’obiettivo è essere concreti per risolvere i problemi delle regioni colpite dal maltempo» (Il Messaggero)

L’obiettivo è essere concreti per risolvere i problemi delle regioni colpite dal maltempo» (Il Messaggero)
L’obiettivo è essere concreti per risolvere i problemi delle regioni colpite dal maltempo» (Il Messaggero)

 Antonio Tajani, ministro degli Esteri, lei ieri ha partecipato da remoto al vertice sulla sicurezza. Ma prima: quale bilancio dalla missione nelle Regioni del Sud colpite dal maltempo?

«L’impegno del governo è fare in modo che i riflettori non si spengano. Non siamo venuti qui per fare passerelle, ma per indicare i primi passi concreti da fare. Lo abbiamo fatto con i massimi vertici di Ice, Simest, Sace e Cdp. L’obiettivo è essere pragmatici e concreti per risolvere i problemi».

 Alle imprese che esportano è stato offerto un primo pacchetto di aiuti. Quanto al decreto, aspetterete prima di portare a termine le interlocuzioni con Bruxelles?

«Per l’accesso al Fondo di solidarietà europeo sarà necessaria una relazione completa, con il rispetto di alcuni criteri, e un voto da parte dal Parlamento Ue. In questo caso serviranno alcuni mesi, mentre il decreto arriverà prima. Siamo già al lavoro sul testo. Certo, sarà necessario fare una conta dei danni, anche se sicuramente si tratterà di diverse centinaia di milioni. Tutti i ministeri si stanno muovendo in coordinamento con Musumeci. Simest potrà garantire fino a 300 milioni di euro in ristori per le aziende esportatrici danneggiate e per le aziende colpite collegate alla filiera export».

Tornando al vertice sulla sicurezza voluto dalla premer, ci sono dei punti fermi?

«Il punto fermo è garantire la sicurezza. Sia quella delle manifestazioni, che la sicurezza in generale, che riguarda dal controllo delle baby gang all’uso dei coltelli da parte dei giovani».

Quali verranno inserite nel decreto?

«I lavori sono ancora in corso, ma è necessario puntare sulla parte delle garanzie per le forze dell’ordine per evitare che si ripeta quanto successo a Torino dove gli scontri erano preordinati. Vogliamo impedire anche che chi ha precedenti possa partecipare a manifestazioni violente, un po’ come fatto per gli ultrà allo stadio».

E sul fermo preventivo e la richiesta di cauzione per l’organizzazione di manifestazioni?

«Tutto può essere fatto, ma nel rispetto della Costituzione. Sono ipotesi ma bisogna trovare un modo per garantire sicurezza senza limitare il diritto a manifestare».

Sullo stop alla procedibilità, in casi specifici, per le forze dell’ordine e per comuni cittadini non si rischia il far west?

«Lo scudo serve innanzitutto per le forze dell’ordine, anche se non sono contrario a un allargamento. Sono però più spesso gli agenti che si vedono bloccati la carriera e stipendio, con conseguenze che incidono sulla loro vita. Quanto al rischio di cui li parla, credo che sia tutt’altro: il “far west” si crea se le forze dell’ordine non otterranno tutele. In Italia polizia e carabinieri lavorano per far rispettare le leggi e l’ordine pubblico, non per alimentare il disordine»

 Crede che il testo possa arrivare già al prossimo Cdm?

«Io spero che ci vada domani».

 D’altronde, tra pochi giorni inizieranno le Olimpiadi di Milano-Cortina che rappresentano un vero banco di prova, in materia di sicurezza, per l’Italia. Avete dei timori?

«Certamente c’è un innalzamento del livello di scontro da parte dell’ultrasinistra che è del tutto premeditato. Bisogna impedire che queste situazioni si creino, ecco perché parlo di adottare una sorta di “Daspo”, il provvedimento che vieta ai tifosi violenti di presentarsi negli stadi»

 Di certo non hanno giovato le recenti polemiche relative alla partecipazione di membri dell’Ice nella delegazione Usa…

«È stata una strumentalizzazione ridicola: si tratta di tre funzionari che lavorano dentro il consolato. Quando ci sono eventi di questo tipo c’è sempre la presenza di rappresentanti delle polizie estere».

La maggioranza ha proposto una risoluzione unitaria sulla sicurezza, da condividere con le opposizioni. Un modo per “stanare” la sinistra su questo tema?

«In un primo momento tutti hanno condannato le violenze. Ora bisogna dimostrare che siamo tutti uniti. Noi siamo disponibili a farlo»

 Stasera parte per Washington, dove incontrerà anche Marco Rubio. Quali sono i punti in agenda?

«Siamo stati invitati al vertice sulle materie rare che per noi rappresenta un tema fondamentale. Ricordiamoci che siamo la seconda forza industriale della Ue. Le nostre imprese hanno problemi di competitività a causa del costo delle materie prime. Serve una strategia commerciale che contrasti quella messa in atto dalla Cina».

 Parlerete anche di altro?

«Il focus è sulle materie prime ma con Rubio abbiamo avviato un dialogo permanente anche su altri temi».

 Sul Board of Gaza, ad esempio, sono stati fatti dei passi in avanti?

«Non ancora al momento, ma non siamo contrari per principio all’adesione: è la nostra Costituzione che ce la impedisce. Se ci saranno dei cambiamenti li valuteremo».

 E sull’Iran, l’attacco degli Usa è più vicino?

«Ci sono notizie su possibili negoziati. Noi ci auguriamo che possa prevalere il dialogo tra iraniani e americani. Anche aver adottato una scelta a livello comunitario significa puntare su quella via. Nessuno vuole la guerra».

Recenti sondaggi danno il fronte del No al referendum sulla giustizia in crescita. La preoccupano?

«Io più che preoccuparmi, mi occupo delle cose. Oggi presenteremo i comitati dei “giovani garantisti per il Si”. Il sondaggio migliore sarà quello che uscirà dalle urne. Noi diciamo di votare Sì per difendere la sacralità della toga, per sfilarla dalle grinfie dei partiti di cui sono figlie le correnti».

 Al prossimo Cdm risolverete lo stallo sulla nomina di Freni alla Consob?

«Non c’è nessuna polemica, ne discuteremo. Io continuo a dire che bisogna avere un organo di controllo che non sia guidato da un rappresentante di partito. Dobbiamo avere una Consob che sia garanzia di trasparenza».

 Roberto Vannacci sembra pronto ad abbandonare la Lega per fondare il suo partito. Questa mossa danneggerà anche il centrodestra? Diventerebbero ancora più utili i voti di Carlo Calenda…

«Non metto il naso nelle questioni di altri partiti, ma dico che dobbiamo allargare al centro i confini del centrodestra. Non a caso ad aprile chiameremo a raccolta, a Roma, tutte le forze del popolarismo europeo, per i 50 anni del Ppe. Per quanto ci riguarda continueremo a dialogare con Calenda. Se bisogna vincere bisogna allargare».

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