Il negoziato sulla modernizzazione dell’Accordo di Associazione UE-Cile del 2002, concluso nel dicembre 2022, è stato firmato il 13 dicembre 2023.
Con la modernizzazione sono state incluse nell’intesa tematiche nuove, quali gli investimenti diretti esteri, le barriere non tariffarie, i diritti di proprietà intellettuale, le indicazioni geografiche e lo sviluppo sostenibile.
L’accordo UE-Cile modernizzato si compone di due strumenti giuridici paralleli:
- l’accordo quadro avanzato, che comprende a) il pilastro relativo alla politica e alla cooperazione e b) il pilastro relativo al commercio e agli investimenti (incluse le disposizioni in materia di protezione degli investimenti) ed è soggetto a ratifica da parte di tutti gli Stati membri UE;
- l’accordo di libero scambio interinale, riguardante solo le parti del pilastro relativo al commercio e agli investimenti, di competenza esclusiva dell’UE.
L’accordo commerciale interinale UE-Cile è entrato in vigore il 1° febbraio 2025, dopo il completamento del processo di ratifica da parte del paese sudamericano; sono, invece, ancora in corso i processi nazionali di ratifica dell’accordo quadro avanzato.
In merito a contenuti ed effetti dell’accordo, a seguito delle liberalizzazioni introdotte dal nuovo Accordo, il 99,9 % delle esportazioni dell’UE in Cile sarà esente da dazi, con un aumento dell’export UE previsto fino a 4,5 miliardi di euro.
Per quanto riguarda il settore agro-alimentare, il Cile, tra le altre cose, liberalizzerà le importazioni di prodotti lattiero-caseari e di preparazioni alimentari; i contingenti tariffari esistenti per i formaggi dell’UE saranno eliminati al più tardi sette anni dopo l’entrata in vigore dell’accordo aggiornato. Le esclusioni sono ridotte al minimo e si riferiscono solo a prodotti molto sensibili, in particolare lo zucchero (da entrambe le parti), le banane e il riso (da parte dell’UE). Per i restanti prodotti, l’UE fornirà un ulteriore accesso al mercato solo sotto forma di contingenti esenti da dazi, che rappresentano una frazione del consumo e della produzione UE. Per quanto riguarda i contingenti di carne, saranno eliminati i fattori di crescita annuale illimitati che si applicano attualmente.
Quanto ai prodotti industriali, questi erano già stati liberalizzati con l’accordo precedente.
L’accordo comprende anche un capitolo sui “sistemi alimentari sostenibili”, che mira a promuovere i metodi di agricoltura conformi alla strategia “Farm to Fork” dell’UE e include, tra gli altri, l’impegno di entrambe le parti a tutelare la salute animale e ad eliminare gli antibiotici come promotori della crescita nell’allevamento degli animali.
In aggiunta a quanto previsto dal precedente accordo, che proteggeva in Cile 1745 indicazioni geografiche (IIGG) per i vini, 257 IIGG per i distillati e 5 vini aromatizzati provenienti dall’UE, Il nuovo accordo proteggerà sul mercato cileno 216 IIGG dell’UE relative a prodotti agroalimentari, tra cui 39 IIGG italiane (incluse Asiago, Gorgonzola, Grana Padano, Mortadella Bologna, Parmigiano reggiano, Pecorino romano, Prosciutto di Parma, Prosciutto di San Daniele). Inoltre, è stato possibile inserire l’IG Prosecco nell’accordo su vini e spiriti del 2002, che ora tutela 1 573 vini e 235 spiriti dell’UE, oltre a 5 vini e 10 spiriti.
L’intesa raggiunta con il Cile, importante produttore di materie prime, consentirà alla UE un maggiore accesso alle materie prime e ai combustibili puliti fondamentali per la transizione verde, come il litio, il rame e l’idrogeno. In particolare, il Cile è il primo fornitore dell’ UE di litio, materia prima essenziale per il raggiungimento di una autonomia strategica nel settore delle batterie.
Nel comparto dei servizi, l’accordo renderà più facile alle imprese unionali l’accesso ai settori di consegna, telecomunicazioni, trasporto marittimo e servizi finanziari.
Le imprese dell’UE beneficeranno, inoltre, di un migliore accesso agli appalti pubblici cileni per beni, servizi e concessioni di lavori. Un capitolo dedicato alle piccole e medie imprese contribuirà a garantire che le PMI beneficino pienamente dell’accordo, anche grazie alla riduzione della burocrazia.
L’Accordo contiene anche previsioni sul commercio digitale, stabilendo norme orizzontali applicabili al commercio di beni e servizi effettuato con mezzi elettronici. Tali disposizioni perseguono tre obiettivi principali: eliminare gli ostacoli ingiustificati al commercio digitale, aumentare la certezza giuridica per le imprese e garantire un ambiente online sicuro per i consumatori.
In materia di investimenti, per quanto riguarda l’accesso al mercato (il cd. “diritto di stabilimento”), gli investitori dell’UE in Cile godranno dello stesso trattamento riservato agli investitori cileni, anche nel settore dell’energia e delle materie prime. Gli obblighi sostanziali inclusi nelle disposizioni sulla protezione degli investimenti – non comprese nell’accordo di libero scambio interinale – seguono il nuovo approccio dell’UE, riaffermando il diritto delle Parti di regolamentare e ribadendo la possibilità di modificare il quadro normativo applicabile agli investimenti.
In materia di controversie Stato-investitore, l’accordo riflette l’approccio UE dell’ “International Court System”, e istituisce un sistema giudiziario internazionale permanente in materia di investimenti, composto da un Tribunale di primo grado e un Tribunale d’Appello, con giudici permanenti e soggetti a rigorosi requisiti etici.
L’accordo prevede anche un ambizioso capitolo sul commercio e lo sviluppo sostenibile (incluso già nell’accordo interinale di libero scambio), che conferma l’impegno delle parti al rispetto delle norme dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro e degli accordi multilaterali in materia ambientale, incluso l’accordo di Parigi, e, per la prima volta, un capitolo specifico sul commercio e la parità di genere. Sulla base della Dichiarazione congiunta che impegna le parti ad avviare un processo di revisione del capitolo commercio e sviluppo sostenibile subito dopo l’entrata in vigore dell’accordo di libero scambio, discussioni al riguardo sono state avviate nel novembre 2025.
Per maggiori informazioni sull’accordo UE-Cile: The EU-Chile agreement explained