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Curare dal conflitto – Cinque piccole rifugiate palestinesi in Italia per cure

Cinque piccole rifugiate palestinesi, dei tredici previsti da un programma di assistenza, affetti da gravi patologie, sono giunte a Roma, provenienti dalla Siria,  per essere curate da patologie gravi che le affliggono. I bambini interessati provengono principalmente dal campo rifugiati di Yarmouk, sotto assedio dal 2012, e dove le condizioni di vita sono al limite della sopravvivenza.
 
La comunita’ palestinese in Siria
 
La comunita’ palestinese in Siria è particolarmente vulnerabile: risente, in maniera ancora più acuta, del conflitto. Ad oggi rimangono nel paese circa 460.000, delle circa 528.000 persone registrate presso l’UNRWA prima dello scoppio del conflitto. Già rifugiati da generazioni e con questa guerra sfollati due, tre o persino più volte, molti di loro sono stati costretti di nuovo ad abbandonare le proprie case senza tutele; quelli rimasti nel paese, perché impossibilitati ad uscirne dato il loro status (Libano e Giordania dal 2012 hanno chiuso le loro frontiere ai rifugiati palestinesi), dipendono totalmente dagli aiuti umanitari di UNRWA per soddisfare le necessità di base, come accesso al cibo e alle cure mediche, in un contesto in cui dilagano infezioni batteriche e patologie legate alle condizioni igienico-sanitarie sempre più precarie. 
 
Il ruolo dell’UNRWA
 
Nonostante il conflitto, UNRWA ha mantenuto la sua presenza nella maggior parte dei luoghi dove risiedono i rifugiati palestinesi in Siria, ovvero Damasco, Hama, Homs, Aleppo e Dera’a, e continua ad agire all’interno del Paese come l’organizzazione primaria per la fornitura dei servizi di base sia nei 9 campi ufficiali e nei 3 non ufficiali, come Yarmouk, che nei centri di accoglienza collettivi, dove sta attualmente ospitando circa 10.000 persone. Protezione, rifugio, distribuzioni di cibo, acqua e generi non alimentari – come kit igienici, utensili per cucinare, coperte e materassi – istruzione e accesso alle cure mediche, gestione e mantenimento della rete idrica e fognaria, raccolta dei rifiuti solidi, sono tutte attività che quotidianamente lo staff di UNRWA in Siria, quasi tutti rifugiati palestinesi, svolge a favore della comunità di riferimento. UNRWA è l’Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati palestinesi che dal 1948, su mandato dell’Assemblea Generale, fornisce ai rifugiati palestinesi in attesa di una giusta soluzione alla loro condizione, servizi essenziali per la salute, l’educazione, lo sviluppo e la protezione degli oltre 5 milioni di rifugiati che vivono in Siria, nella Striscia di Gaza, in Giordania, Libano e Cisgiordania, compresa Gerusalemme Est. Unica tra le Agenzie ONU a lavorare direttamente sul campo senza intermediari, si finanzia attraverso contributi erogati su base volontaria, e quindi non regolare, che nel corso degli anni non hanno tenuto il passo con i bisogni crescenti della popolazione rifugiata assistita. Il Comitato Italiano per l’UNRWA onlus è parte integrante della struttura dell’Agenzia, agisce in nome e per conto della stessa perseguendo sul nostro territorio nazionale la tutela dei diritti civili dei rifugiati palestinesi, sviluppando la solidarietà nei loro confronti, mobilitando risorse finanziarie per sostenere l’Agenzia nei diversi programmi e per gli aiuti di emergenza, e sensibilizzando il pubblico e le istituzioni italiane su tutte le attività dell’UNRWA. 
 
L’organizzazione del viaggio 
Il viaggio in Italia da Damasco, passando per il Libano, e’ il risultato  della collaborazione tra il Comitato italiano per l’UNRWA, l’agenzia Onu che dal 1948 si occupa della popolazione palestinese rifugiata, il Ministero della Salute ed il Ministero degli Esteri, con l’Ambasciata d’Italia a Beirut che ha tenuto i contatti con UNRWA, facilitato il passaggio dal Siria al Libano e svolto le pratiche dei visti, il Ministero della Difesa con il Comando Operativo Interforze che ha messo a disposizione il volo  da Beirut a Roma. All’arrivo in Italia sono stati accolti dai volontari dell’Associazione Kim che gestisce un centro funzionale alle esigenze dei minori ospitati e gravemente ammalati. L’Associazione si fara’ carico dell’accoglienza e del soggiorno dei minori e dei loro genitori presso le strutture assistendoli per il periodo di cure.
 
Photo @UNRWA