
Cybersicurezza
Quello della cybersicurezza è un tema strategico trasversale, che riguarda tanto i rapporti tra stati quanto i privati. La digitalizzazione di un crescente numero di servizi – dalla telemedicina, all’e-government all’internet banking – aumenta l’esposizione al rischio su questo fronte. Analogamente, la diffusione dell’internet of things rende “hackerabili” anche gli oggetti di uso comune. La crescente diffusione dell’intelligenza artificiale, poi, rende gli attacchi più sofisticati (anche grazie all’uso di deepfake) e ne automatizza i processi, permettendo ai malintenzionati di agire con velocità e scale senza precedenti.
La Strategia Nazionale di Cybersicurezza
In questo scenario, nel 2022 il nostro Paese si è dotato di una Strategia Nazionale di Cybersicurezza, che mira a rendere l’Italia più sicura e resiliente di fronte a queste nuove sfide.
Correlato alla Strategia è il suo Piano di implementazione, che trasforma gli obiettivi della Strategia in 82 misure concrete da realizzare coinvolgendo tutta la Pubblica Amministrazione e – a cascata –imprese e cittadini, anche grazie a fondi dedicati.
Tra le 82 misure del Piano, la Farnesina è corresponsabile di 12 e “attore interessato” di altre 5, in stretto coordinamento con l’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN).
Nella fattispecie, nell’ambito della nostra Diplomazia della crescita e dell’innovazione, il Ministero si occupa dell’attuazione della misura #50: “promuovere l’internazionalizzazione delle imprese italiane che offrono prodotti e servizi di cybersecurity mediante il supporto agli investimenti, all’innovazione e alle esportazioni”. Attuare la misura #50 concorre positivamente al perseguimento di altre, tra cui, segnatamente, la #78: “realizzare un ecosistema nazionale volto a sviluppare capacità di capacity building a favore di Paesi terzi”.
L’internazionalizzazione delle imprese cyber
Se è difficile dare una stima univoca del valore economico del settore (valutazioni sulla grandezza del mercato della cybersicurezza nell’UE oscillano tra i circa 40 e i 130 miliardi di euro), possiamo comunque dire che si tratta di una dimensione rilevante, che coinvolge migliaia di imprese.
Per questo, il Ministero ha istituito – di concerto con ACN- un Tavolo di Coordinamento per l’internazionalizzazione delle imprese italiane cyber. Il Tavolo vuole essere una piattaforma di dialogo costante tra la PA (rappresentata da MAECI, MIMIT, ACN, Agenzia ICE) e mondo privato. Una sede dove il pubblico può esporre le opportunità che offre – si pensi alla fornitura di servizi di cybersicurezza per i Paesi del Piano Mattei – e il privato può portare avanti le sue istanze.
A partire dalla prima riunione di novembre 2024, il tavolo viene convocato ogni circa sei mesi in modalità ibrida. Alle riunioni prendono parte oltre 100 esponenti di istituzioni e aziende, tra cui realtà come Leonardo, Eni, CDP Venture Capital.
Inoltre, insieme ad Agenzia ICE, il Ministero organizza la presenza collettiva nazionale alle più significative fiere di settore. Nel 2025, per la prima volta, il nostro Paese ha avuto una rappresentanza nazionale anche all’RSA di San Francisco, la più importante manifestazione al mondo del settore. Alla fiera siamo stati presenti con 20 tra startup e scaleup.
Per i prossimi anni, la Farnesina intende intensificare questo impegno, puntando a garantire padiglioni nazionali ad eventi che coprano i mercati europei e asiatici.
Infine, al mondo della cybersicurezza è dedicata una particolare attenzione all’interno del calendario di INNOVIT, il centro di innovazione e cultura del Ministero a San Francisco. INNOVIT ospita periodicamente eventi e programmi di accelerazione pensati su misura per le startup e PMI del settore, portando le migliori imprese innovative italiane di fronte a una platea di grandi aziende e investitori della Silicon Valley.
Ultimo aggiornamento: gennaio 2026