Il Sistema di Cooperazione Italiano ha consolidato nel tempo un approccio innovativo alla finanza per lo sviluppo, integrando strumenti tradizionali e meccanismi di mercato al fine di massimizzare l’impatto degli interventi nei Paesi partner. Questa strategia si fonda sulla convinzione che un utilizzo efficace e coordinato delle risorse finanziarie pubbliche possa agire come catalizzatore per la mobilitazione di capitali privati, amplificando significativamente la portata delle iniziative di cooperazione.
L’architettura finanziaria delle iniziative della Cooperazione Italiana si articola, di conseguenza, su una molteplicità di strumenti complementari, che spaziano dalle risorse a dono agli strumenti di finanza mista. Tra questi, il Fondo Rotativo per la Cooperazione allo Sviluppo rappresenta uno dei principali meccanismi attraverso cui l’Italia sostiene progetti di sviluppo sostenibile nei Paesi partner, favorendo investimenti in infrastrutture, servizi essenziali e settori produttivi strategici. La natura rotativa del Fondo consente di reinvestire le risorse restituite, garantendone la sostenibilità nel tempo e incentivando un effetto moltiplicatore degli interventi.
Un elemento caratterizzante dell’approccio italiano alla finanza per lo sviluppo è rappresentato dalla sua capacità di strutturare collaborazioni con istituzioni finanziarie nazionali e internazionali, costruendo strategie di co-finanziamento che permettono di sostenere progettualità di ampio respiro. In particolare, una tradizionale e consolidata partnership con Cassa Depositi e Prestiti (CDP) consente di combinare le competenze tecniche della cooperazione con l’esperienza finanziaria necessaria per realizzare interventi strutturali nei settori chiave dello sviluppo sostenibile. Tale modello di collaborazione si estende poi anche alle banche multilaterali di sviluppo e alle istituzioni finanziarie internazionali, tra cui in primo luogo la Banca Africana di Sviluppo e la Banca Mondiale, favorendo la partecipazione dell’Italia a iniziative congiunte di portata globale e regionale.
Un’attenzione particolare è dedicata allo sviluppo della finanza d’impatto, un segmento in rapida espansione che coniuga obiettivi di ritorno finanziario con risultati sociali e ambientali misurabili. L’Italia promuove attivamente la diffusione di competenze in questo ambito, realizzando iniziative di formazione e aggiornamento rivolte agli attori del sistema italiano della cooperazione. Queste attività, sviluppate in collaborazione con l’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS) e con i partner internazionali, mirano a rafforzare la capacità del sistema italiano di progettare e gestire interventi che utilizzino strumenti finanziari innovativi, quali i “social impact bonds”, i “green bonds” e i meccanismi di finanza mista.
Nel contesto del Piano Mattei per l’Africa, poi, la finanza per lo sviluppo assume iniziativa bilaterale di conversione del debito un ruolo centrale quale leva strategica per sostenere la crescita economica e sociale del continente africano. Al fine di assicurare un’attuazione concreta e efficace del Piano, l’Italia sta strutturando un’offerta finanziaria integrata che combina risorse pubbliche, garanzie e strumenti di de-risking, al fine tra gli altri di attrarre investimenti privati verso settori chiave quali le energie rinnovabili, le infrastrutture digitali, l’agricoltura sostenibile e lo sviluppo delle piccole e medie imprese. Tale approccio riconosce che la mobilitazione di capitali privati è indispensabile per colmare il divario di finanziamento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile, stimato per i Paesi in via di sviluppo in migliaia di miliardi di dollari all’anno.
La Conferenza di Siviglia sul Finanziamento dello Sviluppo
Un momento di particolare rilievo nella cornice dell’impegno italiano in merito alla finanza per lo sviluppo è stato rappresentato dalla Quarta Conferenza Internazionale sul Finanziamento dello Sviluppo, tenutasi a Siviglia dal 30 giugno al 3 luglio 2025. In tale occasione, l’Italia ha assunto un ruolo di primo piano nel dibattito internazionale in merito a tale tematica, lanciando una Call to Action – co-sponsorizzata da oltre dieci Paesi e cinque Organizzazioni Internazionali – volta a promuovere il rafforzamento delle capacità delle pubbliche amministrazioni nei Paesi partner quale priorità trasversale delle iniziative di cooperazione.
La posizione italiana a Siviglia ha sottolineato come il capacity building nel settore della finanza per lo sviluppo rappresenti un investimento strategico per garantire la sostenibilità e l’efficacia degli interventi di cooperazione. Attraverso il trasferimento di competenze tecniche e gestionali, i Paesi partner possono migliorare la propria capacità di mobilitare risorse domestiche, progettare politiche fiscali efficaci, e gestire il debito pubblico in modo sostenibile. Questo approccio contribuisce a rafforzare l’autonomia finanziaria dei Paesi in via di sviluppo, riducendone la dipendenza dagli aiuti esterni e favorendo percorsi di crescita endogena.
L’Italia ha inoltre presentato a Siviglia la propria iniziativa bilaterale di conversione del debito a favore di Paesi africani con posizione debitorie verso l’Italia. Implementata nella decade 2026-2035, questa prevede impiego dei fondi convertiti nel finanziamento di programmi di sviluppo decisi di comune accordo dall’Italia con i Paesi debitori, nello spirito del Piano Mattei per l’Africa. L’iniziativa rappresenta una risposta concreta all’allarme sul tema debito costantemente evocato dai Paesi del Sud globale in tutti i fora multilaterali pertinenti, e ha altresì rappresentato uno dei temi prioritari del Giubileo 2025. Essa rafforza ulteriormente la visione del Piano Mattei di forte partenariato fra l’Italia e l’Africa, un continente particolarmente vulnerabile riguardo il debito, e rappresenta un esempio concreto di come strumenti finanziari innovativi possano essere utilizzati per sostenere lo sviluppo sostenibile e la resilienza economica.