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L’Italia e l’OSCE

Sin dalla nascita, nel 1975, della CSCE (Conferenza per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa, poi divenuta OSCE dal 1995), l’Italia sostiene con convinzione il ruolo dell’Organizzazione ai fini del mantenimento della sicurezza nella vastissima regione che si estende “da Vancouver a Vladivostok” e per la promozione del dialogo e della cooperazione tra tutti i Paesi Partecipanti.

L’Italia è oggi tra i maggiori contributori dell’Organizzazione, sia in termini finanziari che di risorse umane.

L’Italia è tra i primi cinque Stati partecipanti contribuenti al bilancio dell’OSCE e tra i primi dieci Paesi donatori per contributi extra-bilancio ai progetti dell’Organizzazione.

L’Italia sostiene inoltre la partecipazione di osservatori italiani alle Missioni di osservazione elettorale dell’Ufficio OSCE per le Istituzioni Democratiche e i Diritti Umani (ODIHR).

L’Italia è da diversi anni il secondo Stato partecipante in termini di personale all’OSCE, in particolare per numero di personale “secondato”. L’Italia è fortemente impegnata sul fronte della parità di genere, con percentuali di funzionari donne che si attestano tra il 52% (contracted) e il 55% (secondati).