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Flussi migratori verso l’UE

Le rotte migratorie

I flussi migratori irregolari verso l’Unione europea (UE) si sviluppano essenzialmente lungo le seguenti rotte:

  • Mediterraneo centrale, con arrivi via mare in Italia e a Malta di migranti provenienti maggiormente dall’Africa subsahariana e dall’Africa settentrionale. Il numero di migranti irregolari lungo tale rotta si mantiene notevolmente elevato, rendendola la principale rotta di accesso all’Unione Europea. In tale contesto, l’UE ha approfondito in particolare la collaborazione con la Tunisia, attraverso il Memorandum of Understanding del 2023 che ha istituito una partnership globale e onnicomprensiva tra Bruxelles e Tunisi, di cui quello migratorio rappresenta un pilastro fondamentale.
  • Mediterraneo orientale, con arrivi in Grecia, a Cipro e in Bulgaria. Dal 2016 il numero degli arrivi è sensibilmente diminuito, anche grazie alla cooperazione fra UE e Turchia.
  • Mediterraneo occidentale, con arrivi irregolari in Spagna, sia via mare sia via terra verso le enclave di Ceuta e Melilla (Africa settentrionale). Dopo il picco registrato nel 2018, il numero degli arrivi ha iniziato a diminuire costantemente a partire dal 2019, grazie a una combinazione di fattori tra cui spiccano l’intensificazione degli sforzi da parte del Marocco nel contrasto alla migrazione irregolare, la crescente cooperazione tra Marocco, Spagna e Unione europea, e l’impatto della pandemia di COVID-19. La Commissione nel 2023 ha presentato un piano d’azione dell’UE per le rotte migratorie del Mediterraneo occidentale e dell’Atlantico che punta a rafforzare la cooperazione con i Paesi di origine e transito per prevenire la migrazione irregolare e combattere il traffico di esseri umani. Il piano include misure operative per migliorare la gestione delle frontiere, i rimpatri volontari e la reintegrazione dei migranti, promuovendo al contempo percorsi legali di migrazione. A dicembre 2022, inoltre, l’Unione europea e i partner africani hanno lanciato le iniziative Team Europe, focalizzandosi sulle rotte migratorie del Mediterraneo occidentale e dell’Africa occidentale, con l’obiettivo di promuovere un approccio congiunto tra Stati membri e UE per affrontare le sfide migratorie.
  • Africa occidentale, con partenze principalmente dal Marocco, dal Sahara occidentale, dalla Mauritania, dal Senegal e dal Gambia per cui i migranti intraprendono viaggi pericolosi lungo la costa dell’Africa occidentale per raggiungere le isole Canarie. Dopo un aumento significativo nel 2020 e nel 2021, il numero di arrivi irregolari è nuovamente diminuito nel 2022. A marzo 2024 è stato concluso un Memorandum of Understanding per un partenariato UE-Mauritania in tema migratorio.
  • Rotta dei Balcani occidentali, rappresenta un corridoio utilizzato particolarmente da migranti provenienti dal Medio Oriente, dall’Asia e dall’Africa che cercano di raggiungere l’Europa. Dopo il picco di arrivi registrato nel 2015, il numero di ingressi irregolari è diminuito per alcuni anni, ma ha ripreso a crescere a partire dal 2019. Molti migranti che entrano nell’UE attraverso questa rotta si spostano successivamente in altri Stati membri, contribuendo così a un numero elevato di movimenti secondari all’interno dell’Unione. A dicembre 2022 l’UE ha adottato un Piano d’azione per i Balcani occidentali contenente una serie di misure operative per consolidare il partenariato con i Paesi della regione, identificando come prioritari il rafforzamento della gestione delle frontiere, azioni di contrasto alla tratta di esseri umani, sviluppo della cooperazione nel settore dei rimpatri e delle riammissioni e l’armonizzazione dele politiche dei visti.

A partire della guerra in Ucraina, è iniziato un massiccio afflusso di rifugiati ucraini verso l’Unione Europea a favore dei quali sono state applicate risposte concrete come l’attivazione della protezione temporanea.

 

L’UE e la gestione dei flussi migratori.

L’adozione del Patto sulla migrazione e l’asilo (il Patto) nel giugno 2024 ha segnato una tappa fondamentale nello sviluppo di un sistema europeo comune di asilo. Il Patto riforma e potenzia le norme attuali, rafforzando e armonizzando le politiche dell’UE in materia di migrazione, asilo, gestione delle frontiere e integrazione.

Il Patto crea un quadro giuridico che bilancia la solidarietà e la responsabilità tra gli Stati membri, con l’obiettivo di gestire i flussi migratori in modo efficace ed equo. Gli atti legislativi del Patto (nove regolamenti e una direttiva) sono entrati in vigore l’11 giugno 2024 e si applicheranno a partire dalla metà del 2026. Ciò permetterà all’Unione di disporre di frontiere esterne forti e sicure, che i diritti delle persone migranti siano rispettati e che nessun Paese dell’UE sia lasciato solo o sotto pressione, nella gestione del fenomeno migratorio.

Al tempo stesso l’UE ha adottato diversi quadri normativi che regolano i flussi migratori legali attraverso programmi di reinsediamento e strumenti volti ad attrarre lavoratori altamente qualificati, studenti, ricercatori, lavoratori stagionali, nonché facilitazioni per i trasferimenti intra-societari e ricongiungimenti familiari.