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Tajani: «Va rafforzata la difesa europea ma nella Nato con gli Usa» (Corriere della Sera)

Tajani: “Va rafforzata la difesa europea ma nella Nato con gli Usa”
Tajani: "Va rafforzata la difesa europea ma nella Nato con gli Usa"

ZAGABRIA «Mercoledì parteciperò a Washington alla riunione organizzata dal segretario di Stato Marco Rubio sulle materie prime. Americani, europei, coreani e giapponesi abbiamo tutti l’interesse comune di affrontare questa sfida commerciale e industriale con la Cina, che è il nostro competitor». Il Ministro degli Esteri Antonio Tajani è a Zagabria per il ritiro dei leader Ue della famiglia del Ppe, che ha affrontato le priorità politiche europee per il 2026.

È d’accordo con il presidente del Ppe Weber quando dice che gli Usa di Trump non sono più affidabili al 100%?
«Dobbiamo fare di tutto per tenere unite le due facce dell’Occidente che sono anche i due pilastri della Nato. I rapporti transatlantici sono fondamentali, lo sono sempre stati indipendentemente da chi è il presidente degli Stati Uniti. Dobbiamo puntare sul dialogo a testa alta. Rimaniamo grandi interlocutori, penso adesso alla questione delle materie prime».

Si va verso accordi bilaterali o un’intesa a livello Ue?
«Come Paese industriale possiamo fare accordi bilaterali con tutti però, vista l’importanza strategica della questione materie prime e il fatto che la politica commerciale è competenza europea, è preferibile un accordo della Ue con Washington, il Giappone e la Corea del Sud. Da commissario europeo all’Industria, nel 2012 andai in Groenlandia e feci un accordo sulle materie prime. E un tema centrale con quello dei microchip, che abbiamo messo in evidenza nel documento sulla competitività con la Germania. Non c’è più solo il motore franco-tedesco per l’Ue, ora c’è anche quello italotedesco».

Nel nuove scenario geopolitico, che significato assume la clausola di difesa reciproca dei Trattati Ue?
«Per difendere la pace serve affrontare il tema della difesa perché più l’Europa è in grado di garantire la propria sicurezza meno rischi ci sono di un possibile conflitto. Va rafforzata la difesa in un’ottica Nato. Forza Italia è per la difesa europea, come voleva De Gasperi e poi Berlusconi».

L’Italia è per un accesso accelerato dell’Ucraina all’Ue?
«Siamo favorevoli all’adesione dell’Ucraina, però prima ci sono i Balcani, con i quali abbiamo un impegno, per noi rappresentano una priorità. Il 3 marzo a Roma ospiteremo la riunione degli Amici dei Balcani. Il primo aprile saremo a Belgrado con il ministro tedesco Wadephul per dare un segnale di attenzione alla Serbia. Aiuteremo l’Ucraina, che deve fare un percorso».

ll voto all’unanimità frena la velocità decisionale dell’Ue. Lei è per il superamento. Come convincerà Meloni?
«Non è un tema che abbiamo mai discusso all’interno della maggioranza di governo. Senza il voto a maggioranza qualificata non ci sarebbe stata l’approvazione del Mercosur. Se vogliamo andare avanti non * possiamo fermarci all’unanimità. Le prime riforme si possono fare anche senza cambiare i Trattati. La sollecitazione americana deve spingerci ad accelerare la capacità europea di prendere decisioni».

Avete discusso anche di demografia.
«Siamo il più grande mercato mondiale. La demografia è un elemento chiave economicamente e per la nostra identità. Non possiamo dire soltanto occupiamo con gli immigrati i posti di lavoro che mancano nell’industria e nell’agricoltura. La sanatoria di Sánchez non è la soluzione, ne va della sicurezza interna dell’Ue ed è un tema che ho posto durante la riunione».

L’Italia ha superato la sua tradizionale cautela verso l’Iran. Vi siete coordinati con Meloni?
«È cambiata la situazione in Iran, non è che siamo cambiati noi. Di fronte a notizie che parlano di 30.000 morti non si poteva non dare un segnale e tutta l’Ue è stata unanime. Anche in tutta Italia c’è stata una posizione unanime, i partiti di governo sono tutti quanti favorevoli. Ma non significa che non bisogna tenere aperto il dialogo con l’Iran».

Teheran ha replicato che per loro gli eserciti europei saranno considerati «terroristi».
«In Europa c’è democrazia, non reprimiamo l’opposizione uccidendo le persone».

Domani siete in missione nelle tre regioni colpite dal ciclone. II Fondo di solidarietà Ue ha risorse limitate. II Pnrr è nella fase finale. Ritiene sia opportuno usare i fondi destinati al Ponte?

«I fondi per il Ponte vanno usati per il Ponte. L’Europa è sempre stata generosa quando ci sono state calamità. Andrò con Ice, Simest, Sace e Cassa depositi e prestiti per capire come aiutare le imprese che esportano e quelle che partecipano alle filiere. Le disponibilità economiche si trovano».

Aprire a Calenda può creare malumori in Forza Italia?
«Tutto il partito è con me. L’obiettivo è creare un’alternativa di centro alla sinistra, e vincere alle amministrative. Con Azione siamo già al governo in Basilicata. L’idea è di collaborare su alcune questioni, Calenda fa la campagna per il sì al referendum sulla giustizia. Posso non essere d’accordo su alcune cose con Calenda, ma non significa che non possiamo trovare un candidato comune a Milano o a Torino o a Roma».

II referendum rischia di diventare un voto sul governo?
«I cittadini italiani si devono porre la domanda se va bene il sistema della giustizia com’è oppure vogliamo cambiare. Si vota sulla riforma della Giustizia».

Occhiuto ha detto che non la sfiderà al congresso ma che FI dovrebbe diventare più liberale e riformista. Non lo è abbastanza?
«È uno dei vicesegretari del partito, quindi è parte della leadership di Forza Italia. Abbiamo approvato a settembre un manifesto sulla libertà e dedicato tre giorni di lavoro al tema della libertà, come si declina in tutti i settori della vita».

Vannacci sta diventando una spina nel fianco della maggioranza?
«Le idee di Vannacci riguardano la Lega, io non interferisco nelle questioni interne degli altri partiti, non l’ho mai fatto».

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