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Programma JPO

Il Programma “Giovani Funzionari delle Organizzazioni Internazionali”, noto anche come Programma JPO, è un’iniziativa finanziata dal Governo Italiano attraverso la Direzione Generale per la Cooperazione allo Sviluppo del MAECI e l’AICS e curata dal Dipartimento degli Affari Economici e Sociali delle Nazioni Unite (UN/DESA). Il Programma deriva da una risoluzione del Consiglio Economico e Sociale delle Nazioni Unite adottata nel 1961, che approvava e incoraggiava la collaborazione dei volontari (finanziati dai rispettivi paesi di origine) in iniziative e programmi di cooperazione allo sviluppo.

L’Italia ha aderito a questo schema a metà degli anni ’70 e nel corso degli anni lo ha sviluppato in un Programma completo, estendendo la sua sponsorizzazione dal Segretariato delle Nazioni Unite e dagli Organismi competenti a enti e agenzie specializzate del sistema delle Nazioni Unite, nonché ad altre organizzazioni internazionali con cui il Governo italiano ha stipulato accordi specifici.

I Junior Professional Officers sono impiegati delle varie OOII, in generale con status di funzionari internazionali a tutti gli effetti (UN Professional Staff, livello P2 del sistema UN) in accordo con i rispettivi MoUs.

Lo scopo del Programma JPO è duplice:

  1. a) favorire le attività di cooperazione delle organizzazioni internazionali associando giovani talenti ad iniziative di sviluppo;
  2. b) consentire a giovani professionisti che aspirano a una carriera internazionale di maturare esperienze rilevanti che potrebbero ampliarne le possibilità di reclutamento da parte delle organizzazioni stesse o in ambito internazionale.

La posizione è della durata di due anni, estendibili ad un terzo anno su richiesta dell’organizzazione ricevente.

Ad oggi (2026), l’Italia ha sponsorizzato più di 2000 Junior Professional Officers.

Anche grazie alla qualità dei JPO italiani, i tassi di retainment nel Sistema onusiano sono molto elevati, con punte superiori al 90% dopo qualche anno dalla conclusione dell’esperienza. Fra quanti non proseguono il proprio percorso professionale nelle Nazioni Unite, molti intraprendono percorsi di carriera ugualmente brillanti nelle ONG, in diplomazia o nel settore privato.

La qualità dei JPO italiani, ampiamente riconosciuta nell’ambito delle Nazioni Unite, è garantita da un processo selettivo indipendente e meritocratico curato da UNDESA sotto la supervisione del MAECI. Le candidature sono circa 3.000 ogni anno (le donne sono il 60%), e la selezione risulta pertanto estremamente competitiva.

 

Requisiti per candidarsi

I requisiti necessari per l’ammissione Programma JPO sono:

– l’età (tra i 28 e i 32 anni)

– la cittadinanza italiana (salvo per le posizioni dedicate a candidati dei PVS, vedi approfondimento al 3.1)

– l’ottima conoscenza della lingua inglese e italiana

– la laurea specialistica/magistrale o laurea magistrale a ciclo unico o laurea/laurea triennale accompagnata da un titolo di Master universitario oppure il Bachelor’s degree accompagnato da un titolo di Master universitario.

Oltre ai requisiti essenziali, alcune qualificazioni aggiuntive sono considerate elementi importanti in fase di valutazione, come ad esempio la conoscenza di altre lingue ufficiali delle Nazioni Unite o lingue parlate nei paesi in via di sviluppo; il possesso di ulteriori titoli accademici e/o corsi di formazione rilevanti; una solida esperienza professionale.

I candidati dovranno inoltre essere motivati e disposti ad adattarsi a diversi ambienti di lavoro; dovranno dimostrare dedizione nei confronti dei valori fondamentali delle Nazioni Unite, cioè integrità, professionalità e rispetto della diversità.