Sulle coste della regione orientale del Marocco è in fase di realizzazione il complesso portuale e industriale di Nador West Med (NWM), un’infrastruttura del valore di cinque miliardi di euro che mira a creare un nuovo snodo logistico tra Europa e Africa subsahariana.
L’infrastruttura si inserisce nella strategia di sviluppo policentrico promossa dal Governo marocchino per intercettare i flussi commerciali internazionali, il cui principale punto di riferimento è rappresentato da Tangeri Med, il grande porto con proiezione sia atlantica sia mediterranea situato sullo stretto di Gibilterra. Nell’ambito di questa strategia, Nador West Med è concepito sia come piattaforma complementare, destinata ad assorbire parte del traffico marittimo e a ridurre la congestione della struttura di Tangeri Med, sia come motore di sviluppo economico territoriale. In un’area caratterizzata da un tasso di disoccupazione superiore al 21%, le Autorità stimano infatti che il complesso potrà generare oltre 15.000 posti di lavoro nei primi tre anni di attività, fino a raggiungere circa 50.000 occupati entro il biennio 2032-2033. A sostegno dell’investimento intervengono inoltre istituzioni finanziarie internazionali quali la BERS (Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo), la BEI (Banca europea per gli investimenti) e il FADES (Fondo Arabo per lo Sviluppo Economico e Sociale).
Il progetto prevede due componenti distinte ma strettamente integrate: il complesso portuale e la piattaforma industriale. Il porto, la cui entrata in funzione è prevista entro la fine del 2026, sarà dotato di sette terminal specializzati. I due terminal container sono già stati affidati a consorzi internazionali che comprendono operatori quali Marsa Maroc, MSC e CMA CGM. Sono inoltre previsti terminal dedicati alle merci non containerizzate, al traffico Ro-Ro (sistema di trasporto marittimo che consente ai veicoli di imbarcarsi e sbarcare tramite rampe dedicate) e al dry bulk (trasporto di materie prime solide sfuse), oltre a un terminal GNL con capacità pari a cinque miliardi di metri cubi e a un terminal per prodotti energetici liquidi con una capacità di 25 milioni di tonnellate. Nella fase iniziale, i terminal container avranno una capacità di movimentazione di cinque milioni di TEU (Twenty-foot Equivalent Unit, unità di misura standard del trasporto marittimo), con possibilità di espansione fino a oltre 12 milioni di TEU.
Adiacente alle banchine si sviluppa l’area riservata alle attività economiche, articolata in una zona logistica, una zona energetica e nella cosiddetta Zona di Accelerazione Industriale (ZAI) di Betoya. Quest’ultima si estende attualmente su 300 ettari, dei quali il 60% risulta già occupato da investitori asiatici attivi nei settori delle energie rinnovabili e della componentistica industriale, nonché da gruppi europei operanti nella filiera automobilistica. La prossimità ai mercati europei, verso cui è diretto il 90% delle esportazioni marocchine, unitamente alla disponibilità di manodopera qualificata e a una rete efficiente di collegamenti autostradali e ferroviari, costituisce un potenziale fattore di attrazione per nuovi investimenti nell’area di Nador West Med.
La significativa presenza di operatori internazionali rappresenta un indicatore dell’interesse crescente verso il progetto e verso il ruolo strategico che il Marocco intende assumere nelle catene logistiche regionali. Nador West Med rappresenta un’infrastruttura strategica inserita in una più ampia politica industriale e di sviluppo logistico, attraverso la quale il Marocco punta a consolidare la propria funzione di collegamento tra Atlantico, Africa ed Europa. In questa prospettiva, il progetto è destinato a esercitare un impatto rilevante sugli equilibri economici e commerciali regionali nel prossimo decennio. L’integrazione mediterranea trova così una concreta espressione sul piano infrastrutturale e logistico.