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Tajani: «Ecco il nostro piano per abbassare le tasse agli italiani» (Libero)

La sferzata di Libero a fare qualcosa di centrodestra, cioè abbassare le tasse agli italiani, è in sintonia con le proposte del Vicepremier e leader di Forza Italia, Antonio Tajani, che ringrazia il direttore Sallusti «per averle rilanciate nel suo editoriale».

Ministro, allora, le elezioni si avvicinano e per proseguire nell’azione di governo serve uno scatto in avanti, soprattutto in tema di tasse da abbassare. Cosa sta facendo in questo senso il governo?

«Il mantra è sempre quello berlusconiano: meno tasse, meno tasse, meno tasse. Stiamo lavorando per mettere sul tavolo della coalizione una serie di proposte che in parte possono essere realizzate subito, in parte sono da mettere in agenda per la prossima legislatura».

Andiamo sul concreto. Ci dà alcune priorità sulle quali lavorare con gli alleati?

«La prima è quella di detassare le tredicesime: al 100% le più basse e poi con una tassazione progressiva, a mano a mano che la cifra aumenta. L’altra idea sulla quale stiamo lavorando è la riduzione/abolizione del bollo per le auto e le moto. La terza riguarda la riduzione dell’aliquota Irpef dal 35 al 33% per i redditi fino a 60mila euro. Ma ce ne sono altre molto importanti: una è quella di portare le detrazioni delle spese sanitarie nell’anno in cui vengono sostenute e non nell’anno successivo. Questo perché se devo curarmi, delle risorse ne ho bisogno subito. Un altro tema sul quale stiamo lavorando è quello dei giovani. Pensiamo ad agevolazioni per le start up (niente tasse per i primi 5 anni) e per chi ci investe, o per chi assume giovani. E ancora agevolazioni in più, oltre a quelle che ci sono già, per le donne. Infine, stiamo studiando l’idea di una Flat Tax che premi chi produce di più».

Ce la può spiegare meglio?

«Si potrebbe riassumere così: più produci, meno paghi. Questo solo per la parte di reddito Irpef che eccede quello dichiarato nell’anno precedente. Per la parte in più stiamo pensando a un’aliquota fissa bassa».

Dove troverete i soldi per fare tutte queste operazioni?

«In Italia ci sono risparmi privati tra i 1.800 e i 2.000 miliardi di euro. Se una parte degli italiani investisse nelle grandi infrastrutture, nei grandi progetti pubblici attraverso partnership pubblico-private, lo Stato spenderebbe di meno e avrebbe più risorse per abbassare le tasse. Ovviamente, si tratterebbe di investimenti volontari che garantirebbero un ritorno economico e che potrebbero interessare innanzitutto le casse di previdenza o le assicurazioni. Questa idea ci è stata copiata da Elly Schlein, con la differenza che in realtà tutta la sinistra quei risparmi li vuole colpire attraverso la patrimoniale. Noi non lo permetteremo mai».

Ragionevolmente, di tutte le idee che ha messo sul tavolo, quali si possono fare subito e quali finiranno nel programma elettorale da presentare agli italiani al rinnovo del Parlamento?

«Ne parleremo con gli alleati e decideremo anche in base ai conti pubblici. La cosa importante è aprire il dibattito sulla questione fiscale e fissare il principio che chi è virtuoso nel pagare le tasse deve essere premiato».

Però le elezioni sono il prossimo anno, come vi presenterete alle elezioni? Con semplici promesse?

«Certo che no. Abbiamo risultati che sono II e ognuno può vederli. Dal 2022 abbiamo abbattuto di 33 miliardi la pressione fiscale su famiglie e piccole imprese; abbiamo creato un milione e 200mila nuovi posti di lavoro; abbiamo ridotto drasticamente lo spread; la Borsa è cresciuta a dispetto di guerre e dazi; anche nell’export abbiamo ottenuto risultati straordinari, con una crescita del 3,3% e un volume che si avvicina ai 700 miliardi. Insomma, in questi anni abbiamo gettato le fondamenta per la crescita e nei prossimi costruiremo la casa».

Qual è la ragione principale dl questi risultati?

«La stabilità di governo che crea credibilità internazionale, non solo politica ma anche economica, attraendo investimenti dall’estero e permettendo a chi investe di poter programmare a lungo termine. è a questo che servirà anche la nuova legge elettorale. A dare ancora più stabilità al governo che vincerà le elezioni».

A proposito di legge elettorale, ci sono state parecchie polemiche e più di una frizione politica nel centrodestra. Troverete la quadra?

«Il centrodestra l’ha trovata sempre dal ’94 a oggi. Siamo tre partiti a volte con idee diverse, ma alla fine prevale sempre la volontà politica di rafforzare il progetto comune. A differenza della sinistra che è un’alleanza elettorale, noi siamo una coalizione che ha un denominatore comune che si chiama libertà».

Un altro tema caldo di questi giorni è il rincaro della benzina. Interverrete? E se sì, come?

«Nel breve termine le accise mobili (usare il maggior gettito Iva dovuto ai rincari, per abbassare il prezzo alla pompa, ndr) sono una scelta che si può adottare subito. Poi, come Forza Italia, abbiamo proposto di valutare la creazione di un bonus per i dipendenti privati che hanno redditi bassi. Dal punto di vista più strategico, invece, porteremo in Parlamento il progetto di usare la maggior flessibilità concessaci dall’Europa per contrastare gli effetti della crisi energetica».

Cambiamo argomento. A Berlino si è rivisto il volto feroce del terrorismo islamico. Un problema che va affrontato anche in Italia…

«C’è oggettivamente un pericolo legato al terrorismo islamico, perché ci sono lupi solitari che si collegano poi tra loro via social, ma non solo. Teniamo presente che nell’Africa sub-sahariana il terrorismo islamico è molto forte e si collega con l’immigrazione irregolare. Dobbiamo vigilare attentamente su chi arriva. Così come sulle seconde generazioni che si radicalizzano. Le spese per la sicurezza tanto contestate servono anche a questo, non solo a comprare armi».

Dagli scontri No Tav a Chiomonte, a Bologna, la galassia antagonista sta diventando sempre più violenta…

«Erano anni che non si lanciavano molotov sulle forze dell’ordine. Si tratta di attacchi premeditati, organizzati anche a livello internazionale. Da Chiomonte a Bologna è probabile che ci siano collegamenti. Queste manifestazioni vanno stroncate perché siamo di fronte a delinquenti. Questo non è diritto a manifestare e lo Stato non può che essere durissimo contro chi si comporta in modo violento ed eversivo».

Secondo la sua esperienza, la sinistra ha responsabilità in questa escalation?

«Ci sono cattivi maestri, questo è innegabile. L’odio nei confronti delle forze dell’ordine in una certa sinistra è antico. Io ricordo sempre Pasolini che diceva di stare dalla parte dei poliziotti figli del popolo, e non con i figli di papà che invece di studiare li aggredivano. E poi vede, a sinistra anche quando si condannano queste azioni, c’è sempre un “ma” sottinteso. Insomma, dalla sinistra arrivano condanne tardive e formali, mai convinte e sostanziali».

  • Autore: Fabio Rubini
  • Testata: Libero

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