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Tajani: «Capisco il loro nervosismo, sui migranti hanno fallito. Ceuta non è un fatto marginale, agire era un nostro dovere» (Corriere della Sera)

Tajani_Capisco il loro nervosismo, sui migranti hanno fallito. Ceuta non è un fatto marginale, agire era un nostro dovere
Tajani_Capisco il loro nervosismo, sui migranti hanno fallito. Ceuta non è un fatto marginale, agire era un nostro dovere

«Capisco il nervosismo spagnolo per la loro politica fallimentare sui migranti, ma noi abbiamo il dovere di proteggere i confini italiani, che sono fra l’altro anche 7 mila chilometri di confini europei, che riguardano anche altri Stati, e che sono dunque confini di tutta l’Unione. Noi siamo sempre stati solidali con la Spagna, siamo amici degli spagnoli, ma la loro politica su questo dossier non è perfetta, e noi i nostri passi li abbiamo fatti dopo un’attenta valutazione del ministero dell’Interno».

Antonio Tajani, ministro degli Esteri, respinge al mittente le accuse contro il governo italiano che continuano ad arrivare dalla Spagna. E respinge anche le critiche del ministro degli Esteri di Madrid che, dopo Sánchez, punta il dito contro l’Italia e mette nero su bianco che il nostro Paese «non è all’altezza» della situazione e avrebbe assunto una posizione «irresponsabile».

José Manuel Albares accusa il governo italiano di non essere in grado di gestire le crisi ricorrenti su Lampedusa, al contrario della loro risposta pronta rispetto a quello che è successo a Ceuta. Il primo ministro spagnolo Sánchez ci ha definito superficiali e fuori dal rispetto dei Trattati europei. Come rispondete? Fra l’altro noi siamo l’unico Paese europeo ad avere sospeso la libera circolazione dalla Spagna: gli altri non l’hanno fatto, compresa la Danimarca, che è d’accordo sul nostro allarme, e la Francia, che ha migliaia di chilometri di confini con la Spagna.

«Ognuno fa le sue valutazioni, noi l’abbiamo basata su elementi oggettivi, analizzati in comitati istituzionali competenti. E che fine faranno i 5 mila migranti sub-sahariani a Ceuta, che non potranno essere rimandati in Marocco? Dove andranno? Non è un caso che il governo socialista della Danimarca abbia condiviso per primo le nostre preoccupazioni insieme a tanti altri Stati della Ue. Quello che è successo a Ceuta non è qualcosa di marginale, è un rischio per tutta l’Unione, ed è nostro diritto chiedere misure aggiuntive, chiarimenti e misure preventive perché questi fatti non si ripetano e non compromettano il tessuto sociale di altri membri della Ue».

Secondo il governo spagnolo arrivano in Italia il doppio di irregolari di quanti arrivino in Spagna e dunque la vostra posizione è solo dettata da convenienze elettorali.

«Anche in questo caso non sono d’accordo: in primo luogo con i numeri che citano, che sono datati, precedenti al 2021, i dati veri sono altri, da noi c’è stato un dimezzamento degli arrivi irregolari, anche grazie a una politica estera che sul dossier migratorio sotto il governo Meloni è stata più che responsabile, a cominciare dagli effetti di un Piano Mattei che è sistemico e che sta dando i suoi frutti».

Eppure, altre analisi dicono che le politiche migratorie della Spagna sui migranti, compresa la regolarizzazione di 500 mila stranieri già inseriti nell’economia del Paese, funzionano e hanno un effetto sul Pil che si riverbera sui dati di un’economia che per salari e produttività è molto avanti rispetto a quella italiana.

«La Spagna sta regolarizzando 500 mila stranieri irregolari, e lo sta facendo senza aver condiviso questa scelta con nessuno dei partner europei, e questo non va bene. Ora addirittura si apprende che sono un milione le domande di regolarizzazione, e chi impedisce a queste persone di circolare liberamente nell’area Schengen?».

La Merkel quando era al governo ha accolto più di un milione di stranieri siriani o afghani, integrati nell’economia tedesca, non ha chiesto il permesso agli Stati europei. Ha fatto una scelta politica.

«E noi in questo caso non la condividiamo, ma quel milione di stranieri si trovava già in Germania, era una situazione completamente diversa da Ceuta. Del resto, ci sono dei precedenti, abbiamo già sospeso Schengen con la Slovenia e nessuno ha obiettato nulla, per noi non esiste una politica del diritto assoluto a emigrare. Fra l’altro anche il Ppe spagnolo è molto critico con le scelte di Sánchez».

La sinistra italiana vi accusa di aver fatto una mossa elettorale, di aver cambiato le regole delle frontiere solo per coprirvi rispetto a Vannacci.

«Guardi per noi Vannacci è ininfluente, non prendiamo decisioni sulla base di quello che fa Vannacci. E Sánchez non è il salvatore del mondo, ognuno ha il diritto-dovere di prendere le decisioni che ritiene opportune, nel rispetto però delle regole europee».

Cosa pensa di quello che ha detto Conte sull’Ucraina?

«Vorrei capire cosa pensano il Pd e la Schlein, il cui silenzio di un giorno sulle parole di Conte è stato assordante: sono dichiarazioni di un ex premier che si commentano da sole, a me sembra che l’unico che insegue veramente Vannacci su posizioni filorusse sia Conte e ritengo sia piuttosto grave. Vorrei capire come si candidano a governare, con quale linea».

Cosa farete sul Safe, sulle spese militari finanziate dall’Unione europea?

«L’Italia ha opzionato 14,9 miliardi di euro, sarà ora il governo italiano, sentendo il Parlamento, a decidere quanti ne useremo. Le spese sono già previste dalla Difesa, il Safe è solo un modo per finanziarle a tassi più bassi. Quel che è certo è che non si tratta di “soldi per fare la guerra”, come sostiene il campo ristretto, ma al contrario per evitarla, soprattutto per mettere l’Italia in sicurezza e al riparo dalle guerre potenziali scatenate da altri ai confini dell’Europa. Perché senza sicurezza, sia chiaro, non può esserci libertà».

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