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Tajani: “Argentina-Italia: costruire una forte alleanza economica sulla base di radici comuni” (LA NACION)

“Argentina-Italia: costruire una forte alleanza economica sulla base di radici comuni”
“Argentina-Italia: costruire una forte alleanza economica sulla base di radici comuni”

Editoriale del Vice Presidente del Consiglio e Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale italiano, On. Antonio Tajani

Sono molto lieto di iniziare oggi, a due anni dalla mia ultima missione, una nuova visita in Argentina. Italia e Argentina sono unite da un legame di amicizia senza eguali, alimentato anche dalla presenza in questo Paese di oltre un milione di cittadini italiani e di più di venti milioni di discendenti di origine italiana. Ogni volta che arrivo a Buenos Aires è impossibile non sentirsi immediatamente a casa.

Ringrazio le Autorità argentine, che in ogni occasione contraccambiano questo sentimento di profonda amicizia. Incontrerò il Presidente Milei, il Capo di Gabinetto dei Ministri Santilli e il Ministro degli Esteri Quirno, con cui il dialogo si è fatto negli ultimi due anni sempre più fitto e proficuo.

Porto un messaggio politico di impegno operativo e concreto per il rafforzamento del partenariato tra Italia e Argentina in tutti i settori, sulla base del Piano d’Azione firmato lo scorso anno dal Presidente del Consiglio Meloni e dal Presidente Milei. Per questo guiderò una grande missione di sistema, alla quale parteciperanno anche il Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, il Presidente di Confindustria Emanuele Orsini e una nutrita delegazione di circa 100 imprese italiane.

L’America Latina è una regione prioritaria per la politica estera italiana, e l’Argentina ne è l’interlocutore privilegiato, il punto di riferimento politico per rafforzare la nostra presenza nell’area.

Abbiamo portato questa visione in tutti i contesti internazionali, nel G7 e in Europa. È anche grazie al nostro impegno e alla nostra pressione che abbiamo raggiunto da poco un traguardo storico: l’accordo UE-Mercosur, il più grande accordo di libero scambio mai negoziato dalla Commissione europea, che mette in relazione 31 Paesi, circa 730 milioni di consumatori, un quarto del PIL mondiale. Una vera rivoluzione diplomatica.

Per questo sono qui insieme a Confindustria e a tante imprese di eccellenza per cogliere insieme, imprese italiane ed argentine, tutte le grandi opportunità che provengono da questo accordo.

Partiamo da una base solida. Nel 2025 il nostro interscambio ha raggiunto 2,45 miliardi di euro, in crescita rispetto al 2024. Ma non basta, il potenziale è enorme e vogliamo coglierlo appieno! Per questo ho messo l’Argentina e l’America Latina tra le priorità del Piano per l’internazionalizzazione del nostro tessuto produttivo in tutti i mercati a più alto potenziale.

Le nostre imprese sono pronte. In Argentina sono già attive oltre trecento imprese a capitale italiano in tutti i settori prioritari, dall’automotive, all’impiantistica, alle costruzioni, nella manifattura. Vogliamo lavorare sempre più anche nello spazio e sull’intelligenza artificiale. E poi i settori, sempre più cruciali, dei minerali critici e dell’energia.

Penso ai grandi investimenti promossi in questi anni dalle imprese italiane per l’estrazione, trasporto e liquefazione di gas dal giacimento di Vaca Muerta: il maggior investimento privato nella storia dell’Argentina, con ricadute significative anche sul piano occupazionale. Un progetto che testimonia il nostro impegno per collaborazioni industriali di lungo periodo.

Le nostre imprese sono pronte ad investire in Argentina e nel Mercosur, e vogliamo portare sempre più gli amici argentini a investire in Italia. Per questo aprirò a Buenos Aires un grande Forum imprenditoriale per la crescita, organizzato insieme a Confindustria, ICE Agenzia e con le Agenzie per l’Internazionalizzazione, per creare sempre più occasioni di contatto tra le nostre imprese.

Ci concentreremo in particolare su cinque settori prioritari: agroalimentare, farmaceutico-medicale, transizione energetica, macchinari e impiantistica, tecnologie digitali — con decine di piccole e medie imprese impegnate in incontri diretti con le controparti locali.

Sono poi molto lieto che questa missione si intrecci, in questi stessi giorni, con il Foro Pymes Italia-America Latina organizzato a Buenos Aires dall’Organizzazione Internazionale Italo-Latino Americana: un’ulteriore, concreta testimonianza di quanto l’Argentina sia oggi un punto di riferimento per tutta la cooperazione economica regionale.

Nei prossimi giorni, insieme agli amici argentini parleremo anche di collaborazione culturale, penso al grande ruolo che ha l’Argentina nella comunità dell’Italofonia che ho lanciato lo scorso anno. Parleremo di collaborazione universitaria, di cooperazione giuridica – penso ai programmi Falcone e Borsellino – così come alla cooperazione in materia di difesa, a sostegno della modernizzazione delle Forze Armate. E naturalmente parleremo di diplomazia sportiva e del profondo legame che ci unisce attraverso lo sport. Tanti tasselli, tutti ugualmente importanti, di quello straordinario mosaico che è il legame tra Italia e Argentina.

Su questa base solidissima vogliamo costruire il prossimo capitolo della nostra relazione. L’Argentina di oggi offre un orientamento economico chiaramente pro-mercato, un impianto di valori ancorato a quello dell’Occidente: libertà, democrazia, principi del libero mercato. Condividiamo la stessa battaglia contro la burocrazia che frena la crescita delle nostre imprese.

Arrivo quindi a Buenos Aires con una convinzione profonda. Il legame di amicizia che unisce Italia e Argentina è pronto a crescere e diventare una straordinaria alleanza operativa a livello politico, economico e culturale.

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