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Sicurezza e sostenibilità energetica

Il forte dinamismo del settore energetico, percorso da una trasformazione e rivoluzione tecnologica senza precedenti, sta sempre più imponendo al centro dell’agenda internazionale, in stretta connessione alle questioni ambientali e del cambiamento climatico, il tema della transizione energetica verso fonti d’energia pulite e rinnovabili. Si tratta di una priorità di carattere politico, securitario ed economico, da cui discende la necessità –ancor più per i Paesi come il nostro, fortemente dipendenti dalle importazioni di energia- di poter far fronte al c.d. “trilemma energetico”: ovvero, di poter disporre di forniture sicure, stabili e prevedibili, a costi competitivi per famiglie ed imprese, senza venire meno all’impegno inderogabile della sostenibilità di lungo periodo, in vista dei nostri obiettivi di transizione energetica al 2030 e dell’obiettivo di “emissioni nette zero” al 2050.

In tale contesto, le politiche energetiche hanno da tempo assunto un ruolo centrale ai fini delle elaborazioni di politica estera e in termini di sicurezza nazionale, impegnando anche il nostro paese, oltre che in sede UE, in una serie di formati a geometria variabile, bilaterali o multilaterali, necessari a tutelare i nostri interessi e promuovere collaborazioni con Paesi fornitori e partner (ad esempio nel Mediterraneo), oltre che nell’ambito dei numerosi fori internazionali che si occupano di sicurezza e transizione energetica.

Gli obiettivi dell’Italia si pongono in linea con quanto previsto in ambito UE dall’Unione dell’Energia (sicurezza e solidarietà; un mercato energetico pienamente integrato; efficienza energetica e moderazione della domanda; decarbonizzazione dell’economia; ricerca, innovazione e competitività) e dall’European Green Deal, che sancisce l’obiettivo della neutralità climatica al 2050.

Il punto di partenza dell’Italia – anche grazie al ruolo di leadership a livello globale di diversi nostri gruppi industriali –  è quello di un paese “virtuoso” e ambizioso, nell’ambito del quadro delineato dal Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima, con obiettivi al 2030 su energia rinnovabile, efficientamento e riduzione delle emissioni di CO2, nonché nella prospettiva di una strategia per un’economia a emissioni nette pari a zero (neutralità climatica) al 2050. In particolare, sono in aumento, nel mix energetico, i contributi delle fonti rinnovabili e del gas naturale (risorsa di stabilizzazione e transizione verso le stesse rinnovabili); diminuisce il peso del petrolio e diventa residuale quello dei combustibili solidi (di cui si cesserà l’utilizzo per la produzione di elettricità entro il 2025). Essenziale, risulterà inoltre l’ulteriore aumento della nostra efficienza energetica. Restiamo tuttavia fortemente dipendenti da approvvigionamenti esteri, con un deficit medio della bilancia energetica negli ultimi anni di circa 30 miliardi annui.

In questo contesto, la Farnesina riveste un ruolo centrale nel conciliare le priorità nazionali con l’azione internazionale, e nel curare il coordinamento con il Sistema Paese, promuovendone la competitività e sostenibilità di lungo periodo. La nostra politica estera include pertanto temi fondamentali per l’interesse energetico nazionale quali:

– la promozione dell’energia rinnovabile e dell’efficienza energetica a livello globale, favorendo anche crescita economica, creazione di posti di lavoro, lotta alla povertà energetica: obiettivi che hanno assunto un’importanza ancora maggiore nella prospettiva di ripresa post-Covid;

– l’utilizzo, in chiave cooperativa e di benefici condivisi con gli altri Paesi rivieraschi, delle risorse del Mediterraneo, in vista di più ampie collaborazioni strategiche nei settori del futuro (interconnessioni elettriche, produzione di rinnovabili ed idrogeno verde, efficienza energetica, etc);

– la sicurezza energetica nella transizione, anche in chiave di sviluppo di nuove infrastrutture, necessarie a garantire approvvigionamenti sostenibili, sicuri e diversificati

– la partecipazione profilata alle grandi organizzazioni di settore.