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Tajani: La Conferenza sui Balcani a Trieste: Italia protagonista (Il Sole 24 Ore)

L’ECONOMIA CARTA VINCENTE PER LA PACE NEI BALCANI

La Conferenza nazionale “L’Italia e i Balcani Occidentali: crescita e integrazione” che si svolgerà a Trieste martedì 24 gennaio è un’iniziativa che ho voluto fortemente per sancire un nuovo attivismo politico dell’Italia nella regione, lanciando una strategia nazionale per potenziare la presenza delle nostre imprese, ma anche per favorire una maggiore interconnessione economica dei Paesi dei Balcani Occidentali. Dobbiamo accelerare un processo di sviluppo sostenibile che ha un obiettivo politico strategico: anche con l’economia far crescere stabilità e sicurezza ai nostri confini.

Non è un caso se a Trieste si riuniranno le principali realtà associative del mondo produttivo italiano interessate ai Balcani Occidentali, assieme alle Istituzioni chiamate ad accompagnarle sui mercati esteri.

Le azioni a sostegno del nostro export potranno rafforzare una tendenza già in atto, considerato che nel 2021 abbiamo recuperato e superato i livelli registrati prima della pandemia, aumentando le nostre esportazioni del 4,7% rispetto al 2019. Nei primi nove mesi del 2022 si registra un incremento del 31% rispetto all’analogo periodo del 2021. Si potrà inoltre beneficiare di un andamento dinamico e positivo della crescita economica dei paesi d’area. Basti pensare che il Pil in Serbia è cresciuto del 24% nel biennio 2020-2022.

Per accrescere le quote di mercato dei nostri prodotti realizzeremo nei prossimi mesi numerose azioni promozionali, secondo una programmazione differenziata per Paese, che favorisca l’offerta delle nostre aziende attraverso i canali della grande distribuzione dei Paesi balcanici. Questo vuol dire che numerose aziende dell’agroalimentare, centinaia di piccole e medie imprese, troveranno posto sugli scaffali di 700 punti vendita in angoli dedicati al Made in Italy. A maggio, inoltre, l’Italia sarà partner nella principale Fiera internazionale del settore agricolo del sud est Europa che si svolgerà in Serbia.

A Trieste chiariremo che a disposizione delle nostre aziende, soprattutto piccole e medie, abbiamo previsto una specifica linea di finanziamento che consenta loro di affrontare con successo la presenza nei Balcani.

A Trieste confermeremo che con il Fondo 394/81, gestito da Simest, abbiamo creato una specifica quota di 200 milioni riservata ad operazioni nei Balcani occidentali. Le imprese potranno utilizzare il fondo per finanziare l’accesso a questi mercati, per potenziare l’utilizzo dell’e-Commerce, coprire i costi per la certificazione dei propri prodotti, assumere temporaneamente manager specializzati in tecniche digitali per l’export, oppure per finanziare studi di fattibilità, partecipazioni a fiere o consulenze professionali. Questi finanziamenti godranno di una quota dei 10% a fondo perduto, il resto a tassi fortemente calmierati e con una totale esenzione dalla richiesta di garanzie. Nei prossimi mesi dedicheremo inoltre grande attenzione ai progetti di natura transnazionale che interessano l’area del Balcani occidentali. In questa strategia assumono un ruolo centrale tema della connettività regionale, con i progetti di sviluppo infrastrutturale che ad esso sono collegati – in particolare nel settore ferroviario – e quello della transizione energetica ed ecologica.

A Trieste discuteremo di come intercettare i fondi comunitari destinati alla realizzazione del “Corridoio Pan-Europeo 10”, che attraversa Austria, Slovenia, Croazia, Serbia, Macedonia del Nord e Grecia, terminando nei porti greci di Salonicco e di Igoumenitsa. Si tratta di opere strategiche per l’Italia per l’integrazione interregionale dei Balcani e per i collegamenti con l’Italia Ma si tratta anche di circa 2 miliardi di lavori, che diventano 6,5 se consideriamo anche i fondi messi a disposizione del Pnrr croato, per intercettare i quali sarà necessaria un’azione incisiva verso le banche multilaterali di sviluppo, come la Bers e la Bei (presenti a Trieste), con missioni istituzionali che accompagnino le nostre imprese.

Altro obiettivo comune ai Paesi della regione è la realizzazione di progressi sul fronte della transizione energetica. I Paesi dei Balcani Occidentali presentano ancora oggi un elevato grado di dipendenza dai combustibili fossili per la produzione di energia elettrica. Anche per questi Paesi è decisivo avviare una transizione verso modalità più sostenibili, aumentando gli investimenti sulle rinnovabili. Indicheremo quali sono le molteplici fonti di finanziamento di varia natura, nazionali, europee e multilaterali.

Penso ancora alle operazioni in corso nell’area di Sace, presente anch’essa a Trieste, che faranno senz’altro da traino per l’acquisizione di importanti commesse da parte delle nostre aziende. L’Italia è già un punto di riferimento nei Balcani. Basti pensare all’elettrodotto tra Italia e Montenegro, il primo ponte elettrico realizzato da Terna tra l’Italia e i Balcani. Saremo chiamati quindi a rafforzare il nostro ruolo di hub europeo e mediterraneo nella trasmissione elettrica, estendendo la nostra azione nell’area. Il 24 gennaio a Trieste avvieremo dunque un cammino comune e uno sforzo collettivo di tutte le energie del Paese. L’Italia vuole svolgere un molo chiave e vuole essere protagonista nel processo di sviluppo e di integrazione con i mercati dell’Unione Europea di un’area per noi di interesse strategico. Far crescere l’economia per consolidare pace e stabilità.

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