La diplomazia cibernetica è un concetto che si riferisce all’uso della diplomazia tradizionale e degli strumenti digitali per promuovere la cooperazione internazionale, la sicurezza e gli interessi nazionali nel contesto delle tecnologie informatiche.
La diplomazia cibernetica è imperniata sulla collaborazione internazionale bilaterale e multilaterale volta a condividere informazioni sulla sicurezza informatica, prevenire attacchi cibernetici, contribuire alla costruzione di capacità informatiche nei Paesi in via di sviluppo e definire una governance del cyberspazio.
L’Italia promuove uno spazio cibernetico libero, sicuro, accessibile e rispettoso dei diritti umani, nel quale il diritto internazionale è pienamente applicabile come affermato nel Documento nazionale sul diritto internazionale e lo spazio cibernetico.
Molteplici sono i fronti sui quali il MAECI è impegnato per affermare la propria visione, promuovere il saper fare italiano e contribuire alla stabilità internazionale, anche in attuazione della Strategia Nazionale di Cybersicurezza: si va dai tradizionali fora multilaterali alle numerose coalizioni informali fra Paesi dal comune sentire.
Meccanismo di Tallinn
Il Meccanismo di Tallinn è un’iniziativa multilaterale informale nata nel 2023 con l’obiettivo di sistematizzare e coordinare le attività di assistenza civile all’Ucraina nel campo della cybersicurezza a fronte degli effetti causati dall’aggressione russa. L’Italia, attraverso il MAECI, vi ha aderito insieme ad altri 13 Paesi.
Attualmente l’Italia detiene la Presidenza di turno del Meccanismo, che manterrà fino a dicembre 2026. Il ruolo di guida conferma l’impegno del nostro Paese a favore della cybersicurezza internazionale, della stabilità dello spazio cibernetico e del sostegno all’Ucraina di fronte alle conseguenze dell’aggressione russa.
In questo contesto, il rafforzamento delle capacità cibernetiche civili ucraine concorre alla sicurezza collettiva nazionale ed europea. Nel 2025 l’Italia ha erogato € 1 mln per lo sviluppo di progetti nella regione di Ternopil’ ed intende rinnovare il contributo anche nel 2026 per sostenere la regione di Odessa.
Il Meccanismo valorizza il partenariato pubblico-privato e le aziende interessate a contribuire ai numerosi progetti possono accedere al Catalogo.
In ambito Unione europea
La cooperazione tra gli Stati membri dell’Unione Europea rappresenta un nodo fondamentale e di significativo spessore per l’Italia.
Tra le azioni prioritarie che il MAECI promuove in seno all’UE e in raccordo con le altre Amministrazioni dello Stato spiccano la tutela dei cittadini e delle imprese, la promozione di dialoghi con Paesi terzi e i progetti di capacity building.
In questo ambito l’Italia ha contribuito a realizzare numerose iniziative tra cui:
- EU Cyber Diplomacy Toolbox: pubblicato nel giugno 2017, offre una raccolta di strumenti per sistematizzare le possibili azioni diplomatiche a disposizione dell’UE per prevenire o rispondere ad azioni cibernetiche malevole, al fine di mantenere la pace e la stabilità del cyberspazio;
- EU Cybersecurity Strategy: presentata nel 2020, mira a rafforzare la cooperazione e gli investimenti in cybersicurezza, oltre che a fornire maggiore protezione contro l’aumento delle minacce cibernetiche;
- EU Cyber Solidarity Act: prevede un sistema europeo di allerta, la mutualizzazione della risposta agli attacchi e la creazione di una “riserva” di servizi di risposta agli attacchi;
- EU Action Plan on Cybersecurity and AI: pubblicato nel luglio 2026, che mira ad aiutare gli Stati Membri, gli imprenditori e le autorità pubbliche a beneficiare delle opportunità offerte dalle nuove tecnologie nella consapevolezza dei rischi che le stesse possono comportare, rafforzando la capacità di valutarne le implicazioni prima che vengano immessi sul mercato.
In ambito ONU
L’Italia contribuisce alla stabilità internazionale del cyberspazio promuovendo il dialogo multilaterale in seno alle Nazioni Unite.
Nel gennaio 2021 l’Assemblea Generale dell’ONU ha riunito un Open-ended working group on security of and in the use of information and communications technologies che, nel luglio 2025, ha pubblicato il proprio Rapporto finale.
Il Rapporto approvato nel dicembre 2025 ha permesso la costituzione del “‘Global Mechanism on developments in the field of ICTs in the context of international security and advancing responsible State behaviour in the use of ICTs”.
Il Meccanismo Globale, attivo da marzo 2026, mira a facilitare la condivisione di informazioni e buone pratiche sulle minacce cyber, sulle norme volontarie di comportamento responsabile degli Stati nel cyberspazio, sull’applicabilità del diritto internazionale e sulle misure di costruzione della fiducia, sostenendo la risposta collettiva alle minacce cibernetiche emergenti anche attraverso lo sviluppo di attività di capacity building.
Il MAECI, insieme alle altre Amministrazioni competenti, assicura la promozione della posizione italiana che mira in primo luogo a far avanzare il comportamento responsabile degli Stati nel cyberspazio. Il contributo italiano ai lavori del Meccanismo Globale è altresì approfondito dalla partecipazione di soggetti nazionali, pubblici e privati, operanti nel settore della cybersicurezza.
In ambito NATO
Nell’ultimo decennio, la NATO ha cercato di adattare le proprie capacità difensive alla mutevolezza dello spazio cibernetico e le minacce ad esso correlate: nel 2016 ha riconosciuto lo spazio cibernetico come dominio operativo e ha adottato il “Cyber Defence Pledge”, strumento di convergenza degli sforzi dei singoli Alleati in materia di resilienza ad attacchi cyber.
Il MAECI contribuisce – per la parte di competenza – al rafforzamento della postura cyber dell’Alleanza e alla previsione di apposite componenti cyber nello svolgimento di esercitazioni di gestione di crisi e altre attività addestrative in un’ottica di integrazione civile-militare.
In ambito OSCE
Il Consiglio dei Ministri degli Esteri degli Stati membri dell’OSCE, nel dicembre 2016 ha adottato la Decisione del Consiglio permanente che prevede 16 misure di costruzione della fiducia (CBM), volte a fronteggiare le possibili percezioni errate da parte di un Paese sull’uso delle ICT da parte degli altri, migliorando così la qualità della cooperazione tra gli Stati partecipanti.
Durante la presidenza italiana dell’OSCE nel 2018 l’Italia ha ospitato una Conferenza sulla sicurezza cibernetica, volta a rappresentare una piattaforma di condivisione e scambio di visioni in merito alla sicurezza digitale nella regione, per promuovere la resilienza cibernetica anche attraverso il partenariato pubblico-privato. A quest’ultimo proposito, l’Italia ha adottato la CBM14, contribuendo alla redazione di un rapporto sull’importanza del partenariato pubblico-privato e finanziandone la traduzione in lingua araba per ampliare la diffusione di una simile iniziativa nell’area del Mediterraneo allargato.
In ambito G7
Il G7 affronta il tema della sicurezza cibernetica dal 2016 quando, con la Dichiarazione di Ise-Shima furono approvati i Princìpi e Azioni per promuovere un cyber spazio aperto, affidabile e sicuro, prevedendo anche l’istituzione di un gruppo di lavoro per rafforzare il coordinamento politico e la cooperazione internazionale.
Nell’ambito delle questioni attinenti all’impatto della dimensione cibernetica nelle relazioni internazionali, nel 2017 la Presidenza italiana del G7 ha promosso la Dichiarazione di Lucca, primo documento del G7 a livello ministeriale in questa materia.
La Presidenza italiana del 2024 ha attribuito carattere prioritario al tema della sicurezza cibernetica, includendolo in numerose dichiarazioni ministeriali e guidando il lancio del Gruppo di lavoro G7 sulla cybersicurezza.
Counter Ransomware Initiative
La CRI è un’iniziativa multilaterale informale avviata nel 2021 per contribuire al contrasto al fenomeno del ransomware, cioè il furto e criptaggio di dati a scopo di estorsione, una delle principali minacce nello spazio cibernetico che colpisce soggetti pubblici e privati in ogni continente.
Alla CRI hanno aderito circa 60 Paesi, fra cui l’Italia. MAECI e ACN assicurano la partecipazione e il coordinamento delle Amministrazioni competenti. Il lavoro di questa iniziativa prevede l’elaborazione di rapporti, ricerche, linee guida, bollettini tecnici e scambio di informazioni sulla pratica del ransomware.
Processo di Pall Mall
Nel 2024 Regno Unito e Francia hanno lanciato a Londra il Processo di Pall Mall, una iniziativa informale per il contrasto alla proliferazione e utilizzo irresponsabile dei prodotti commerciali di intrusione cibernetica.
L’Italia, attraverso il MAECI, è entrata a farne parte insieme ad altri 26 Paesi.
In occasione del summit a Parigi nel 2025, gli Stati membri hanno lanciato un Codice di buone prassi per gli Stati, che elenca misure volontarie che ogni Paese può liberamente adottare su più fronti per affrontare le sfide legate a questo fenomeno.
Nel 2026 è prevista l’adozione anche di un Codice di buone prassi per le aziende del settore.