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“Italia ed Egitto: una storia millenaria, una responsabilità comune per il futuro del Mediterraneo”

“Italia ed Egitto: una storia millenaria, una responsabilità comune per il futuro del Mediterraneo”
“Italia ed Egitto: una storia millenaria, una responsabilità comune per il futuro del Mediterraneo”

Editoriale del Vice Presidente del Consiglio e Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale italiano, On. Antonio Tajani

Sono oggi al Cairo per la mia sesta missione in Egitto da Ministro degli Esteri. Sei visite che raccontano, meglio di molti numeri, l’importanza che l’Italia attribuisce al rapporto con questo Paese. Un rapporto che ha radici ben più profonde della politica: Italia ed Egitto sono due grandi civiltà mediterranee, legate da millenni di storia, incontri e scambi. Il Mediterraneo ha contribuito a plasmare le nostre culture e continua ancora oggi a unirci, rendendo naturalmente vicini i nostri popoli e sempre più convergenti i nostri interessi. È da questa storia condivisa che nasce anche una responsabilità comune per il presente e il futuro della nostra regione.

Negli ultimi anni questa vicinanza si è tradotta in un dialogo politico sempre più intenso, proprio mentre il Mediterraneo e il Medio Oriente attraversavano una delle fasi più complesse della loro storia recente. Roma e Il Cairo hanno mantenuto un confronto costante sulle crisi, ma soprattutto sulle possibili soluzioni.

La missione di oggi vuole compiere un altro passo in questa direzione. Incontrerò il Presidente Abdel Fattah al-Sisi, con il quale ho avuto numerosi colloqui in questi anni, e il Ministro degli Esteri Badr Abdelatty, insieme al quale presiederemo la Commissione Congiunta italo-egiziana. Alla missione partecipano anche i Ministri dell’Ambiente e dell’Energia, Gilberto Pichetto Fratin, e del Lavoro e della Mobilità sociale, Marina Calderone, mentre oltre cento aziende italiane saranno protagoniste del Business Forum Italia-Egitto. Politica, sicurezza, energia, lavoro, imprese: abbiamo voluto dare a questa visita una dimensione ampia perché ampio è ormai il nostro partenariato.

C’è una parola che lega molti degli interessi che condividiamo: stabilità. Per Italia ed Egitto non è un concetto astratto di politica estera. Significa un Medio Oriente nel quale prevalgano dialogo e diplomazia, una Libia stabile, un Corno d’Africa più sicuro, rotte commerciali aperte e protette. Significa creare le condizioni perché le imprese possano investire, le economie crescere e i giovani guardare al futuro con fiducia. Ed è questo il filo che unisce molte delle grandi questioni sulle quali Italia ed Egitto possono lavorare insieme.

Il banco di prova più urgente è Gaza. La priorità resta la tutela della popolazione civile palestinese e la riduzione della violenza. Ma dobbiamo contemporaneamente guardare al futuro. Il lavoro è ancora lungo e il disarmo di Hamas rappresenta un passaggio fondamentale per costruire condizioni durature di sicurezza e restituire una prospettiva politica alla regione. In questo sforzo l’Egitto svolge un ruolo di mediazione essenziale, che l’Italia riconosce e sostiene, confermando il proprio ruolo di pilastro di stabilità in mezzo a molte crisi.

Quella prospettiva per noi rimane la soluzione a due Stati: Israele e Palestina, fianco a fianco, in pace e sicurezza. A Roma abbiamo riunito l’Alleanza Globale per la Soluzione a Due Stati e organizzato un seminario sul Dialogo Interreligioso, perché sono convinto che alla diplomazia debba accompagnarsi il dialogo tra religioni e culture. Al-Azhar, per la sua storia e la sua straordinaria autorevolezza nel mondo islamico, può dare un contributo fondamentale alla costruzione di una cultura della convivenza e della pace.

E mentre lavoriamo alla politica, non possiamo dimenticare chi soffre. L’Egitto sta sostenendo uno sforzo enorme a favore della popolazione palestinese. Anche l’Italia sta facendo la propria parte. Con “Food for Gaza” abbiamo mobilitato assistenza umanitaria e siamo il primo Paese occidentale per evacuazioni mediche dalla Striscia: abbiamo accolto 260 piccoli pazienti palestinesi e oltre 700 accompagnatori, anche grazie all’assistenza fondamentale dell’Egitto. Diplomazia e solidarietà devono procedere insieme.

Ma la sfida che abbiamo davanti non si esaurisce a Gaza. La sicurezza dell’intera regione dipende dalla capacità di ridurre le tensioni anche sugli altri fronti. La stabilità del Libano è essenziale per gli equilibri del Medio Oriente. Roma vuole essere una capitale di pace e ha ospitato round di negoziati tra Israele e Libano, dimostrando che anche nei momenti più difficili esiste uno spazio per il dialogo.

Lo stesso vale per la sicurezza delle grandi rotte marittime. Hormuz e Bab el-Mandeb sono due arterie vitali del commercio mondiale: ciò che accade in quegli stretti arriva rapidamente nei nostri porti, nelle nostre imprese e nelle nostre economie. La libertà di navigazione deve essere sempre garantita. Nel Mar Rosso l’Italia contribuisce concretamente a questo obiettivo attraverso la partecipazione alla missione europea ASPIDES.

Questo stesso interesse comune ci porta a guardare alla Libia, al Sudan e al Corno d’Africa. Una Libia stabile, unita e sovrana è essenziale per la sicurezza dell’intero Mediterraneo. Il protrarsi della guerra in Sudan e dell’instabilità nel Corno d’Africa produce conseguenze che vanno ben oltre i confini della regione, anche tramite il Mar Rosso: dobbiamo lavorare per fermare le violenze, contrastare le violazioni dei diritti umani e riaffermare il rispetto del diritto internazionale, guardando alla de-escalation tra tutti i principali attori.

In questo quadro, Italia ed Egitto condividono anche una forte responsabilità nel contrasto alle minacce che attraversano i confini, dal terrorismo ai trafficanti di esseri umani, e nella gestione dei fenomeni migratori. Riconosciamo gli importanti risultati ottenuti dall’Egitto nel ridurre le partenze irregolari dal proprio territorio e il grande sforzo compiuto nell’accoglienza di migranti e rifugiati. Vogliamo rafforzare ulteriormente una cooperazione già eccellente nel contrasto all’immigrazione irregolare e alle organizzazioni criminali, favorendo al tempo stesso percorsi di mobilità legale che possano rispondere alle esigenze delle nostre economie. Anche attraverso il Piano Mattei vogliamo investire nella formazione e nello sviluppo delle competenze, favorendo percorsi di migrazione regolare che possano assicurare all’Italia lavoratori qualificati e offrire nuove opportunità di lavoro ai giovani egiziani, nell’interesse di entrambi i Paesi.

La stabilità deve però tradursi anche in sviluppo, lavoro e opportunità. È anche per questo che l’Italia sostiene con convinzione il rafforzamento delle relazioni tra Unione Europea ed Egitto. Abbiamo bisogno di avvicinare ancora di più le nostre economie: più commercio, più investimenti, più collegamenti, più imprese che lavorano insieme.

È qui che tocchiamo il cuore economico della mia missione. L’Italia è già il primo partner commerciale europeo dell’Egitto. Nel 2025 il nostro interscambio ha raggiunto 5,9 miliardi di euro, crescendo dell’11,7%, e nei primi cinque mesi del 2026 ha registrato un ulteriore aumento del 7,5%. Sono numeri importanti. Ma sono convinto che non riflettano ancora tutto il potenziale della nostra relazione.

Per questo il Business Forum Italia-Egitto è uno degli appuntamenti centrali della visita. Oltre cento aziende italiane e quasi 600 partecipanti si incontreranno al Cairo. Grazie al lavoro dell’Ambasciata d’Italia e di ICE, durante la giornata si terranno incontri diretti tra le imprese per creare nuove opportunità di collaborazione e investimento. Energia e transizione verde, infrastrutture, tecnologie industriali avanzate, digitalizzazione e agritech sono settori nei quali possiamo fare molto di più. L’ambizione è andare oltre il semplice aumento degli scambi: vogliamo investire, produrre e crescere insieme.

Abbiamo già basi solide sulle quali costruire. L’energia è uno dei pilastri della nostra collaborazione. Eni opera da decenni in Egitto e le grandi scoperte realizzate nel Paese, a partire dal giacimento di Zohr, sono diventate il simbolo di una collaborazione industriale strategica. Oggi vogliamo allargare questa esperienza alle energie rinnovabili, all’idrogeno e alle tecnologie della transizione verde. Anche il collegamento marittimo settimanale tra Trieste e Damietta dimostra concretamente quanto possiamo fare per avvicinare i nostri sistemi produttivi e rendere ancora più intenso il commercio mediterraneo.

È questa anche la filosofia del Piano Mattei. L’Egitto è un Paese focus del Piano e un partner prioritario della Cooperazione italiana. Vogliamo costruire un partenariato tra pari, fondato su investimenti, formazione, innovazione e crescita condivisa. Per dimensioni, posizione geografica e ruolo politico, l’Egitto può essere uno dei grandi protagonisti di una relazione sempre più stretta tra Europa, Mediterraneo e Africa.

E poi c’è qualcosa che i dati commerciali non riescono a raccontare: la grande voglia d’Italia che si percepisce in Egitto. La vediamo nell’interesse per la nostra lingua e la nostra cultura, nei giovani che guardano alle università italiane, nei rapporti tra ricercatori, artisti e istituzioni culturali, nella straordinaria tradizione delle missioni archeologiche italiane. E sappiamo quanto forte sia, in Italia, la fascinazione per l’Egitto, la sua storia e la sua civiltà. È un legame tra popoli prima ancora che tra Governi, che dobbiamo continuare a coltivare.

È questa profondità a rendere speciale il rapporto tra Italia ed Egitto. La storia ci ha resi vicini; gli interessi comuni e le sfide del presente ci chiedono oggi di trasformare questa vicinanza in un partenariato ancora più forte.

Il messaggio che porto al Cairo è semplice: l’Egitto può contare sull’Italia. Abbiamo alle spalle millenni di storia e davanti a noi sfide che nessuno può affrontare da solo. Stabilità e crescita, sicurezza e sviluppo, diplomazia e dialogo tra i popoli sono parti dello stesso progetto.

È su questa base che vogliamo costruire il prossimo capitolo delle relazioni tra Italia ed Egitto e lavorare insieme per un Mediterraneo sempre più stabile, sicuro e prospero.

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