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Il Paraguay all’opera per connettersi ai mercati globali

Il Paraguay all’opera per connettersi ai mercati globali
Il Paraguay all’opera per connettersi ai mercati globali

L’economia paraguaiana mostra una significativa dinamicità, grazie a solidi fondamentali macroeconomici e a un settore agricolo fortemente orientato all’esportazione di materie prime (soia e carne bovina, in primis). Nonostante una certa dipendenza commerciale dai mercati limitrofi, il Paese registra infatti tassi di crescita superiori alla media regionale, trainati principalmente dai consumi delle famiglie, da un mercato del lavoro sempre più robusto e da politiche fiscali e monetarie prudenti accompagnate da un’inflazione sotto controllo.

Il Governo ha poi avviato una massiccia fase di modernizzazione infrastrutturale e produttiva che trova le sue linee guida nel Piano Nazionale di Sviluppo 2050, il piano concepito per superare i limiti geografici legati all’assenza di sbocchi sul mare e per attrarre nuovi flussi di capitale.

Le proiezioni di investimento in opere pubbliche sfiorano i 3,2 miliardi di dollari, triplicando i budget allocati negli esercizi precedenti. Circa metà dei fondi, pari a 1,5 miliardi di dollari, è riservata allo sviluppo delle infrastrutture stradali e logistiche, con un’attenzione particolare al miglioramento della via navigabile Paraguay-Paraná, considerata un’arteria vitale per le esportazioni nazionali, e al Corridoio Bioceanico, una grande opera transfrontaliera che punta a collegare gli Oceani Atlantico e Pacifico attraverso Brasile, Paraguay, Argentina e Cile, offrendo in tal modo una concreta alternativa terrestre alle rotte commerciali internazionali.

l Piano Nazionale di Sviluppo destina inoltre 500 milioni di dollari alla costruzione di sette nuovi complessi ospedalieri e altri 400 milioni per l’implementazione e il miglioramento delle reti idriche e dei servizi igienico-sanitari in aree urbane e rurali. Sul fronte dello sviluppo del capitale umano e urbano, 300 milioni di dollari supporteranno la realizzazione di scuole chiavi in mano e la modernizzazione delle città intermedie, mentre i restanti 500 milioni sono focalizzati sul potenziamento di altri settori tra cui quello dell’energia.

 

Forum ASU 500 Anni, il piano strategico per il rilancio della capitale Asunción

Il Presidente del Paraguay Santiago Peña e la First Lady Leticia Ocampos hanno presieduto l’inaugurazione del Forum “ASU 500 Años”, un’iniziativa governativa volta a coordinare progetti di resilienza urbana, incentivi immobiliari e investimenti infrastrutturali per ripristinare la competitività economica e abitativa del centro storico della capitale Asunción in vista del quinto centenario della città. Il lancio ufficiale del Forum si è tenuto presso il Centro Culturale del porto fluviale di Asunción, una piattaforma internazionale di dibattito e pianificazione che riunisce rappresentanti di diversi Paesi, leader accademici, società civile e settore privato.

Il progetto di resilienza urbana affronterà contemporaneamente temi quali infrastrutture, alloggi, mobilità, sicurezza, patrimonio, turismo, cultura e spazio pubblico. “Con ogni progetto di opere pubbliche, creiamo le condizioni per nuovi investimenti, nuove imprese, servizi, alberghi e, di conseguenza, nuovi posti di lavoro nella zona circostante”, ha affermato il Presidente, sottolineando che l’obiettivo è quello di generare un circolo virtuoso tra gli sforzi del Governo e la risposta del settore privato. L’obiettivo, come precisato dalla First Lady, non è trasformare il centro storico in un museo, ma recuperare i suoi spazi affinché tornino ad essere abitati e fruiti dai cittadini.

A livello di viabilità locale, una delle iniziative più rilevanti e dal forte impatto sociale è rappresentata dal cosiddetto Piano 1000. Promosso dalle Istituzioni nazionali con il finanziamento della società Itaipu Binacional, che gestisce la grande diga sul Paranà, al confine tra Paraguay e Brasile, il progetto prevede un investimento di 100 milioni di dollari per asfaltare mille chilometri di strade attualmente acciottolate nei 17 dipartimenti del Paese, raggiungendo tutti i 263 comuni e concentrandosi sui distretti con maggiori necessità infrastrutturali. L’iniziativa, di cui è già in corso la prima fase nel Dipartimento Centrale, dovrebbe avere un significativo impatto economico locale; si stima infatti che l’apertura dei cantieri genererà circa 10.000 posti di lavoro tra diretti e indiretti, per i quali sarà data priorità di assunzione alla manodopera locale.

Parallelamente all’impegno infrastrutturale, il Paese sta lavorando per rafforzare la propria base industriale attraverso un piano dedicato. Questa strategia punta alla creazione di poli produttivi specializzati sul territorio, supportati da regimi normativi e incentivi elaborati per attrarre investimenti esteri; secondo i dati correnti, solo nei primi sette mesi dell’anno, sono stati superati i 440 milioni di dollari, concentrati prevalentemente nelle attività manifatturiere, nelle costruzioni e nella produzione di energia elettrica.

Proprio l’energia rappresenta un ulteriore pilastro della trasformazione economica in atto, poiché il Paraguay vanta abbondanti risorse idroelettriche e sta attualmente negoziando trattati internazionali per poter valorizzare il proprio surplus energetico sui mercati globali, aprendosi anche a collaborazioni per la creazione di centri dedicati allo sviluppo dell’intelligenza artificiale che utilizzino le infrastrutture energetiche locali.

 

L’interscambio bilaterale con l’Italia

Sul fronte delle relazioni commerciali internazionali, l’Italia si posiziona al 18° posto tra i principali fornitori del mercato paraguaiano. I dati relativi all’anno passato evidenziano un interscambio stabile, con le esportazioni italiane che hanno raggiunto i 104 milioni di euro, a fronte di importazioni per 57 milioni di euro, generando un saldo commerciale positivo per l’Italia.

I macchinari e le apparecchiature costituiscono la voce principale, rappresentando oltre il 27% del totale esportato, seguiti a breve distanza dai prodotti chimici con quasi il 20% e dagli articoli delle altre attività manifatturiere (circa l’11% del totale). Questa offerta si integra con la crescente domanda locale di tecnologie industriali avanzate, necessarie per supportare i grandi cantieri infrastrutturali e il rapido potenziamento del tessuto manifatturiero.

Le importazioni italiane provenienti dal Paraguay sono invece ampiamente dominate dai prodotti del settore agroalimentare, che costituiscono il 53% del totale, e dal settore tessile, dell’abbigliamento e del cuoio (quasi il 33%).

Anche la presenza imprenditoriale italiana nel Paese sudamericano presidia comparti altamente strategici per lo sviluppo locale, quali le infrastrutture, l’automotive e l’agroindustria, generando un fatturato complessivo prossimo ai due milioni di euro. Lo stock degli investimenti diretti esteri (IDE) italiani nel Paese sudamericano si attesta a circa quattordici milioni di euro.

 

Il Paraguay nel MERCOSUR

L’integrazione regionale costituisce uno strumento strategico imprescindibile per lo sviluppo del Paraguay, che rappresenta l’economia di minori dimensioni all’interno del MERCOSUR, il Mercato Comune del Sud. In effetti, il blocco commerciale assorbe oltre la metà delle esportazioni paraguaiane e fornisce una quota analoga delle importazioni nazionali. Inoltre, benché il Paraguay esporti a livello globale prevalentemente materie prime (soia, cotone, carne), la partecipazione al MERCOSUR ha favorito la diversificazione del tessuto economico locale, stimolando l’esportazione di prodotti manifatturieri non tradizionali e caratterizzati da un maggior valore aggiunto (come plastiche, agrochimici e componenti).

L’appartenenza al MERCOSUR garantisce poi al Paese la possibilità di usufruire del FOCEM, il Fondo per la Convergenza Strutturale del blocco economico, uno strumento perequativo regionale dal quale, a fronte di un contributo annuale pari ad appena l’1%, il Paraguay riceve il 44% delle risorse totali distribuite, divenendone in pratica il principale beneficiario. Grazie al FOCEM, al Paese sono stati assegnati oltre 652 milioni di dollari a fondo perduto, risorse che finanziano importanti opere strategiche, tra cui reti stradali, sistemi di approvvigionamento idrico e linee di trasmissione elettrica.

 

 

Intervista all’Ambasciatore d’Italia in Paraguay, Marcello Fondi

 

Qual è, secondo Lei, il modo migliore per approcciare il mercato del Paraguay? Ci sono aspetti specifici che le aziende italiane dovrebbero tenere in considerazione?

In termini strettamente quantitativi, il Paraguay rappresenta un modesto mercato interno, con una popolazione che non supera i 7 milioni di abitanti, in un territorio la cui estensione geografica è pari al doppio di quella dell’Italia. Il relativamente elevato potere di acquisto del consumatore paraguaiano consente solo l’assorbimento di prodotti ad alto valore aggiunto, su fasce commerciali premium (alta moda, prodotti cosmetici, mobili di design, prodotti eno-gastronomici di alta gamma). Ma il Paraguay si propone sugli scenari commerciali regionali come un hub per la penetrazione nel blocco del Mercosur, rappresentato da paesi con mercati interni molto più estesi, in particolare Brasile e Argentina. Sono sempre più diffuse le iniziative commerciali che prevedono il Paraguay come punto di arrivo delle merci europee, che hanno destino finale in paesi terzi, approfittando dello speciale regime doganale che regola i rapporti commerciali con il resto dei paesi limitrofi, eludendo le alte barriere doganali che li caratterizzano. La forte pressione fiscale che distingue le economie degli altri paesi del Mercosur sta determinando anche un crescente processo di delocalizzazione delle produzioni industriali su territorio paraguaiano. Le imprese italiane, soprattutto le PMI, potrebbero dunque trarre ampio beneficio da queste circostanze, decidendo di insediare investimenti produttivi in Paraguay. La valutazione dei progetti di investimento industriale dovrebbe tenere conto delle caratteristiche specifiche di questo sistema produttivo, che si giova di manodopera a basso costo, limitata conflittualità sociale e forte competitività dei fattori produttivi, a cominciare dal vantaggioso costo dell’energia elettrica, qui prodotta in larga parte con fonti verdi e rinnovabili. Più in generale, direi che le opportunità di business italiano in Paraguay dovrebbero essere valutate con fiducia e spirito pragmatico, anche alla luce della entrata in vigore – in regime transitorio -, già lo scorso 1° maggio, dell’Accordo commerciale UE -Mercosur firmato ad Assunzione il 17 gennaio 2026. I vantaggi specifici per l’Italia rispetto al Paraguay sono determinati dalla sostanziale complementarietà dei rispettivi sistemi produttivi che vedono le merci italiane favorite da un più alto valore aggiunto rispetto ai prodotti dell’industria primaria paraguaiana. La presenza stabile del settore alimentare italiano nella grande distribuzione eno-gastronomica consentirebbe inoltre di contrastare il fenomeno dell’Italian sounding ed una migliore tutela dei certificati di origine geografica, con effetti benefici sulla nostra bilancia dei pagamenti.

 

Ambasciatore, alla luce delle caratteristiche dell’economia locale, ci sono, secondo Lei, specifici comparti economici a cui dovrebbe guardare un’azienda italiana per fare affari in Paraguay?

In primo luogo, sarebbe opportuno partire da una analisi dei fondamentali dell’economia di questo Paese. Negli ultimi 5 anni il Pil del Paraguay è cresciuto ad un tasso medio del 5%, il più elevato tra i paesi del Mercosur. Il tasso di inflazione del Paese è tra i più bassi dell’America Latina e si situa mediamente attorno al 3,7% annuo. Il tasso di cambio della valuta nazionale – il Guarani – è risultato il più stabile della regione, dimostrando una tendenza all’apprezzamento rispetto al dollaro USA ed all’Euro di circa il 16 per cento negli ultimi 3 anni. Il regime fiscale è estremamente vantaggioso, in quanto si basa sulla teoria del 10 per cento: è questa l’imposta IVA, cosi come l’aliquota applicata ai redditi personali e a quelli d’impresa. Le Autorità hanno introdotto importanti norme di vantaggio per agevolare gli investimenti dall’estero, defiscalizzando le importazioni di beni intermedi destinati alla realizzazione di fabbriche in territorio paraguaiano per l’industria della manifattura. È stato inoltre avviato un programma di agevolazione per il rilascio di visti per affari, che consente agli imprenditori esteri di ottenere la residenza in Paraguay in termini molto privilegiati. Le coerenti politiche di stabilità politica, economica e finanziaria promosse dal Governo del Presidente Peña nell’ultimo triennio hanno consentito al Paraguay di ottenere un netto miglioramento del rating del debito sovrano, elevato da Moody’s a Baa3 nel luglio 2024 e da S&P a Bbb nel dicembre 2025. La maggior parte degli investimenti esteri in Paraguay si concentra sul mercato immobiliare, le telecomunicazioni, il commercio e l’alta tecnologia. Più recentemente è stato registrato un imponente flusso di investimenti nei settori dell’automotive, centri di calcolo e dati, cyber security, servizi digitali, trasporto e logistica fluviale (e relativi servizi).

 

Qual è oggi la percezione del Made in Italy in Paraguay? In quali settori esistono le maggiori opportunità per i prodotti e i servizi italiani?

La percezione del Made in Italy è un fattore essenziale per lo sviluppo delle relazioni economiche soprattutto con riferimento ai prodotti di consumo e beni strumentali intermedi (ma sta crescendo l’interesse anche per i servizi originati dall’Italia, in particolare nel settore del turismo). Si registra una costante crescita delle nostre esportazioni nei comparti alimentare, tessile, macchinari agro-industriali, mobili. Ciò detto, l’Italia ha rappresentato nel 2025 soltanto il 16° fornitore commerciale del Paraguay (con una quota del solo 0,7% del mercato, pari a 140 M $) ed il terzo tra i paesi europei, dopo Germania e Spagna. Esiste dunque un ampio margine di miglioramento della nostra posizione commerciale, ed il rafforzamento delle nostre esportazioni nei seguenti settori merceologici: macchinari agricoli, apparecchiature elettriche, prodotti chimici, prodotti alimentari, tessile, abbigliamento e pellami. Ma per cogliere le migliori opportunità di sviluppo delle relazioni economiche bilaterali è importante conoscere i recenti sviluppi dell’economia di questo Paese, promuovendo joint venture e investimenti nei settori più promettenti: rispetto al 2025, nel primo semestre di quest’anno, la Banca Centrale del Paraguay ha certificato una crescita del 5,6% del settore industriale, del 4,9% dei Servizi, del 2,8% della Manifattura e del 9,4% per l’Agricoltura. Altre occasioni di business sono rappresentate dallo sviluppo della matrice energetica di questo Paese, che punta ora sulla produzione di idrogeno verde, Centri di calcolo, pannelli solari, sfruttamento delle terre rare e dei depositi di gas naturale. Sono questi gli ambiti nei quali il Paraguay è alla ricerca di partnership industriali con i paesi più avanzati, incentivando il trasferimento di know how e tecnologie. In questo ambito le aziende italiane potrebbero massimizzare l’impiego degli strumenti di supporto alle nostre esportazioni messi a disposizione da SIMEST e SACE.

 

Ci parla dei grandi progetti in corso di esecuzione o attualmente allo studio da parte del Governo che potrebbero fortemente interessare le nostre aziende?

In questa fase la presenza di imprese italiane è dominata da PMI operanti nel settore agricolo, industriale e commerciale. Le grandi aziende italiane hanno operato in Paraguay con successo negli anni sessanta e settanta, contribuendo allo sviluppo economico del Paese, in particolare con la realizzazione di grandi opere nel settore energetico e delle infrastrutture. La Centrale idro-elettrica di Itaipu – alimentata dal bacino del fiume Parana – è stata realizzata in base allo studio di fattibilità di uno studio di ingegneria italiano e rappresenta il terzo complesso idroelettrico del mondo per potenza installata. Recentemente sono stati avviati i lavori per il potenziamento di una seconda Centrale idro-elettrica, al confine tra Paraguay e Argentina, denominata Yacyretá, che vede impegnata una primaria azienda italiana leader nel settore dei grandi lavori di ingegneria. La sfida più importante per lo sviluppo infrastrutturale del Paese è attualmente rappresentata dalla realizzazione del Corridoio Bioceanico – in fase avanzata fase – che collegherà la costa atlantica del Brasile con quella dell’Oceano Pacifico in Cile, passando attraverso il Paraguay. La nostra Ambasciata è molto impegnata nella informazione concernente i bandi di gara per la realizzazione dei parchi industriali che nasceranno lungo il Corridoio Bioceanico, in particolare sul territorio paraguaiano. La realizzazione dell’opera consentirà di realizzare importanti economie nelle spese di trasporto lungo le rotte interoceaniche, attualmente concentrate sul canale di Panama. Citerei inoltre l’importante investimento promosso da un’importante impresa di origine italiana nel settore della logistica fluviale: Oltre l’80% delle merci del Paraguay (che, come noto, non ha accesso diretto al mare) raggiungono oggi lo sbocco sull’Oceano Atlantico attraverso l’utilizzo dei fiumi Paraguay e Paraná. Non meno rilevante è la presenza dell’Italia nel settore del trasporto aereo di corto cabotaggio con investimenti che stanno imprimendo un forte sviluppo della mobilità interna del Paraguay. Sono infine stati recentemente firmati i primi contratti per la fornitura di una flotta di sei elicotteri della Società Augusta SPA, che verranno qui utilizzati per lo sviluppo del traffico corporate e del turismo.

 

Il saper fare italiano fa scuola in Paraguay

AeroPar: un ponte tra l’industria aeronautica italiana e il Mercosur

AeroPar è una società di diritto paraguaiano, fondata nel 2019, la cui crescita è strettamente legata all’industria aeronautica italiana. Opera nel trasporto aereo executive e aerotaxi, nella manutenzione, nella formazione e nella commercializzazione di aeromobili, sviluppando in Paraguay capacità operative e tecniche con una crescente proiezione regionale.

Un ruolo centrale in questo percorso è rappresentato dal rapporto con il costruttore italiano Tecnam. AeroPar ne è distributore e centro di manutenzione ufficiale in Paraguay e Brasile e dispone di una flotta composta prevalentemente da aeromobili Tecnam, impiegati nelle attività commerciali e nella formazione.

La crescita della società si è intrecciata con il progetto WinFlyer, start-up di matrice italiana costituita in Paraguay per sviluppare un modello di mobilità aerea basato sul Tecnam P2012 Traveller. La progressiva integrazione del progetto in AeroPar ha contribuito ad ampliare le attività della società e a rafforzarne la struttura direzionale.

Oggi la collaborazione con l’industria italiana si estende al settore elicotteristico. AeroPar sta lavorando all’introduzione di due elicotteri Leonardo AW109 e allo sviluppo delle infrastrutture, delle attrezzature e delle competenze necessarie per offrire i relativi servizi di assistenza e manutenzione, con una prospettiva rivolta al Mercosur.

Un elemento qualificante di questo modello è il trasferimento tecnologico. L’introduzione di un aeromobile non si limita all’importazione di un prodotto, ma comporta il trasferimento di competenze, procedure, standard operativi e capacità manutentive. Richiede investimenti nella formazione di piloti, tecnici, meccanici e personale specializzato, generando, quindi, occupazione locale altamente qualificata. Tecnologia e know-how italiani vengono così integrati in una struttura locale che sviluppa competenze e capacità destinate a rimanere nel Paese e a sostenere il mercato regionale.

In questo percorso, il Sistema Italia e l’Ambasciata d’Italia in Paraguay svolgono un ruolo di collegamento tra imprese e istituzioni, favorendo il dialogo economico e le opportunità di collaborazione tra i due sistemi produttivi. Un contributo particolarmente rilevante in un settore altamente regolamentato e tecnologicamente complesso come quello aeronautico.

Per posizione geografica e accesso ai mercati regionali, il Paraguay può rappresentare una piattaforma di sviluppo per l’industria italiana nel Mercosur. L’esperienza di AeroPar testimonia come l’internazionalizzazione possa tradursi in cooperazione industriale, trasferimento tecnologico, formazione e creazione,

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